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Tecniche di giardinaggio

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La produzione di piante viene solitamente affidata ai vivai, ma è possibile anche farlo da se a casa propria; scopriamo insieme come fare.

di Redazione

15 febbraio 2013

La produzione di piante: come avviene a livello industriale

La produzione di piante viene affidata, nella maggior parte dei casi, ai vivai, vale a dire a quelle strutture del settore agricolo che si dedicano allo sviluppo di specie vegetali che dovranno essere destinate al commercio. Si usa distinguere, in particolare, tra vivai forestali – che risultano specializzati nello sviluppo di essenze forestali -, vivai frutticoli – impegnati nella produzione di pomacee, viti, agrumi, drupacee, olivi e altre piante da frutto -, vivai ornamentali – che producono piante ornamentali – e vivai orticoli, che invece si dedicano alla produzione di specie ortive che poi dovranno essere trapiantate in pieno campo o in serra. La produzione di piante, quindi, avviene all’interno di strutture le cui dimensioni e la cui logistica possono variare a seconda dell’indirizzo produttivo e del grado di specializzazione.

I vivai: le collezioni e i semenzai

All’interno di un vivaio non mancano mai le cosiddette collezioni, appezzamenti coltivati che accolgono le piante madri dalle quali vengono prelevati barbatelle da propaggine, marze, talee, semi, barbatelle da margotta e gli altri materiali di prima propagazione. A seconda delle finalità della struttura produttiva, tale settore può risultare più o meno sviluppato. Le collezioni, per altro, richiedono la preparazione di protezioni particolari allo scopo di favorire uno stato sanitario eccellente: è il caso, per esempio, delle barriere anti-insetto che servono a prevenire la virosi. Nei vivai, inoltre, la prima propagazione dei semenzali viene affidata al semenzaio, situato all’interno di serre – e costituito da bancali e cassoni – oppure all’aperto – e costituito da semplici letti. Qui, i semenzali vengono collocati per alcuni mesi prima di essere innestati o sottoposti a trapianto.

I barbatellai, destinati alla riproduzione tramite taleaggio

La produzione di determinate specie di piante, d’altra parte, richiede anche la presenza di un barbatellaio, settore all’interno del quale avviene la produzione di barbatelle, soprattutto tramite taleaggio. Esso solitamente è posizionato in piena terra, ma non di rado include bancali di radicazione e cassoni, talvolta muniti di impianti per il riscaldamento basale e la nebulizzazione. Il taleaggio delle specie a foglie caduche avviene all’aperto, mentre l’auto-radicazione delle specie sempreverdi si verifica in serra. Importante, ma non sempre presente, è inoltre il laboratorio di micro-propagazione: si tratta di una parte altamente specializzata in cui, a partire dalla coltivazione e dallo sviluppo di tessuti embrionali in vitro, si procede alla produzione di specie senza virus. Il laboratorio, come si può facilmente immaginare, è munito di celle climatiche, impianti per la termo-terapia ed altre attrezzature specializzate quali autoclavi, cappe sterili, eccetera: non è presente sempre anche perché richiede professionisti ed esperti specializzati. Ai fini della produzione delle piante in vivaio, è necessario anche il nestaio, direttamente collegato al barbatellaio: qui avvengono operazioni di innesto, eseguite a tavolino o in campo a seconda che riguardino le talee o le barbatelle.

Il piantonaio e la propagazione degli alberi da frutto

Il piantonaio, invece, è un settore all’interno del quale le piante propagate vengono posizionate prima di essere messe in commercio: è durante questa fase che attraverso la potatura di allevamento si compie la loro formazione. Il piantonaio, presente in tutti i vivai frutticoli, accoglie le specie vegetali per tempi diversi: da uno a tre anni. Di conseguenza, le sue dimensioni sono connesse al tipo di specializzazione produttiva che riguarda il vivaio. Diverso, tuttavia, è il caso dei vivai che ospitano piante ornamentali destinate a parchi e giardini: qui, infatti, le piante possono rimanere nel piantonaio per molti anni, considerando che il loro valore commerciale dipende anche, se non soprattutto, dalla fase di sviluppo e dall’età della specie. E’ bene precisare, comunque, che le specie che vengono vendute in pane di terra vengono fatte crescere all’interno di contenitori alveolati e fitocelle, vale a dire contenitori di plastica appositi che favoriscono una gestione meno costosa e più facile.

L'importanza delle serre: nebulizzazione, raffreddamento e riscaldamento

Molto spesso, comunque, la produzione delle piante non può prescindere dalla presenza di serre, differenti tra loro a seconda dell’attrezzatura che le caratterizza e del materiale – policarbonato, vetro – con cui sono realizzate. La temperatura nelle serre può essere raffreddata tramite l’apertura automatica del colmo e delle pareti (nelle serre di piccole dimensioni) oppure attraverso la ventilazione forzata con l’ausilio di filtri umidi (nelle serre di grandi dimensioni). Per quel che riguarda il riscaldamento, invece, esso viene ottenuto tramite aria calda presente nei tubi di polietilene o acqua calda fatta scorrere sotto il pavimento. E’ necessario operare una distinzione, in conclusione, tra le serre di propagazione prive di nebulizzazione, adatte soprattutto a specie senza particolari difficoltà, e le serre di propagazione dotate di nebulizzazione, che sono caratterizzate da impianti di tipo fog o mist installati su bancali appositi con tubi che favoriscono gli scambi gassosi impedendo il flusso di acqua. Come si può notare, quindi, a livello industriale la produzione di piante presuppone il ricorso a macchinari e attrezzature specifiche, oltre che conoscenze specializzate, finalizzate tra l'altro a favorire una crescita e uno sviluppo sano e rigoglioso delle specie coltivate.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali tipologie di vivai esistenti?
    Esistono quattro categorie principali di vivai, ciascuna specializzata in un settore specifico. I vivai forestali si occupano dello sviluppo di essenze arboree destinate alle foreste. Quelli frutticoli producono piante da frutto come viti, agrumi, olivi e pomacee. I vivai ornamentali sono dedicati alla creazione di piante decorative per giardini e arredo urbano. Infine, i vivai orticoli si concentrano sulla produzione di specie ortive destinate al trapianto in pieno campo o in serra, garantendo così una selezione accurata in base all'uso finale della pianta.
  • Come funziona la propagazione iniziale all'interno di un vivaio?
    La propagazione inizia presso le 'collezioni', ovvero appezzamenti dove crescono le piante madri sane. Da queste si prelevano materiali di propagazione come talee, barbatelle, semi e marze. Questi materiali vengono trasferiti nel semenzaio, situato in serra o all'aperto, dove i semenzali restano per alcuni mesi. In questa fase cruciale, le giovani piante sviluppano il sistema radicale iniziale prima di passare alle fasi successive di innesto o trapianto, assicurando una base genetica solida.
  • Cos'è il barbatellaio e qual è il suo ruolo?
    Il barbatellaio è il settore dedicato alla produzione di barbatelle, principalmente tramite taleaggio. Può trovarsi in piena terra o attrezzarsi con bancali e cassoni, talvolta dotati di riscaldamento basale e nebulizzazione. Mentre le specie a foglie caduche vengono trattate all'aperto, quelle sempreverdi richiedono l'auto-radicazione in serra. Questo ambiente controllato permette alle talee di sviluppare radici forti, preparando le piante per la successiva operazione di innesto nel nestatoio.
  • A cosa serve il laboratorio di micro-propagazione?
    Il laboratorio di micro-propagazione è una struttura altamente specializzata che utilizza tecniche di coltura tissutale in vitro. Partendo da embrioni, produce piante completamente esenti da virus, garantendo una salute ottimale fin dall'inizio. Richiede attrezzature costose come celle climatiche, autoclavi e cappe sterili, nonché personale esperto. Non tutti i vivai lo possiedono, poiché è essenziale solo per la produzione massiva di cloni sani e per la conservazione di varietà pregiate.
  • Come differisce la permanenza nel piantonaio tra piante da frutto e ornamentali?
    Nel piantonaio, le piante vengono formate mediante potature di allevamento prima della vendita. Per i vivai frutticoli, la permanenza è breve, da uno a tre anni, fino a raggiungere la maturità commerciale. Al contrario, nei vivai di piante ornamentali per parchi e giardini, le piante possono restare nel piantonaio per molti anni. Il loro valore dipende fortemente dall'età e dal volume della chioma, richiedendo quindi periodi di crescita molto più lunghi rispetto alle specie da frutto.