aglio

Aromatiche

Coltivazione aglio

L'aglio è una pianta largamente utilizzata sia per le sue proprietà aromatiche, che per quelle curative: non esiste cucina al mondo che non ne sfrutti il prodigioso gusto.

di Redazione

01 febbraio 2016

Generalità

La parte generalmente utilizzata della pianta è il bulbo, suddiviso a sua volta in piccoli spicchi e ricoperto da alcune foglie, chiamate tunica: proprio in base al colore assunto da queste foglie esterne si distinguono numerose cultivar, tra cui ricordiamo le due varietà tradizionalmente utilizzate, ovvero quello a tunica rossa (il cui ciclo di coltivazione è più rapido) e quello a tunica bianca (che riesce a conservarsi meglio nel tempo). Largamente utilizzato anche nel settore erboristico, grazie alle sue proprietà antisettiche, ipotensive e soprattutto antibiotiche: proprio grazie a queste proprietà, l'aglio si rivela un prezioso alleato anche nella coltivazione biologica, poiché anche solo con la sua coltivazione, riesce a rendere il terreno circostante meno soggetto ad attacchi fungini, microbici parassitari, rendendolo un prezioso alleato per quanto riguarda la coltivazione in consociazione.

Tecniche colturali

L'aglio non è una pianta particolarmente esigente in termini di tecniche colturali: con pochi piccoli accorgimenti sarete in grado di avere un soddisfacente raccolto, sia in terra (ovvero coltivandolo in un orto o in un giardino), sia in vaso, a cui ben si adatta dato l'apparato radicale piuttosto ridotto e che non necessita di ampi spazi in profondità. Osservando le caratteristiche specifiche della pianta è opportuno subito fare una premessa importante per la corretta attuazione delle tecniche di lavorazione: l'aglio infatti, possiede un apparato radicale filiforme e molto superficiale, facilmente danneggiabile da manovre di lavorazione del terreno grossolane. Il consiglio è quello di prestare particolare attenzione alle manipolazioni del substrato, che dovranno essere leggere e superficiali, per evitare di danneggiare le radici. Si ricordi inoltre, che lo scopo della coltivazione è la corretta formazione del bulbo, non dell'apparato superficiale della pianta: quindi, nel caso in cui si noti la formazione del fiore, questo andrà reciso il prima possibile, per evitare che la pianta prelevi sostanze nutritive dal bulbo al fine di sviluppare il fiore stesso.

Terreno e concimazione

Per quanto concerne il terreno l'aglio è una pianta che teme i ristagni d'acqua, che potrebbero poi portare allo sviluppo di pericolose patologie fungine: si consiglia quindi un terreno leggero, non compatto e ben drenato. Le condizioni climatiche ideali sono quelle temperate, anche se l'aglio è una pianta che ben si adatta a situazioni climatiche quasi estreme, che vanno da temperature anche al di sotto dello zero, a periodi di caldo intenso e di prolungata siccità: a questo proposito è bene ricordare che la coltivazione in terra non necessita generalmente di annaffiature supplementari. Per la coltivazione in vaso invece, sono previste annaffiature limitate e costanti, proprio per evitare pericolosi ristagni idrici. In ogni caso è buona norma smettere con le annaffiature quando inizia la maturazione dei bulbi, ovvero quando le foglie cominciano a seccarsi ed a piegarsi essendo questo il periodo in cui la pianta è maggiormente soggetta a marciumi. La concimazione non dovrà essere eccessiva poiché potrebbe risultare eccessivamente aggressiva per il bulbo, favorendo lo sviluppo di marciumi. Se scegliete di utilizzare concimi minerali, somministrate Potassio e Fosforo durante la preparazione del terreno e prevedete di dare Azoto un paio di volte durante la coltivazione. Se invece optate per un concime organico interratelo con la pianta ad inizio coltivazione, in modo che risulti meno aggressivo e di rilascio più prolungato. Privilegiate comunque le tecniche di rotazione colturale, in grado di apportare una buona fertilità al terreno in modo assolutamente naturale.

Propagazione

Il miglior periodo per iniziare la coltivazione dell'aglio è quello invernale. Prendete un bulbo e separatene gli spicchi: questi andranno interrati singolarmente, ad una profondità di circa 4-7 cm e con la punta rivolta verso l'alto. Lasciate un po' di spazio tra uno spicchio e l'altro, anche 10 cm se la coltivazione avviene in piena terra. Innaffiate leggermente nel periodo iniziale e poi avvaletevi dei consigli di cui sopra. La raccolta avviene nel periodo estivo, tra luglio ed agosto, in accordo con la variabilità climatica della zona. Una volta raccolti, i bulbi andranno puliti dalla terra e lasciati asciugare all'aria, finché questi non si separeranno facilmente dal resto della pianta e le foglie non si saranno completamente seccate.

Principali patogeni e parassiti

Come tutte le bulbose questa pianta risente particolarmente dei marciumi radicali e bulbari: quest'ultimo in particolare è dovuto ad un fungo, l'Aspergillus spp. che attacca i bulbi sia in ambienti molto umidi, che relativamente secchi. La lotta è di tipo preventivo ed avviene controllando l'umidità del substrato, dell'ambiente di conservazione del materiale raccolto (può infatti attaccare anche i bulbi conservati nei magazzini di stoccaggio) e prestando particolare attenzione alle tecniche di lavorazione del terreno e di manipolazione per evitare ferite accidentali, veicoli d'infezione. Altre infezioni sono causate da peronospora, ruggine e muffa bianca, per cui valgono le tecniche di lotta preventiva, mentre le principali infestazioni sono causate dalla mosca Delia antiqua.

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Domande frequenti

  • Quando è il momento migliore per piantare l'aglio?
    Il periodo ideale per la semina dell'aglio è l'inverno. È necessario prendere un bulbo sano e separarne gli spicchi, interrandoli singolarmente. Ogni spicchio va posizionato ad una profondità compresa tra i 4 e i 7 centimetri, assicurandosi che la punta sia orientata verso l'alto. Se la coltivazione avviene in piena terra, è fondamentale lasciare uno spazio di almeno 10 centimetri tra uno spicchio e l'altro per consentire una corretta crescita. Dopo la messa a dimora, effettuare innaffiature leggere solo nel periodo iniziale per favorire l'emergenza.
  • Quali sono le cure colturali essenziali per l'aglio?
    L'aglio richiede poca manutenzione ma attenzione alle radici filiformi e superficiali: le lavorazioni del terreno devono essere sempre leggere per non danneggiarle. Un aspetto cruciale è la gestione dell'acqua: in terra non servono irrigazioni supplementari, mentre in vaso occorrono annaffiature costanti ma limitate per evitare ristagni. Quando le foglie iniziano a seccarsi e piegarsi, segno di maturazione del bulbo, bisogna sospendere completamente le annaffiature per prevenire marciumi. Inoltre, se compare il fiore, questo va reciso immediatamente per deviare le energie nutrizionali verso l'ingrossamento del bulbo sotterraneo.
  • Che tipo di terreno e concimazione preferisce l'aglio?
    L'aglio teme fortemente i ristagni idrici, pertanto il substrato deve essere leggero, non compatto e garantire un ottimo drenaggio. Per la concimazione, evitare eccessi che potrebbero risultare aggressivi e favorire marciumi. Se usai fertilizzanti minerali, apporta potassio e fosforo in fase di preparazione del suolo e aggiungi azoto solo una o due volte durante la coltivazione. Con concimi organici, interrare il prodotto insieme alla pianta all'inizio del ciclo per un rilascio più graduale. La rotazione colturale è consigliata per mantenere la fertilità del suolo naturalmente.
  • Come si effettua la raccolta e la conservazione dell'aglio?
    La raccolta avviene in estate, indicativamente tra luglio e agosto, a seconda del clima locale. I bulbi vanno estratti quando le foglie superiori si sono completamente seccate e piegate. Dopo il recupero, pulire delicatamente i bulbi dalla terra e lasciarli asciugare all'aria aperta finché non si separano facilmente dal fusto residuo. Per la conservazione, è vitale controllare l'umidità dell'ambiente di stoccaggio (magazzino o dispensa), poiché l'aglio può essere colpito da funghi come Aspergillus anche in fase post-raccolta se l'ambiente è troppo umido o se i bulbi presentano ferite.
  • Quali sono i principali nemici dell'aglio e come prevenirli?
    I problemi principali sono di natura fungina e parassitaria. I marciumi radicali e bulbari, spesso causati da Aspergillus, colpiscono in ambienti umidi o secchi; la prevenzione consiste nel controllare l'umidità del substrato e evitare ferite meccaniche durante le lavorazioni. Altre infezioni comuni includono peronospora, ruggine e muffa bianca. Tra i parassiti animali, la mosca Delia antiqua è la principale minaccia. Poiché la lotta chimica diretta sui bulbi è complessa, la strategia vincente è preventiva: usare terreni sani, ruotare le colture e manipolare le piante con cautela per non creare vie d'ingresso ai patogeni.

Scheda Tecnica

Allium sativum

Nome scientificoAllium sativum
FamigliaAmaryllidaceae
Tipo di piantaBulbo perenne coltivato come annuale
OrigineAsia centrale
EsposizionePieno sole
TerrenoLeggero, sciolto, ben drenato
IrrigazioneLimitata e costante in vaso; nulla in terra dopo l'ingrossamento del bulbo
FiorituraGiugno-Luglio (spesso asportata)
Altezza30-60 cm
ConcimazionePotassio e fosforo in fase di preparazione; azoto in corso di coltivazione; evitare eccessi
PotaturaNessuna, tranne eventuale asportazione dello scapo fiorale per favorire il bulbo
MoltiplicazionePropagazione vegetativa tramite spicchi di bulbo
Malattie e parassitiMarciumi radicali/bulbari (Aspergillus), peronospora, ruggine, muffa bianca, mosca Delia antiqua
Difficoltà di coltivazioneFacile

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