crocus

Bulbi

Crochi autunno

In autunno sbocciano alcune bulbose che vengono comunemente chiamate crochi, ma che non appartengono al genere crocus

di Redazione

17 febbraio 2016

I Crochi autunnali

Chiunque ami i fiori e i giardini conosce i crochi, sono piccoli fiori a fioritura primaverile, diffusi anche allo stato selvatico nella nostra penisola, che spesso vengono posti a dimora anche nel tappeto erboso, per produrre un effetto più naturale nel prato; sono piante di coltivazione assai facile, che ben sopportano il gelo, e fioriscono ogni anno anche in condizioni di coltivazione non ideali. In effetti la fioritura delle tante specie di croco diffuse in coltivazione avviene in primavera, a volte nel tardo inverno, non appena le giornate cominciano ad allungarsi; e allora perchè nel mio prato sbocciano dei crochi anche in settembre e in ottobre? In realtà in Italia vengono chiamati comunemente crochi alcune specie di piccoli fiori dalle forme somiglianti tra di loro, ma che non appartengono al genere croco; spesso vengono confusi con i crochi, e coltivati come tali. Le specie di crochi-non-crochi più diffusi in Italia sono le Sternbergie, i Colchici e gli zephyranthes. Queste piante condividono molte caratteristiche, non solo di forma, con i veri crocus; la cosa che li differenzia in modo molto evidente è il periodo della fioritura, infatti le specie e varietà più diffuse di suddette piante producono i loro piccoli fiori a fine estate o in autunno.

La Sternbergia

Il nome è difficile anche da pronunciare, spesso chiamate anche crochi autunnali, o crochi gialli; la pianta è in effetti assai simile ad un croco, la specie Sternbergia lutea produce fiori decisamente simili, se non fosse per il fogliame che è più cospicuo, e più grande, e per la fioritura, che comincia in settembre e continua fino ai primi geli. Le Sternbergie non appartengono alla stessa famiglia dei crocus, bensì alle amaryllidacee; esistono circa cinque specie di questa pianta, dove la Sternbergia lutea è sicuramente la più diffusa in coltivazione. Oltre all'aspetto condividono con i crocus anche la facilità di coltivazione, infatti basta porle a dimora in autunno inoltrato o a fine inverno, in un buon terreno ben drenato, e in luogo soleggiato; queste piante hanno un periodo di riposo vegetativo che dura per tutta la bella stagione; verso la fine dell'estate, quando il clima si fa fresco e umido, cominciano a produrre le lunghe foglie arcuate, a nastro, di colore verde chiaro; alle foglie seguono i fiori, simili a crochi gialli, ma più allungati e alti; il fogliame rimane rigoglioso per tutto l'inverno; non temono il gelo. In genere si seguono soltanto il primo anno, annaffiando solo nel caso in cui il terreno rimanesse asciutto per svariati giorni; dal secondo anno in poi le sternbergie coltivate in piena terra vengono lasciate a se stesse, e vegetano senza problemi, tendendo a produrre sempre nuovi bulbilli, e ad allargarsi nelle zone incolte. Se abbiamo spazio possiamo lasciare le piante a dimora, in modo che aumentino di numero; se vogliamo invece contenerle, ogni due anni circa, in primavera, estirpiamo i bulbi e diradiamoli, gettando quelli piccoli o rovinati.

I Colchici

Detti anche gigli matti, o falsi crochi, i colchici sono diffusi in tutta Europa; hanno un bulbo di dimensioni medi, che produce un folto fogliame in primavera, lucido, ampio, allungato; il fogliame vegeta rigoglioso fino all'estate, e poi dissecca; quando le foglie sono ormai sparite, in tarda estate o in autunno, i colchici producono i fiori, che spuntano senza stelo direttamente dal terreno spoglio. I fiori ricordano nella forma i crocus, ma sono più ampi, o più lunghi, nei toni del bianco e del rosa; esistono svariate specie e varietà di colchico, alcune anche con fiori doppi e grandi. I colchici appartengono alla stessa famiglia dei gigli, e tutte le parti della pianta contengono colchicina, un alcaloide usato in medicina, fortemente tossico. Si coltivano in piena terra, in un substrato abbastanza ricco e ben drenato, in modo da evitare ristagni d'acqua. Amano posizioni soleggiate, e in genere non necessitano di cure; si pongono a dimora in tarda primavera o all'inizio dell'estate, per vedere i primi fiori già a fine estate. Le foglie primaverili vanno lasciate sviluppare indisturbate, in modo che la pianta possa immagazzinare sufficienti sostanze nutritive per la fioritura autunnale.

Gli zephyranthes

Anche gli zephyranthes, noti comunemente col nome di gigli della pioggia, appartengono alla famiglia delle amaryllidacee, come le sternbergie; questi bulbi, che producono fiori simili a crochi allargati,d ai colori vivaci, sono di origine americana, anche se molte specie sono ormai diffuse allo stato selvatico anche in altre zone del mondo. La particolarità di queste bulbose è che spesso sono sempreverdi, con un bel ciuffo di foglie nastriformi, di colore verde scuro; inoltre gli zephyranthes fioriscono ogni volta che, dopo un periodo di siccità, il clima diviene più umido. Questo evento in Italia avviene in autunno e in primavera, non è inusuale infatti che alcune specie di zephyranthes fioriscano due volte in un anno. Si pongono a dimora al sole o a mezz'ombra, in un buon terreno ricco e molto ben drenato; sopportano senza problemi la siccità, che se molto prolungata può causare la perdita di gran parte del fogliame. Non appena in autunno il clima diviene umido la pianta comincia a produrre i boccioli, che sbocciano per la gran parte dell'autunno. Non temono il gelo, e spesso la pianta perde il fogliame a causa della siccità estiva, e non a causa del freddo invernale.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra i veri crochi e i "crochi autunnali"?
    La differenza fondamentale risiede nel periodo di fioritura e nell'appartenenza tassonomica. I veri crochi (genere Crocus) fioriscono in primavera o tardo inverno, mentre le piante comunemente chiamate "crochi autunnali" – come Sternbergie, Colchici e Zephyranthes – fioriscono tra fine estate e autunno. Inoltre, queste ultime non appartengono alla famiglia delle Iridacee (dei veri crochi), ma spesso alle Amaryllidacee o alle Melanthiacee, presentando differenze morfologiche nel fusto e nelle foglie.
  • Come si coltivano le Sternbergie nel giardino?
    Le Sternbergie, in particolare la Sternbergia lutea, richiedono un terreno ben drenato e una posizione soleggiata. Vanno poste a dimora in autunno inoltrato o fine inverno. Sono piante resistenti al gelo e facili da gestire: il primo anno richiedono irrigazioni solo se il terreno resta asciutto per molti giorni, mentre dagli anni successivi in poi vegetano quasi senza cure. Il fogliame appare a fine estate e persiste per tutto l'inverno.
  • I Colchici sono velenosi e come vanno piantati?
    Sì, tutte le parti del Colchico contengono colchicina, un alcaloide fortemente tossico e medicinale, quindi maneggiarli richiede cautela. Si coltivano in pieno sole o mezz'ombra su terreni ricchi e ben drenati per evitare ristagni idrici. La messa a dimora ideale è in tarda primavera o inizio estate. È cruciale lasciare sviluppate le foglie primaverili indisturbate, poiché servono alla pianta per accumulare energie necessarie per la fioritura autunnale senza stelo.
  • Perché gli Zephyranthes fioriscono dopo la pioggia?
    Gli Zephyranthes, noti come gigli della pioggia, hanno una fioritura innescata dai cambiamenti climatici. Fioriscono tipicamente dopo un periodo di siccità seguito da piogge o umidità. In Italia, questo fenomeno avviene spesso in autunno e talvolta in primavera, permettendo a molte specie di fiorire due volte l'anno. Si piantano al sole o a mezz'ombra in terreno ben drenato; tollerano bene la siccità estiva, che però può far perdere il fogliame.
  • Quanto resistono al freddo queste bulbose autunnali?
    In generale, Sternbergie, Colchici e Zephyranthes dimostrano buona resistenza al freddo. Le Sternbergie non temono il gelo e mantengono il fogliame rigoglioso durante l'inverno. Anche gli Zephyranthes non soffrono il freddo invernale, perdendo eventualmente le foglie solo a causa della siccità estiva. I Colchici, pur essendo rustici, preferiscono terreni che non ristagnino acqua per prevenire marciumi, ma le loro parti aeree muoiono naturalmente dopo la fioritura autunnale per riapparire in primavera.

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