Mimosa

Piante da Giardino

Mimosa

La mimosa, Acacia dealbata, è la tradizionale pianta che viene regalata in Italia per la festa della donna; si tratta di un piccolo albero di origine australiana

di Redazione

05 giugno 2015

Mimosa

Viene comunemente chiamata Mimosa in Italia, ma in realtà il nome botanico è Acacia dealbata, anche se la maggior parte delle piante del genere Acacia sono caratterizzate dagli stessi fiori dorati a palloncino; anticamente i botanici diedero il nome Acacia agli alberi leguminosi molto diffusi in Africa, al giorno d’oggi vengono strettamente chiamate acacie quasi prevalentemente specie Australiane o Asiatiche, mentre le decine di specie Europee, nord Americane e Africane sono state riunite in altri generi. Le acacie comunemente chiamate mimose sono quindi grandi arbusti o piccoli alberi originari dell’Australia, un continente molto lontano ed esotico; in effetti ormai le mimose sono molto diffuse in coltivazione in gran parte del globo, e anche in Italia esistono zone, come accade in Sicilia, dove le mimose fanno parte della flora selvatica, oltre a venire coltivate nei giardini. Se coltivate in zone con clima invernale non eccessivamente freddo, con il tempo divengono dei veri e propri alberi, con fusto eretto e sinuoso, con una buona ramificazione che produce una ampia chioma; le foglie sono pinnate, composte da piccole foglioline ovali, di colore verde scuro; a fine inverno produce numerose infiorescenze di colore giallo, piccole, sferiche, dall’aspetto piumoso, che emanano un profumo particolare, abbastanza intenso e pungente. In Italia tipicamente vengono utilizzate per celebrare la giornata della donna, che si festeggia il giorno 8 maggio, da svariati decenni.

Una pianta da giardino

Le mimose vengono coltivate come piante da giardino, per il portamento molto elegante, lo sviluppo non eccessivo, e la fioritura che avviene a fine inverno, quando in genere il giardino è ancora abbastanza grigio; sono alberi sempreverdi, che prediligono posizioni ben soleggiate, eventualmente con una leggera ombreggiatura in estate, se le coltiviamo in vaso. Non sono piante dalle grandi esigenze colturali, a patto di essere poste a dimora in un buon terriccio ben drenato, privo di ristagni idrici, e di ricevere periodiche concimazioni, ogni 14-15 giorni, con un concime per piante da fiore, da marzo a ottobre. Si annaffiano quando il terreno è asciutto, evitando di lasciarlo a lungo bagnato zuppo, attendendo sempre che asciughi prima di venire bagnato nuovamente; possono sopportare brevi periodi di siccità, che se prolungati possono far appassire leggermente il fogliame; è consigliabile evitare che la pianta rimanga all’asciutto a lungo, anche durante l’inverno. La problematica fondamentale nella coltivazione delle mimose si ha per quanto riguarda il clima, infatti possono sopportare qualche ora notturna di sporadiche temperature di poco inferiori agli zero, ma sicuramente gelate molto intense o molto prolungate rovinano gran parte della pianta, e possono arrivare a ucciderla completamente. Per questo motivo nelle regioni del nord Italia viene coltivata in vaso, in modo da potarla lasciare all’aperto quando il clima è favorevole, e da spostarla al riparo in caso di freddo molto intenso. Se possibile la si sposta in serra fredda, se non ne possediamo una possiamo posizionare il vaso vicino alla casa, contro una parete esposta a sud, coperta con agritessuto. In questo caso ricordiamoci di non lasciare la pianta completamente all’asciutto per tutto l’inverno: nelle giornate con temperature superiori ai 5-8 °C ricordiamoci di annaffiare leggermente il substrato. Le piante coltivate in vaso necessitano poi di qualche cura aggiuntiva, in quanto vanno rinvasate regolarmente, per garantire all’apparato radicale il giusto spazio e una buona quantità di macroelementi sempre disponibile.

C’è mimosa e mimosa

Effettivamente esiste un genere di piante chiamato mimosa, tra cui la più famosa è sicuramente mimosa pudica, arbusto sempreverde originario dell4america meridionale; anche la mimosa produce infiorescenze a palloncino, ma di un delicato colore rosa, ed anch’essa ha foglie pennate, ma con foglioline di dimensioni molto minori rispetto all’acacia dealbata; si tratta anche in questo caso di una pianta delicata, che teme il gelo intenso, ma al contrario dell’acacia, si sviluppa molto rapidamente anche da seme e fiorisce già nel primo anno di vita, e quindi spesso viene coltivata come se fosse un annuale, lasciando che il freddo autunnale la uccida; produce tanti semi fertili, è quindi facile che ogni anno rinascano nuove piantine nel posto in cui era presente la pianta madre.

C’è acacia e acacia

Comunemente in Italia viene chiamata acacia un’altra pianta ancora, che non appartiene al genere acacia, ovvero la robinia pseudoacacia; questo albero è originario dell’America settentrionale, venne introdotto in Europa nell’800 e divenne presto uno degli alberi più utilizzati per il rimboschimento o per il consolidamento di argini o scarpate friabili, perché si tratta di un albero a sviluppo molto rapido, che cresce bene anche da seme, si auto semina, allargando rapidamente la sua popolazione, e vive anche in zone con terreno sassoso e poco fertile. Per questo motivo è diffusissima anche come pianta selvatica in pratica in tutto il mondo, in tutti i continenti; in molte zone viene considerata una pianta infestante, perché tende a soffocare le piante autoctone rendendo la popolazione dei boschi quasi completamente costituita da robinie, come avviene in molte zone in Italia. Il problema risiede nel fatto che queste piante tendono a svilupparsi molto rapidamente in altezza, senza creare un’impalcatura di rami ed un’ampia chioma, creando quindi boschi molto fitti e compatti, con un sottobosco spesso costituito soltanto da rovi, e poco stabili, in quanto un albero molto alto, con apparato radicale poco sviluppato, e privo di ramificazioni laterali, diviene facile preda del vento e dei temporali. I fiori di robinia sono simili a quelli del glicine come forma, sbocciano in lunghi grappoli, ma sono bianchi, molto decorativi ed apprezzati dalle api; il miele di robinia è quello che comunemente troviamo con il nome di miele di acacia. Cosa accomuna acacie, mimose e robinie? Si tratta sempre di piante appartenenti al genere fabacee, ovvero alle leguminose, e sono accomunate anche esteriormente dal fogliame pennato, costituito da piccole foglie ovali, e dai frutti: lunghi baccelli contenenti i semi. 

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra la vera Mimosa e la Robinia?
    La Mimosa, scientificamente nota come Acacia dealbata, è un albero di origine australiana caratterizzato da fiori gialli a palloncino e foglie minute. La Robinia pseudoacacia, comunemente chiamata 'acacia' in Italia, è invece originaria del Nord America, ha fiori bianchi a grappolo simili a quelli del glicine e foglie più grandi. Entrambe appartengono alla famiglia delle Fabacee, ma sono specie distinte con origini geografiche e aspetti floreali differenti.
  • Come si coltiva la Mimosa in vaso nel Nord Italia?
    Nelle regioni del Nord Italia, dove gli inverni sono rigidi, la Mimosa va coltivata in vaso per proteggerla dal gelo. Durante la bella stagione può stare all'aperto in pieno sole. In inverno, spostarla in serra fredda o contro un muro esposto a sud, proteggendola con agritessuto. È fondamentale non lasciare il terreno completamente secco: innaffiare leggermente nelle giornate miti sopra i 5-8°C e rinvasare periodicamente per garantire spazio alle radici.
  • Quanto resiste al freddo l'Acacia dealbata?
    L'Acacia dealbata tollera brevemente temperature notturne appena sotto lo zero, ma non resiste a gelate intense o prolungate. Il freddo severo può danneggiare gravemente la chioma o uccidere la pianta. Per questo motivo, nelle zone climatiche fredde è essenziale proteggere la base e le radici, oppure mantenere la pianta in vaso e ricoverarla in ambienti protetti durante i mesi invernali più rigidi.
  • Quando e come si concima la Mimosa?
    La concimazione deve avvenire periodicamente, ogni 14-15 giorni, utilizzando un concime specifico per piante da fiore. Il periodo ideale va da marzo a ottobre, coprendo così la fase vegetativa e quella di fioritura. Evitare di concimare in inverno quando la pianta è in dormienza. Un suolo ben drenato e ricco di nutrienti favorirà una fioritura abbondante e una crescita sana.
  • Esistono altre piante chiamate Mimosa?
    Sì, il termine 'Mimosa' viene talvolta usato impropriamente o per altre specie. Oltre all'Acacia dealbata, esiste il genere Mimosa, il cui rappresentante più noto è la Mimosa pudica, originaria dell'America meridionale. Questa ha fiori rosa pallido, foglie molto più piccole e reagisce al tatto chiudendosi. A differenza dell'Acacia, la Mimosa pudica cresce rapidamente da seme e spesso viene trattata come annuale nelle zone fredde.

Scheda Tecnica

Acacia dealbata

Nome scientificoAcacia dealbata
FamigliaFabacee (Leguminose)
Tipo di piantaAlbero sempreverde o grande arbusto
OrigineAustralia
EsposizionePieno sole, preferibilmente riparata dai venti freddi
Temperatura minimaSopporta brevi gelate leggere, ma teme il gelo intenso e prolungato
TerrenoBen drenato, fertile, privo di ristagni idrici
IrrigazioneRegolare quando il terreno è asciutto; evitare secchezza prolungata anche in inverno
FiorituraFine inverno/inizio primavera (febbraio-marzo)
AltezzaVariabile, può diventare un vero albero con fusto eretto e ampia chioma
ConcimazionePeriodica (ogni 14-15 giorni) con concime per piante da fiore da marzo a ottobre
PotaturaNon richiesta, eventuale potatura leggera dopo la fioritura per contenere la forma
MoltiplicazionePer seme (facile auto-semina) o talea
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, sensibile a ristagni idrici e gelate severe
Difficoltà di coltivazioneMedia, richiede protezione dal freddo intenso nelle zone settentrionali

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