Motore diesel Lombardini

Motocoltivatori

Motocoltivatore

Il motocoltivatore è il migliore amico dell'uomo, dopo il cane naturalmente. Compagno inseparabile di una moltitudine di persone che lo utilizzano per la lavorazione dei terreni, da hobbisti o professionisti, questa macchina potente, versatile e maneggevole è presente ovunque, a tutte le latitudini.

di Redazione

14 gennaio 2015

Motocoltivatore diesel

Perché scegliere un motocoltivatore diesel che fra l'altro costa un pò di più del benzina? E poi, il benzina non era un pò più potente del diesel? Allora perché? Come sempre è anche una questione di idee personali ed esigenze diverse, ma il diesel ha una carta da giocare, di tutto rispetto: la presenza di coppia anche ai regimi bassi, cosa non da poco, visto che lavorare il terreno significa anche trovarsi in situazioni in cui il motore va sotto sforzo eccessivo e tende "a morire"; certo si può scalare una marcia, ma non è la stessa cosa. Ecco, il diesel ha questa caratteristica che lo distingue dal benzina che naturalmente non è un motore da buttare, solo segue un'altra concezione. In più un effetto per così dire "trasversale": il costo del gasolio è inferiore a quello della benzina e incide sui costi di gestione del mezzo.

Motocoltivatore

Oggi il motocoltivatore, in Italia, ha una potenza minima di 3,6 KW / 4,8 HP per arrivare, attraverso varie potenze e motorizzazioni, a quella massima di 12 KW / 16,3 HP. Conosciuto nel gergo internazionale come "two wheeled tractor" o anche "two wheels tractor". il motocoltivatore è usato in tutto il mondo per una serie infinita di operazioni. Nei Paesi in via di sviluppo, dove i trattori hanno ancora costi proibitivi, il motocoltivatore è insieme, mezzo di trasporto, mezzo agricolo, mezzo commerciale e via dicendo. Un mezzo universale, un camaleonte a motore che si trasforma al bisogno. Ma cos'è di preciso un motocoltivatore? E' una macchina agricola in cui la trazione è garantita dalle due ruote di cui dispone. Per cui la prima caratteristica è che, almeno durante le lavorazioni, non si può prendere posto sul mezzo, ma lo si deve accompagnare marciando di fianco o dietro ad esso.

Un camaleonte a motore

Nelle versioni più potenti, generalmente, il motocoltivatore è dotato di bloccaggio del differenziale, inseribile dalle stegole (il "manubrio" del motocoltivatore) dove, peraltro, trovano posto anche l'acceleratore, la frizione e i freni. E' dotato di una presa di forza che fornisce la potenza adatta a far funzionare i tanti attrezzi che gli si possono collegare e a trasmettere il moto anche alle ruote dei carri a trazione che pure si abbinano a questo mezzo. E' mosso esclusivamente da motori a scoppio, con alimentazioni sia benzina che gasolio. Per il gran numero di accessori che gli si possono collegare è una macchina dotata di un'estrema versatilità. Può trasformarsi da motocoltivatore con fresa, in una trincia per l'erba, in un trincia sarmenti, in una piccola pala gommata o in una turbina per togliere la neve; con operazioni che richiedono pochi minuti.

Versatilità e comodità

La gamma degli attrezzi abbinabili a questo mezzo è infinita: ci sono anche gli scavapatate, i cippatori, le seminatrici, gli estirpatori, gli aratri, gli assolcatori, le spazzole, gli aratri rotativi, non c'è praticamente operazione agricola che non possa svolgere.La grande funzionalità di questo mezzo è data anche dalla reversibilità delle stegole che con questa caratteristica permettono l'attacco di attrezzature che altrimenti non potrebbero essere abbinate al motocoltivatore. La loro regolazione in altezza e di lato completano l'ergonomicità e il comfort di utilizzo. Alcuni modelli sono con avviamento a strappo, ma non mancano le più comode versioni con avviamento elettrico a batteria, come una comune autovettura: basta girare la chiave d'accensione e, voilà, il motocoltivatore è pronto a muoversi. E' anche una macchina facile da usare, con le sue dimensioni compatte e la grande maneggevolezza è adatto praticamente a tutti.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra motocoltivatore diesel e benzina?
    Il motocoltivatore diesel offre maggiore coppia ai regimi bassi, risultando ideale quando il motore lavora sotto sforzo intenso e rischia di spegnersi, evitando continui cambi di marcia. Inoltre, il costo del gasolio è generalmente inferiore a quello della benzina, riducendo le spese di gestione. Il benzina, invece, è spesso percepito come più potente in termini di giri, ma il diesel garantisce stabilità nelle lavorazioni pesanti del terreno.
  • Come si guida correttamente un motocoltivatore durante le lavorazioni?
    Un motocoltivatore è progettato per essere accompagnato a piedi, mai salito sopra. Durante le lavorazioni, l'operatore deve camminare di fianco o leggermente dietro il mezzo, utilizzando le stegole (il manubrio) per controllare direzione, acceleratore, frizione e freni. Questa configurazione garantisce sicurezza e permette di gestire meglio la trazione sulle due ruote motrici, adattandosi ai diversi tipi di terreno.
  • Che potenza ha tipicamente un motocoltivatore moderno?
    In Italia, la potenza dei motocoltivatori varia da un minimo di 3,6 kW (circa 4,8 CV) fino a un massimo di 12 kW (circa 16,3 CV). Esistono numerose varianti di motorizzazione per soddisfare diverse esigenze operative. Questa fascia di potenza li rende strumenti versatili, adatti sia agli hobbisti per piccoli orti che ai professionisti per interventi più intensi, mantenendo comunque dimensioni contenute.
  • Quali attrezzi si possono collegare a un motocoltivatore?
    Grazie alla presa di forza e alla reversibilità delle stegole, il motocoltivatore supporta una vasta gamma di accessori: fresatrici, trinciasarmenti, piccole pale gommate, turbine per la neve, aratri, seminatrici, cippatori e scavapatate. La possibilità di modificare rapidamente l'allestimento trasforma il mezzo in una macchina polivalente capace di eseguire quasi ogni operazione agricola o di giardinaggio con pochi minuti di preparazione.
  • Come avviene l'avviamento del motocoltivatore?
    L'avviamento può avvenire in due modi principali: a strappo (manualmente tramite cordino) o elettrico. I modelli dotati di avviamento elettrico offrono maggiore comodità, simili a quelli di un'automobile, permettendo di accendere il motore semplicemente girando la chiave. Questa opzione è particolarmente utile per chi cerca facilità d'uso o utilizza il mezzo frequentemente, riducendo lo sforzo fisico iniziale.

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