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Quali sono le principali proprietà medicinali della borsa del pastore?
La Capsella bursa-pastoris è rinomata principalmente per le sue spiccate proprietà emostatiche, astringenti e antiemorragiche. In fitoterapia tradizionale viene utilizzata per fermare sanguinamenti lievi, come quelli mestruali eccessivi (menorragie) o epistassi. Grazie al suo contenuto di composti attivi, aiuta anche a rafforzare i capillari e ridurre l'infiammazione dei tessuti mucosi, rendendola un rimedio naturale efficace per problemi circolatori minori e stati infiammatori del tratto urinario.
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Come si preparano gli infusi o i decotti di borsa del pastore?
Per preparare un infuso terapeutico, versare una tazza d'acqua bollente su un cucchiaino di pianta essiccata (fiori e foglie). Lasciare in infusione per circa 10 minuti, poi filtrare. Il decotto si ottiene facendo bollire brevemente la pianta nell'acqua prima di lasciare riposare. L'uso interno avviene solitamente sotto forma di tisana da bere durante il giorno, mentre le tinture alcoliche richiedono una preparazione specifica con estrazione prolungata per massimizzare i principi attivi.
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Quando e come raccogliere la Capsella bursa-pastoris?
La raccolta può avvenire praticamente tutto l'anno, poiché la pianta è molto adattabile e persiste in diversi climi. Le parti utilizzate sono i fiori e le foglie. È fondamentale raccoglierla in giornate asciutte, evitando la rugiada mattutina. Dopo la raccolta, le piante vanno essiccate rapidamente in mazzi legati, appendendole in ambienti ventilati, bui e secchi per preservarne le proprietà medicinali ed evitare muffe durante la conservazione.
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Dove cresce naturalmente la borsa del pastore e quali sono i suoi nomi alternativi?
Questa pianta erbacea appartiene alla famiglia delle Crocifere e si adatta a quasi ogni clima, crescendo spontaneamente fino a 2300 metri di altitudine. È comune lungo le strade, nei campi coltivati e nelle aree ruderali. Oltre al nome scientifico Capsella bursa-pastoris, è nota come 'borsa del prete', 'erba di Giuda', 'cassella', 'erba raperina' o 'ricci a serra'. La sua capacità di colonizzare terreni disturbati la rende una delle specie più diffuse in Europa.