Siepe di Photinia

Piante da Giardino

Photinia siepe

La siepe di Photinia è un arbusto che può essere coltivato sia come pianta singola e sia in gruppo. È un ibrido derivato da due specie di piante provenienti dal Giappone e dalla Cina. Appartiene alla famiglia delle Rosacee e si sviluppa in un terreno con pH neutro.

di Redazione

18 maggio 2015

Photinia siepe: caratteristiche generali

La Photinia è un piccolo arbusto sempreverde in grado di raggiungere circa 4 metri d’altezza. Questa pianta non si trova in natura perché è il risultato di un’ibridazione tra più piante, tra cui: la P. glabra, e la P. serrulata. Essa presenta una chioma tonda costituita da foglie rosse lanceolate o ovali, le quali, quando germogliano e fino alla stagione autunnale assumono una colorazione arancio o verde. Durante la stagione primaverile la siepe produce delle infiorescenze bianche e molto profumate, a esse, durante la stagione estiva fanno seguito dei frutti tondeggianti di colore rosso. Al termine della fioritura è conveniente procedere con la potatura dei rami più lunghi in modo tale da conferire alla pianta la forma desiderata, ma anche per permetterle una crescita più salutare e vigorosa.

Photinia: descrizione

La Photinia è una pianta originaria delle regioni della Cina e del Giappone. Essa presenta un sottile fusto con una corteccia di colore marrone: il fogliame assume una colorazione rossastra quando si sta sviluppando e quando sta per cadere. Durante la stagione invernale tende al colore arancione. Questo esemplare può essere messo a dimora sia per formare delle siepi di protezione ma anche come pianta singola. Occorre mettere a dimora in un ambiente soleggiato o semiombreggiato; è una pianta molto adatta per arredare gli ambienti pubblici, in quanto è in grado di sopportare sia le gelide giornate invernali e sia quelle afose della stagione estiva. Oltre a queste è bene sapere che la sua salute non viene compromessa dall’inquinamento e dalle polveri della città. Le annaffiature non devono essere eccessive perché gli esemplari adulti traggono sollievo dalle piogge. Con la fine della stagione invernale è conveniente concimarla con del fertilizzante organico e maturo.

Messa a dimora della pianta

La messa a dimora deve avvenire durante la stagione autunnale in vaso o a radice nuda. Nel primo caso occorre togliere la pianta dal vaso e controllare lo stato delle radici, se sono aggrovigliate, occorre liberarle; il secondo passo consiste nel creare una buca più grande del vaso, inserire alla base uno strato drenante, del concime, uno strato di terra e infine il pane di terra. L’operazione si conclude con l’annaffiatura costante fino a quando la pianta non sviluppa un buon apparato radicale. Se invece si desidera piantare l’esemplare a radice nuda occorre: immergere le radici in un contenitore pieno di acqua, letame stagionato e terriccio. Così facendo si agevola il rafforzamento dell’apparato radicale e la sua reidratazione. In seguito si scava una buca larga circa 50 cm, si mette sul fondo uno strato drenante composto di sabbia, dello stallatico maturo, della comune terra e si chiude la buca.

Moltiplicazione e parassiti

La siepe, essendo un esemplare ibrido, può essere moltiplicata mediante talea semilegnosa. In altre parole, si prelevano le talee dalla pianta madre durante la stagione estiva e si fanno radicare in delle ciotole contenenti torba e sabbia. Questo composto deve essere sempre umido fino a quando non si nota che la nuova pianta figlia ha sviluppato un solido apparato radicale. Tuttavia, la pianta dovrà restare nel contenitore per almeno 2/ 3 anni e solo dopo si può mettere a dimora, dove si desidera. Per quanto riguarda le malattie e i parassiti che possono colpire quest’esemplare, occorre citare gli afidi e il marciume radicale. La presenza dei pidocchi si nota perché si dispongono sul fogliame, portandolo al disseccamento. Possono essere eliminati con dei comunissimi antiparassitari ed è conveniente attuare una sorta di prevenzione. Riguardo ai marciumi radicali, occorre fare molta attenzione alle annaffiature ma anche al terreno in cui la pianta affonda le sue radici, in quanto, eccedendo con le irrigazioni in un terreno poco drenato, le radici possono marcire.

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Domande frequenti

  • Come si effettua correttamente la potatura della Photinia?
    La potatura della Photinia va eseguita principalmente al termine della fioritura primaverile. Taglia i rami più lunghi per conferire alla siepe la forma desiderata e stimolare una crescita sana e vigorosa. Evita tagli drastici fuori periodo per non compromettere la fioritura dell'anno successivo. La manutenzione leggera continua aiuta a mantenere la densità della chioma.
  • Qual è il periodo migliore per mettere a dimora la Photinia?
    Il momento ideale per la messa a dimora è l'autunno. Se la pianta è in vaso, rimuovila delicatamente, allenta le radici aggrovigliate e pialala in una buca più grande del contenitore, aggiungendo materiale drenante e concime. Se è a radice nuda, immerge prima le radici in acqua e terriccio per idratarle, poi procedi con la piantagione scavando una buca di circa 50 cm.
  • Quanto spesso bisogna innaffiare la Photinia adulta?
    Le piante adulte di Photinia richiedono irrigazioni moderate e non eccessive. Spesso le precipitazioni naturali sono sufficienti a mantenerle sane. È fondamentale evitare il ristagno idrico, specialmente in terreni poco drenanti, poiché potrebbe causare il temuto marciume radicale. Innaffia regolarmente solo nei primi mesi dopo la messa a dimora per favorire l'attecchimento.
  • Come si moltiplica la Photinia tramite talea?
    La Photinia si moltiplica facilmente per talea semilegnosa durante l'estate. Preleva porzioni di ramo dalla pianta madre e interrale in un mix di torba e sabbia mantenuto costantemente umido. Le nuove piante impiegheranno dai 2 ai 3 anni per sviluppare un apparato radicale solido e potranno essere trasferite definitivamente nel giardino solo dopo questo periodo di acclimatazione.
  • Quali parassiti colpiscono maggiormente la Photinia?
    I nemici principali della Photinia sono gli afidi e i funghi responsabili del marciume radicale. Gli afidi si manifestano sul fogliame causando disseccamento e possono essere combattuti con comuni antiparassitari. Il marciume radicale è invece legato a eccessive irrigazioni o terreni mal drenati. Prevenire questi problemi richiede un'attenta gestione dell'acqua e del substrato.

Scheda Tecnica

Hybrida (es. P. × francetteana)

Nome scientificoHybrida (es. P. × francetteana)
FamigliaRosacee
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineCina e Giappone (ibrido)
EsposizionePieno sole o semiombra
TerrenoNeutro, ben drenato
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraPrimavera (infiorescenze bianche)
AltezzaFino a 4 metri
ConcimazioneOrganico maturo a fine inverno
PotaturaDopo la fioritura per modellare
MoltiplicazioneTalea semilegnosa (estate)
Malattie e parassitiAfidi, marciume radicale
Difficoltà di coltivazioneFacile

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