Classificazione botanica

Il Prunus laurocerasus, conosciuto col nome popolare di lauro, o lauroceraso è un arbusto di grandi dimensioni, raggiunge facilmente gli 8-10 metri al suo massimo sviluppo. Un portamento a cespuglio che ben tollera forme di allevamento particolari. Ha ramificazioni legnose ed un fogliame persistente, sicuramente uno degli arbusti sempreverdi più utilizzati in giardino.

Informazioni generali

Ordine Rosales
Famiglia Rosaceae
Genere Prunus
Specie Laurocerasus
varietà&cultivar Otto luyken -

Famiglia specie simili

Appartiene alla famiglia delle Rosaceae, che è una delle famiglie più importanti del regno vegetale. A questa famiglia appartengono molte piante da frutto comuni nei nostri giardini e arbusti come il biancospino e il prugnolo. Il lauroceraso si distingue dai suoi “parenti” soprattutto per il fogliame sempreverde che possiede. Sicuramente la specie che presenta più caratteri in comune con il lauro è il Prunus lusitanica o alloro del Portogallo, un sempreverde del genere Prunus con foglie strette e allungate che possono ricordare quelle del pesco, ma più scure e coriacee.

Crescita

E' un arbusto molto vigoroso crescita molto rapida e alta capacità di ripresa dopo gelate e traumi. I rami crescono fitti e la pianta si presenta “vestita” anche nelle parti inferiori del fusto : questo la rende perfetta per creare siepi e divisori.

La foglia

Alterne, oblunghe e sempreverdi, di colore verde intenso con tonalità scure, la superficie è coriacea e lucida, come ricoperta di cera nella pagina superiore. Più chiara nella pagina inferiore;

I fiori

Ermafroditi, molto profumati, compaiono ad inizio primavera, portati in racemi eretti di 10-20 cm di lunghezza. Ogni fiore ha 5 petali bianchi con stami giallastri . Queste infiorescenze attraggono molte specie di insetti tra i quali alcuni imenotteri come api e vespe, la fioritura è comunque circoscritta ad un breve periodo ed in una stagione in cui il numero di esemplari in volo è limitato.

Il frutto

E' una drupa nero/bluastra che matura ad inizio autunno. Contiene acido cianidrico nelle foglie e nei frutti, è quindi una specie tossica. Il sapore è molto sgradevole e quindi non invitante per eventuali animali domestici.

Caratteristiche pedoclimatiche

Si coltiva bene nella maggior parte dei terreni, predilige un pH neutro/sub-acido, ed una tessitura a medio impasto, ricca di sostanza organica. Specie molto rustica, resiste bene ad inverni freddi . E' adatta a qualsiasi tipo di esposizione anche quelle in piena ombra. E' una pianta che crescerà facilmente in ogni giardino.

Concimazione e irrigazione

Non ha particolari esigenze. All'impianto una buona concimazione organica (eventualmente arricchita con concimi ternari a lenta cessione). Su suoli particolarmente compatti si consiglia un alleggerimento con sabbia o ghiaietto, in alternativa utilizzare un terriccio da giardino generico. Nei primi anni dall'impianto concimare in autunno con pellettato organico con un discreto contenuto di fosforo e potassio, oppure con il compost casalingo. Sono sufficienti 2 o 3 palette di prodotto per ogni pianta pianta. Se interrate il concime fate attenzione a non danneggiare l'apparato radicale. Le irrigazioni devono essere piuttosto frequenti soprattutto quando le piante sono giovani e non hanno ancora un apparato radicale sufficientemente sviluppato. In posizioni di pieno sole è necessario irrigare almeno 2 volte a settimana nei periodi siccitosi. Si consiglia irrigazione con ala gocciolante in aiuole e siepi.

Coltivazione in vaso

Innaffiare regolarmente, concimare con fertilizzanti liquidi come sangue di bue o borlanda, e arricchire il terreno con sostanza organica al rinvaso. E' possibile coltivare piante di lauro in fioriere per creare divisori ornamentali. Va considerato che la pianta ha uno sviluppo rapido e dopo alcuni anni sarà necessario trapiantarla in piena terra.

Potatura

Gli interventi di potatura sono ben tollerati. La potatura si può effettuare in autunno in zone dove si prevedono nevicate: tagliare i rami più lunghi ed in generale conferire una forma compatta, per aumentare la resistenza ai carichi della neve. Nelle giovani piante è consigliabile tagliare la freccia per favorire lo sviluppo di 3-4 ramificazioni principali robuste, che sosterranno tutto lo sviluppo successivo della chioma. Si presta anche a potature regolari e precise: è possibile ottenere forme arrotondate o squadrate, il lauroceraso reagisce bene a potature frequenti e tende a riformare la vegetazione di ritorno sui tagli.

Moltiplicazione

Si moltiplica principalmente per talea semilegnosa ; prelevare rametti di uno o due anni non ancora pienamente lignificati, ma nemmeno verdi, a fine estate. I rami vanno prelevati all'apice per ridurre la superficie di taglio esposta. Nella parte inferiore di ogni rametto procurate un taglio a becco di clarino appena sotto ad una formazione a gemma. Lasciate solamente 3-4 foglioline e se troppo grosse provvedete ad asportarne una parte per evitare eccessive perdite d'acqua attraverso la traspirazione fogliare. Spuntate la parte superiore, con un taglio inclinato. Immergete la talea in una soluzione radicante e mettetela a dimora in una cassa di propagazione che contiene un terriccio adatto al radicamento ; la sua composizione dovrà essere molto sciolta : 1 parte di torba e 1 parte di sabbia (o materiali inerti), evitate la concimazione (un eccesso di sali favorisce la disidratazione). Una volta preparate le talee è necessario collocarle in un ambiente dove umidità e temperatura siano ideali. Proteggete dai raggi solari, irrigate per aspersione 3 volte al giorno, la temperatura media ideale per la radicazione è 20°. Tempo di radicazione 30-45 giorni. Consiglio : utilizzare un vaso 14 o 18 ed eseguire il primo trapianto alla fine dell'estate successiva.

Quando piantarlo

L'impianto di nuovi esemplari di lauroceraso va eseguito in autunno o primavera. Nelle zone in cui si prevede un inverno rigido, con gelate e abbondanti nevicate è meglio optare per una piantumazione primaverile. Se eseguite un trapianto da vaso non ci sono particolari problemi, se il trapianto avviene da un'altra zona del giardino e quindi da un esemplare in piena terra, dovrete tenere conto anche delle condizioni del terreno che non dovrà essere troppo “fangoso” e nemmeno troppo duro, altrimenti si corre il rischio di danneggiare l'apparato radicale. Trapiantare grossi esemplari con più di 8-10 anni è un'operazione sconsigliata.

Malattie delle piante

Non ci sono interventi preventivi consigliati. Il lauroceraso è una pianta resistente ai patogeni. Si possono registrare attacchi di insetti fillofagi come l'Oziorinco, da combattere con la rimozione manuale degli individui, che di solito non sono moltissimi e piuttosto facili da scovare per le loro dimensioni; in casi di grandi infestazioni (molto rari) utilizzare prodotti a base di estratti di Neem e piretro (anche combinati) Particolari problemi derivano anche dai funghi dell'oidio o mal bianco : un trattamento con prodotti a base di zolfo, o preparati come il NAB (che contiene zolfo-litotamnio-bentonite) costituiscono un ottimo rimedio. Se sui fusti si presentano ferite e spaccature potremmo trovarci in presenza di cancri rameali: malattie degli organi lignificati che vengono combattute con prodotti rameici e con la rimozione delle parti infette (quelle che mostrano forti disseccamenti) Le regole generali per avere una pianta di lauroceraso in salute sono : non eccedere nelle concimazioni, evitare interventi drastici di potatura e soprattutto evitare siccità estiva.

Utilizzo in giardino

E' una delle piante maggiormente utilizzate per la formazione di siepi perimetrali, soprattutto nel nord d'Italia. In caso di nuovo impianto calcolare una distanza di circa 80/100 cm tra le piante; il lauroceraso necessita di uno spazio di sviluppo più ampio rispetto ad altre specie da siepe per via dell'ingrossamento delle ramificazioni secondarie, che col passare degli anni tendono ad intrecciarsi ostacolando un corretto sviluppo della vegetazione Può essere utilizzato anche come esemplare singolo allevato in forma libera o tondeggiante. In gruppo insieme ad altre specie sempreverdi come la Photinia, il Laurus nobilis e l'Eleagnus.

La varietà Otto Luyken

Ha una crescita ridotta e uno sviluppo compatto. La foglia si differenzia in quanto più stretta e lanceolata. Non tollera l'esposizione in piena ombra e necessita di un substrato più sciolto miscelato con torba. Adatta per la creazione di siepi basse o aiuole sempreverdi a bassa manutenzione. Consigliata per il verde urbano

Erboristeria

Il lauroceraso è una pianta velenosa. Una manciate di frutti di lauroceraso contiene una dose mortale per un uomo adulto. Nella pianta sono contenute prunasina e acido cianidrico (dall'odore di mandorle amare). Alcuni preparati vennero usati in passato per calmare patologie alle vie respiratorie, tutt'oggi in erboristeria e in medicina alternativa si registrano utilizzi degli estratti di questa pianta. Tuttavia è doveroso precisare che la pianta è segnalata come pianta pericolosa per la sua tossicità. Sconsigliamo l'utilizzo a fini erboristici. E' sempre buona norma non utilizzare piante con alto contenuto di sostanze tossiche se non si hanno titoli e competenze per farlo.

Caso speciale danni da gelo sul lauro

Tra i problemi che possiamo riscontrare nella coltivazione del lauroceraso merita un'attenzione particolare il danno provocato da gelate e neve. In particolare nelle regioni del Nord Italia ogni 3 o 4 anni si verificano condizioni climatiche particolarmente avverse con una stagione invernale con abbondanti nevicate e venti freddi che fanno registrare temperature che sfiorano i -10° sotto lo zero. Il lauroceraso pur essendo specie molto rustica non tollera queste temperature. Questo costituisce un problema soprattutto per le siepi, che vengono danneggiate in modo grave.

il recupero di una siepe

La fotografia documenta il caso di una siepe di oltre 300 metri di lunghezza, che dopo l'inverno del 2011 si presenta ancora fortemente danneggiata. Ecco come intervenire per recuperarla : – rimuovere i rami secchi che non hanno nuovi getti verdi – accorciare di ca. 30-40 cm le ramificazioni all'apice per stimolare nuova attività vegetativa nelle parti centrali e inferiori. – Evitare potature drastiche – Negli esemplari che presentano oltre il 50% di ramificazioni secche, intervenire con legature e piegature dei rami degli esemplari adiacenti : in questo modo si utilizza una pianta in condizioni migliori per coprire zone secche che difficilmente riusciranno a riprendersi, ottenendo un buon effetto estetico. – Dopo la potatura autunnale irrorare con poltiglia bordolese, per scongiurare il pericolo di cancri rameali ed altre patologie del legno che aggrediscono le piante indebolite. – Pacciamare il piede della pianta con compost vegetale. – Alla ripresa vegetativa intervenire con un irrorazione di NAB (zolfo, litotamnio e bentonite) con triplice azione fungicida, protettiva e stimolante per la nuova vegetazione – Non eccedere con concimazioni azotate – Controllare periodicamente la salute delle piante : esemplari indeboliti sono facile preda di fito parassiti

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Domande frequenti

  • Il lauroceraso è una pianta velenosa?
    Sì, il lauroceraso (Prunus laurocerasus) è altamente tossico. Contiene prunasina e acido cianidrico, specialmente nelle foglie e nei frutti. L'ingestione di pochi frutti può essere letale per un adulto e pericolosa per animali domestici. Nonostante antichi usi erboristici, il suo utilizzo è sconsigliato per la forte tossicità. È fondamentale tenerlo fuori dalla portata di bambini e cani.
  • Quando e come potare il lauroceraso?
    La potatura va effettuata preferibilmente in autunno, specialmente nelle zone nevose, per dare compattezza alla siepe e resistere al carico della neve. Si possono rimuovere i rami più lunghi e definire la forma. Nelle piante giovani, tagliare la 'freccia' apicale per favorire la ramificazione laterale. Il lauroceraso sopporta bene le potature severe e rifoglia rapidamente sui tagli, rendendolo ideale per siepi formali.
  • Come recuperare una siepe di lauroceraso danneggiata dal gelo?
    Dopo un evento gelivo, rimuovi i rami secchi senza germogli. Accorcia di 30-40 cm le ramificazioni sane per stimolare la ripresa vegetativa interna. Se oltre il 50% della pianta è secca, piega i rami sani verso le zone nude per coprirle esteticamente. Applica poltiglia bordolese dopo la potatura per prevenire cancri e pacciama il piede con compost per proteggere l'apparato radicale durante la ripresa.
  • Qual è la differenza tra il lauroceraso e il Laurus nobilis?
    Il lauroceraso (Prunus laurocerasus) ha foglie larghe, coriacee e lucide, mentre il Laurus nobilis (alloro vero) ha foglie più piccole, aromatiche e commestibili. Entrambi sono sempreverdi, ma il lauroceraso cresce molto più velocemente (fino a 1 metro l'anno) e raggiunge dimensioni maggiori (8-10 metri). Inoltre, il lauroceraso è tossico, mentre il Laurus nobilis è una spezia sicura in cucina.
  • Quale varietà di lauroceraso scegliere per una siepe bassa?
    Per siepi basse o aiuole, la varietà 'Otto Luyken' è la scelta migliore. Rispetto alla specie tipica, ha una crescita ridotta, uno sviluppo compatto e foglie più strette e lanceolate. Richiede un substrato più sciolto e non tollera la piena ombra profonda. È ideale per il verde urbano e per creare divisori ornamentali di piccola altezza con minima manutenzione.

Scheda Tecnica

Prunus laurocerasus

Nome scientificoPrunus laurocerasus
FamigliaRosaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineAsia Minore, Europa sudorientale
EsposizioneSole o ombra (tollera entrambi)
TerrenoNeutro/sub-acido, ricco di humus, drenante
IrrigazioneFrequente nei primi anni; regolare in estate
FiorituraPrimavera (racemi bianchi profumati)
Altezza8-10 metri
ConcimazioneOrganica in autunno (fosforo/potassio)
PotaturaAutunnale o post-fioritura; ben tollerata
MoltiplicazioneTalea semilegnosa (fine estate)
Malattie e parassitiOidio, cancri rameali, Oziorinco
Difficoltà di coltivazioneFacile

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