Pitosforo foglie variegate

Perenni

Pitosforo

Il Pitosforo è un arbusto sempreverde, perfetto per dare vita a siepi e bordure durevoli, che decorano e riparano il giardino.

di Redazione

19 gennaio 2017

Coltivazione

Il Pitosforo non è un arbusto difficile da coltivare, soprattutto alcune specie; per questo motivo si è ampiamente diffuso in Europa, dove viene utilizzato per formare ampie siepi a rapido accrescimento. Si tratta di una pianta rustica, che da adulta tende ad accontentarsi delle piogge. Nel periodo primaverile ed estivo però è consigliabile evitare di lasciare il terreno asciutto per lunghi periodi di tempo, cosa che potrebbe causare un aspetto spento di tutto il fogliame. Si annaffia quindi con regolarità, evitando però di inzuppare eccessivamente il terreno. Non serve annaffiare ogni giorno, piuttosto è consigliabile fornire le irrigazioni solo quando il terriccio di coltivazione risulta ben asciutto. Nel caso di esemplari coltivati in vaso è bene annaffiare più spesso, soprattutto durante le giornate più torride dell'estate.

Terreno

Il Pitosforo è una pianta che si adatta abbastanza bene alle classiche condizioni presenti nei giardini italiani. Necessita però di un terreno abbastanza ben drenato, che permetta all'acqua delle annaffiature di scorrere via, senza ristagnare in modo eccessivo. Per evitare però che le radici dissecchino è possibile pacciamare il terreno, utilizzando foglie secche o lapillo vulcanico. In questo modo si evita anche che ai piedi dell'arbusto si sviluppino piante infestanti, particolarmente dannose. Il Pitosforo è un arbusto versatile, che si può utilizzare per produrre siepi di diverse misure, o che può anche essere lasciato in posizione singola, approfittando del suo portamento tondeggiante. Per le siepi in genere si utilizza Pittosporum tobira, dallo sviluppo molto rapido, che va potato con regolarità ogni anno. Come esemplare singolo, o nel bordo misto, si utilizza in genere Pittosporum tenuifolium, nelle varietà variegate; questa specie è meno rustica, ma ha un aspetto più decorativo e delicato.

Concimare

Il Pitosforo ha uno sviluppo abbastanza veloce, soprattutto per le specie più rustiche. Per questo motivo è opportuno procedere alla fertilizzazione, almeno un paio di volte all'anno. Si preferisce in genere fornire del concime granulare a lenta cessione, che va sparso ai piedi della pianta, o della siepe, a fine inverno e ad inizio autunno. Le piogge e le annaffiature penseranno a disciogliere la corretta quantità di fertilizzante proprio quando è più necessario, mantenendo il terreno sempre ricco e fertile. Le piante coltivate in vaso necessitano periodicamente di essere trasferite in un contenitore più ampio, o si rischia che le radici non trovino nutrimento per sostentare la pianta. In questi casi conviene sostituire tutto il terriccio presente nel contenitore, scegliendone un tipo ricco e molto ben drenato.

Parassiti e malattie

Le specie più diffuse di Pitosforo amano vivere in pieno sole o anche a mezz'ombra; è essenziale che ricevano almeno alcune ore di sole diretto ogni giorno, cosa che favorisce lo sviluppo del fogliame e la fioritura. Il Pittosporum tenuifolium è adatto a vivere a mezz'ombra, lontano dal caldo sole estivo. Le piante di Pitosforo sono abbastanza resistenti ai parassiti animali e fungini, anche se possono occasionalmente soffrire per il loro attacco. Il problema principale riguarda i terreni pesanti, dove l'acqua non scorre via, lasciando le radici umide a lungo; in queste situazioni si sviluppano facilmente marciumi radicali, che possono compromettere l'intero arbusto. Se le foglie appassiscono invece si tratta di scarsa irrigazione, problema cui conviene rapidamente porre rimedio. Occasionalmente gli afidi possono annidarsi tra le foglie della pianta, cosa che avviene soprattutto in primavera, in presenza di teneri germogli. Il problema si risolve con appositi insetticidi.

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Domande frequenti

  • Quale specie di Pitosforo scegliere per una siepe rapida?
    Per formare siepi a rapido accrescimento, la scelta migliore ricade sul Pittosporum tobira. Questa specie è estremamente rustica, cresce velocemente e tollera bene la potatura, permettendo di definire forme geometriche precise. È ideale per creare barriere verdi dense e decorative che mantengono il colore verde scuro lucido per tutto l'anno. Al contrario, il Pittosporum tenuifolium, pur essendo molto decorativo con foglie sottili e variegate, ha uno sviluppo più lento e richiede cure leggermente più specifiche, risultando meno indicato se l'obiettivo prioritario è una siepe alta e fitta in breve tempo.
  • Come si gestiscono le annaffiature del Pitosforo?
    Il Pitosforo non ama il terreno costantemente zuppo né completamente secco. In primavera ed estate, quando la pianta è in attiva crescita, bisogna garantire annaffiature regolari aspettando che il terriccio si asciughi superficialmente tra un intervento e l'altro. Evitare assolutamente i ristagni idrici, poiché le radici sono sensibili al marciume. Durante l'inverno, se la pianta è in piena terra e ci sono precipitazioni naturali, le irrigazioni possono essere sospese o ridotte drasticamente. Gli esemplari in vaso richiedono invece maggiore attenzione: vanno innaffiati più frequentemente, specialmente nelle giornate calde estive, per impedire che il substrato si secchi troppo in fretta.
  • Quali problemi fitosanitari possono colpire il Pitosforo?
    Generalmente il Pitosforo è resistente, ma soffre principalmente di due problemi legati alla gestione. Il più grave è il marciume radicale, causato da terreni pesanti e mal drenati che trattengono l'acqua a lungo, portando al deperimento dell'intera pianta. Un altro sintomo comune è l'appassimento delle foglie, dovuto quasi sempre a carenza idrica prolungata. Occasionalmente, in primavera sui nuovi germogli, possono comparire afidi. Questi piccoli insetti succhianti si eliminano facilmente con specifici insetticidi sistemici o contact. Mantenere il terreno ben drenato e la pianta vigorosa attraverso una corretta concimazione è la miglior prevenzione contro le malattie.
  • Quando e come concimare il Pitosforo?
    Poiché il Pitosforo ha uno sviluppo piuttosto veloce, specialmente le specie rustiche, necessita di apporti nutritivi costanti. La strategia migliore prevede l'utilizzo di concime granulare a lenta cessione, da distribuire alla base della pianta due volte l'anno: a fine inverno (febbraio-marzo) per stimolare la ripresa vegetativa e a inizio autunno (settembre-ottobre) per rinforzare la pianta prima del riposo invernale. Le piogge successive scioglieranno gradualmente il concime, rendendolo disponibile alle radici. Per le piante in vaso, oltre alla concimazione, è fondamentale verificare periodicamente le dimensioni del contenitore e rinvasare quando le radici occupano tutto lo spazio, sostituendo il terriccio vecchio con uno fresco e ricco.

Scheda Tecnica

Pittosporum

Nome scientificoPittosporum
FamigliaPittosporaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineAsia orientale, Australia, Nuova Zelanda, Africa meridionale
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoBen drenato, fertile, leggero
IrrigazioneRegolare in estate, moderata d'inverno; evitare ristagni
FiorituraPrimavera-Estate (fiori bianchi/crema profumati)
AltezzaDa 1 m a 3-4 m (dipende dalla specie)
ConcimazioneConcime granulare a lenta cessione a fine inverno e inizio autunno
PotaturaLeggera dopo la fioritura o per mantenere la forma della siepe
MoltiplicazioneSemina, talea o margotta
Malattie e parassitiMarciume radicale (da ristagno), afidi
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, rustica

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