Laburno, fiori

Alberi

Maggiociondolo

Piccolo albero deciduo che cresce spontaneo in molte zone d'Italia, il maggiociondolo produce dei bellissimi fiori gialli in primavera inoltrata

di Redazione

05 giugno 2018

Generalità

Il maggiociondolo è un piccolo albero deciduo originario dell’Europa centro meridionale, diffusosi anche in Asia e in alcune zone dell’Europa centro settentrionale; ha fusto eretto, talvolta flessuoso, e raggiunge i 6-10 cm di altezza. La chioma è ovale, abbastanza disordinata, la corteccia del fusto è di colore marrone grigiastro, liscia e dall’aspetto sericeo, i rami sono di colore grigio, lisci. Il fogliame è pinnato, costituito da tre piccole foglie ovali, di colore verde chiaro, con la pagina inferiore grigia o biancastra. In primavera inoltrata, in genere nel mese di maggio come suggerisce il nome comune della pianta, produce lunghi grappoli di fiori giallo oro, di forma papilionacea, ricordano le infiorescenze del glicine. Ai fiori seguono i frutti, lunghi baccelli scuri che contengono i piccoli semi fertili, simili a piselli marroni. Questi alberelli molto eleganti possono trovare posto in giardino, anche se sono facilmente riscontrabili anche in natura, nelle zone alpine di media altitudine. Nei boschi alpini di media altitudine è presente anche L. alpinum , più resistente al freddo.

Esposizione

Il Laburnum anagyroides predilige posizioni soleggiate, non teme il freddo, ma può temere climi eccessivamente caldi ed asciutti, come quelli delle zone meridionali ella nostra penisola. Esistono anche varietà ibridi, adatte anche ai luoghi con estati molto calde, come per esempio Laburnum x watereri, con fioritura molto abbondante. I semi del maggiociondolo sono molo velenosi, quindi si consiglia di evitare di porre a dimora queste piante in luoghi molto frequentati dai bambini o dagli animali al pascolo.

Annaffiature

Le piante di maggiociondolo messe a dimora da tempo, con un apparato radicale ben sviluppato, si accontentano delle piogge; i giovani alberi da poco posti a dimora vanno annaffiati durante la stagione estiva, attendendo sempre che il terreno sia ben asciutto tra un’annaffiatura e l’altra. In autunno interrare alla base della pianta del concime organico ben maturo, o del concime granulare a lenta cessione.

Terreno

Il maggiociondolo è una pianta che predilige terreni sciolti e profondi, preferibilmente calcarei, molto ben drenati; tende ad adattarsi abbastanza bene anche in terreni non proprio favorevoli e primitivi. Il maggiociondolo infatti è una pianta appartenente al genere delle Fabaceae, un gruppo di piante caratterizzate da radici molto speciali, che con la loro attività sono in grado di migliorare parecchio la qualità del suolo in cui si trovano. Le Fabaceae infatti hanno sulle radici dei particolari batteri che, grazie ad una speciale simbiosi con le radici, possono produrre azoto. L'azoto è una sostanza organica fra le più importanti per le piante, una di quelle più utilizzate nella crescita e nella formazione di nuovi tessuti.

Moltiplicazione

La moltiplicazione del laburnum anagyroides avviene per seme, in primavera; i semi sono fertili solo previa scarificazione, prima di essere interrati è consigliabile passarli con della carta vetrata, per favorire la penetrazione dell’acqua all’interno del seme e permettere al germoglio di svilupparsi. In estate è possibile praticare talee legnose con buona percentuale di successo.

Parassiti e malattie

Il maggiociondolo è una pianta molto robusta che in genere non viene attaccata da parassiti o da malattie e non si segnalano particolari problemi di nessun tipo al momento.

La fioritura

Il laburnum anagyroides si chiama in gergo maggiociondolo per via degli spettacolari fiori color giallo intenso che produce proprio nel mese di maggio. La morfologia di questi fiori è quella tipica delle Fabaceae, con dei petali molto caratteristici simili a quelli del glicine, del loietto, della robinia e di altre piante di questo genere. Nei mesi della fioritura è impossibile non notare i cespugli e le piante di questa splendida pianta girando per parchi e colline. In montagna si trova una varietà più rustica e resistente di questa specie, il maggiociondolo alpino, molto simile al laburnum normale ma più resistente al freddo ed all'escursione tipica della fascia montana.

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Domande frequenti

  • Il maggiociondolo è velenoso?
    Sì, il maggiociondolo è una pianta altamente tossica. Tutti i suoi organi, specialmente i semi contenuti nei baccelli e i fiori, contengono alcaloidi velenosi. È fondamentale prestare molta attenzione se si possiedono bambini piccoli o animali domestici che potrebbero ingerire parti della pianta. Si sconsiglia vivamente di piantarlo in aree molto frequentate da bambini o bestiame per prevenire incidenti accidentali.
  • Come si coltivano i semi di maggiociondolo?
    I semi di maggiociondolo presentano un rivestimento duro che impedisce l'assorbimento dell'acqua, rendendo necessaria la scarificazione prima della semina primaverile. Si consiglia di strofinare delicatamente i semi con carta vetrata per assottigliare il guscio esterno. Questo passaggio facilita la penetrazione dell'umidità, permettendo al germe di svilupparsi correttamente. Una volta trattato, il seme può essere interrato in un substrato adatto.
  • Qual è l'esposizione ideale per il Laburnum anagyroides?
    Il maggiociondolo predilige posizioni pienamente soleggiate per garantire una fioritura abbondante. Tollera bene il freddo invernale, ma soffre in climi eccessivamente caldi e secchi, tipici delle zone meridionali italiane. Se vivi in un'area con estati torride, puoi optare per ibridi come il Laburnum x watereri, che mostrano maggiore resistenza alle alte temperature e all'aridità rispetto alla specie tipica.
  • Quanto cresce un maggiociondolo e quanto vive?
    Il maggiociondolo è un piccolo albero deciduo che solitamente raggiunge un'altezza compresa tra i 6 e i 10 metri. Ha una chioma ovale e piuttosto disordinata, con fusto eretto e corteccia liscia grigio-marrone. Non essendo indicato un ciclo vitale specifico nel testo, si considera una pianta a medio-lunga vita, capace di adattarsi anche a terreni poveri grazie alla sua capacità di fissare l'azoto atmosferico.
  • Quando e come va innaffiato il maggiociondolo?
    Le piante adulte, ormai radicate, si accontentano generalmente delle precipitazioni naturali. I giovani esemplari appena messi a dimora richiedono irrigazioni regolari durante l'estate, facendo però attenzione a lasciare asciugare completamente il terreno tra un'annaffiatura e l'altra per evitare ristagni idrici. In autunno è utile apportare concime organico maturo alla base per sostenere la pianta nel periodo vegetativo successivo.

Scheda Tecnica

Laburnum anagyroides

Nome scientificoLaburnum anagyroides
FamigliaFabaceae
Tipo di piantaPiccolo albero deciduo
OrigineEuropa centro-meridionale, Asia
EsposizioneSoleggiata, tollera il freddo, teme caldo/asciutto estremo
TerrenoSciolti, profondi, calcarei, ben drenati
IrrigazioneModerata, solo giovani in estate; adulti con piogge
FiorituraPrimavera inoltrata (maggio)
Altezza6-10 metri (testo riporta erroneamente 'cm', corretto in botanica)
ConcimazioneAutunnale, concime organico maturo o granulare lento
MoltiplicazioneSeme (scarificato) in primavera, talee legnose in estate
Malattie e parassitiPianta robusta, generalmente immune
Difficoltà di coltivazioneFacile

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