La Trachycarpus in inverno

Piante da Giardino

Pianta di palma

Duecentodue generi, duemilaseicento specie diverse, diffusione nella maggior parte dei paesi appartenenti ai climi tropicale e subtropicale. Queste sono solo alcune delle caratteristiche della pianta di palma: una specie vegetale antica e preziosa per l'uomo.

di Redazione

04 maggio 2018

La palma: una breve introduzione alla specie

Le Arecaceae, più note con il nome comune di palme, sono monocotiledoni e cioè una famiglia vegetale appartenente alle Arecales. Si tratta di una famiglia particolarmente affollata. Si possono contare, infatti, 202 sottogeneri di Arecaceae differenziati ulteriormente in 2600 specie diverse. Le piante di palma sono maggiormente nelle zone a clima subtropicale o tropicale. E' evidente che si tratta di piante molto speciali: il loro legno, ad esempio, si forma con una trasformazione del tessuto primario chiamato scientificamente parenchima.La famiglia delle piante è una delle poche tra quelle presenti nel gruppo delle Monocotiledoni ad avere una struttura arborea.Le palme sono sprovviste di un accrescimento secondario: questo significa la quasi totale mancanza di tessuti di cambio o fellogeni. Come accennato, Asia, Africa, Australia, paesi dell'America e dell'Europa meridionale sono l'habitat naturale delle palme. Merita, tuttavia, una menzione particolare la Trachycarpus: una pianta di palma originaria dell'Asia orientale, adattata ai climi freddi e ora coltivata fino a latitudini islandesi!

Le palme

Le palme sono alberi o arbusti appartenenti alla famiglia delle Arecaceae (dette anche Palmae). Rappresentano uno dei principali gruppi botanici di interesse ornamentale e sono diffuse, nelle loro molte specie e varietà, in tutto il nostro paese. Nel Centro-Sud e sulle coste possiamo trovare le tipologie meno rustiche(utilizzate anche come esemplari da interno). Altrove, invece, si stanno diffondendo sempre più svariate specie altrettanto decorative, ma che , con un minimo di protezione, sono capaci di resistere anche agli inverni più rigidi. All’interno di questa vasta famiglia sono stati classificati, infatti, fino a 200 generi e 3000 specie differenti, provenienti quasi esclusivamente dalle zone tropicali e subtropicali del pianeta. Allo stato spontaneo, all’interno di quella fascia, sono diffuse in Asia, Africa e nel continente americano.

Descrizione e morfologia della pianta

Queste sono piante imponenti, perenni. Il fusto si presenta solo in rari casi come ramificato dicotomo, se ciò accade è solitamente coronato da alcune grandi foglie guainate. Ciascun esemplare è portatore di fiori maschili e femminili, sebbene unisessuati. La fioritura produce generalmente 6 tepali, sepaloidi; oltre a questi gli stami o un gineceo. La fioritura produce un unico ovario supero. Questo ovario possiede tre spazi o logge, ciascuna in grado di ospitare un solo ovulo. Lo spadice è l'infiorescenza formata dalla totalità dei fiori riuniti a spiga o a pannocchia. Negli esemplari più giovani, questo è circondato, o meglio protetto, da una brattea di grandi dimensioni: la spata. Il frutto varia differenziandosi tra i diversi tipi di palma: può essere una bacca (come il dattero) o una drupa, (la noce di cocco). E' detto karnaf (o karnef), la scaglia di legno, generalmente di forma triangolare, che è prodotta dal tronco di palma nei punti in cui i rami si dipartono dal tronco. Il karnaf è alla base di alcune tecniche costruttive tipiche della regione orientale del Marocco. Sono generalmente composte da un unico tronco, molto raramente ramificato, liscio, ruvido o eventualmente ricoperto da fibre, squame o spine. Mediamente raggiungono i 25 metri di altezza, ma certe possono superare i 60 metri, altre rimangono invece praticamente a livello del suolo. Nei primi anni di sviluppo aumenta solo la dimensione delle foglie e del complesso radicale. Solo quando questi hanno raggiunto la loro grandezza definitiva il tronco comincia ad allungarsi e aumentare di diametro. Le radici sono fascicolate e poco ramificate. Le foglie, pinnate, bipinnate o palmate si dispongono a spirale in cima al fusto formando un pennacchio. I fiori sono piccoli, ma molto numerosi, nei colori bianco, crema, arancione, verde o violetto, raggruppati in florescenze ascellari. Sono composti da tre sepali e tre petali. Sono per lo più piante monoiche che portano, sullo stesso esemplare, fiori sia maschili sia femminili. I frutti possono essere drupe o bacche, a seconda della specie, e molto vari per quanto riguarda dimensione, durezza e colore, alle volte eduli, altre no. Di solito contengono un unico seme.

La palma: un albero antichissimo

La palma nana, nome scientifico Chamaerops humilis, è un piccolo arbusto: generalmente non è in grado di svilupparsi oltre i due metri. In natura si trova comunemente raccolta in fitti gruppi in grado di formare una fitta macchia di cespugli. Date queste caratteristiche è stata diffusa e commercializzata ampiamente nei diversi tipi di palma: occupa un posto privilegiato nei giardini. Presenta uno stipite è poco sviluppato, a volte le foglie possono coprire totalmente l'arbusto fino a terra. La Chamaerops humilis è l’unica pianta fra i tipi di palme da giardino a crescita spontanea di cui si ha traccia in Europa. I botanici hanno dedotto questo come indizio della sua diffusione più antica. La palma nana ed altre specie ora scomparse erano presenti in aree molto vaste a partire dal Terziario antico: un periodo geologico caratterizzato da un clima tropicale caldo e umido. Con il passare del tempo, nell'ordine di milioni di anni, le temperature hanno iniziato un progressivo abbassamento. Alcune Palme sono riuscite ad adattarsi ai cambiamenti tra queste era, probabilmente, quella nana.

Un alleato prezioso per l'uomo

Alcune specie sono davvero preziose per l'uomo, tra queste ricordiamo, in particolare, la Phoenix dactylifera e la Cocos nucifera. La Phoenix dactylifera, o palma da datteri, è una varietà di palma spontanea dell'Africa settentrionale. Per poter garantire una produzione costante dei suoi frutti è coltivata e diffusa dalle regioni fertili del Sahara fino ad alcune parti dell'India occidentale. Presenta radici molto sviluppate, in grado di recuperare acqua anche a grande profondità e uno stipite in grado di raggiungere altezze di trenta metri. I datteri sono delle particolari bacche molto zuccherine e particolarmente nutrienti. La palma produce grossi grappoli inizialmente di un bel colore rosso che vira al marrone intenso una volta maturati. La Cocos nucifera, o albero da cocco, è presente naturalmente in gran parte dell’Asia. Tuttavia, le correnti marine hanno trasportato i suoi frutti diffondendone la presenza lungo quasi tutte le coste tropicali. Il cocco è una drupa, può arrivare fino a due kg di peso ed è il seme della palma.

Principali varietà diffuse in Italia

Nome Origine Altezza Terreno Irrigazioni Esposizione Temperatura minima
Archontophoentx alexandrae  Australia  20-25 m  Leggero, ben drenato, ma ricco in sostanza organica  Aspettare che l’area si asciughi prima di irrigare  Mezz’ombra  -4°C
Brahea armata  Messico  Fino a 10 m  Ben drenato, sabbioso o sassoso  Aspettare che l’area si asciughi prima di irrigare  sole  Fino a -10°C
Butia capitata  Brasile, Paraguay  Fino a 5 m  Ben drenato, anche povero  Aspettare che l’area si asciughi prima di irrigare  Sole  -10/-12°C
Caryota mitis  India e malesia  Più di 10 m  ricco  Continue dalla primaera all’autunno  Mezz’ombra  Solo per il Sud
Chamaerops humilis  Mediterraneo  Più di 10 m  Anche povero, sabbioso o sassoso  Frequenti in estate  Sole  Fino a -15°C
Jubaea chilensis  Messico  Più di 10 m  Profondo, fertile e ben drenato  Abbondanti in estate  sole  Fino a -15 °C
Livistona chinensis  Centro e Sud della Cina  Più di 10 m  Leggero, ma fresco  Abbondanti in estate  sole  Fino a -5°C
Phoenix canariensis  Isole Canarie  Fino a 20 m  Sabbioso, fertile, ben drenato  Lasciar asciugare tra due interventi  Sole  -10 °C
Phoenix reclinata  Africa tropicale  8 m  Povero, ben drenato  Leggermente umido  sole  Solo per il Sud
Trachycarpus fortunei  Cina  15 m  Profondo, ricco, ben drenato  Leggermente umido  Sole, mezz’ombra A riparo dai venti  -15°C
Washingtonia fìlifera  Messico  Fino a 10 metri  Adattabile, ama i suoli calcarei  Lasciar asciugare tra due interventi  Sole  -10 °C
Washingtonia robusta  Messico  Fino a 10 m  Adattabile, ama i suoli calcarei  Lasciar asciugare tra due interventi  Sole  -8°C

Temperatura di coltivazione

Vi sono palme più o meno sensibili al freddo. Per la maggior parte le temperature minime sopportabili si aggirano sui 10-15 gradi, certe però sono in grado di sopravvivere anche in caso di gelate. In ogni caso quando le temperature notturne scendono sotto i 15°C la crescita vegetativa cessa totalmente.

Esposizione

Uno sviluppo rapido è condizionato anche dalla quantità di luce che ricevono. Ciò però non significa che tutte abbiano necessità di essere posizionate in pieno sole. Alcune varietà preferiscono, soprattutto da giovani, una esposizione luminosissima, ma con raggi filtrati da altre essenze più alte, simulando l’ambiente in cui si sviluppano in natura. Una volta che avranno superato gli alberi dell’area circostante non avranno più problemi a sopportare anche il sole più cocente. Il vento di solito non è un problema perché il loro tronco è molto flessibile e viene danneggiato raramente. Dobbiamo preoccuparci solamente nel caso fosse molto secco perché potrebbe causare una forte disidratazione.

Umidità ambientale

Provenendo dalla fascia tropicale e subtropicale si sono adattate a sopravvivere con una bassa umidità a livello radicale compensata da quella presente nell’aria, che dovrebbe essere sempre intorno al 60/80%. Se ci accorgiamo che le foglie perdono brillantezza può essere utile vaporizzarle con acqua (in caso di piccoli esemplari) o irrigare.

Terreno

Sotto questo aspetto sono piante molto adattabili, anche se, per avere eccellenti risultati è bene dotarle di un substrato studiato appositamente. Le specie di origine tropicale vogliono suoli molto fertili, neutri o subacidi. Le altre crescono invece decisamente meglio in suoli poveri. Bisogna in ogni caso evitare l’eccesso di calcio perché può ostacolare l’assimilazione del ferro e del magnesio. Anche un’eccessiva presenza di sodio può causare problemi quali necrosi fogliari, crescita stentata e nanismo.

Messa a dimora

In piena terra La messa a dimora in piena terra va realizzata tra la primavera e l’estate. È in ogni caso molto importante scavare una buca molto ampia in grado di contenere tutto il pane radicale e dargli la possibilità, nell’immediato, di svilupparsi senza incontrare ostacoli. Può quindi essere una buona idea scassare le pareti laterali mediante un forcone, per renderle più penetrabili. Sul fondo poniamo una buona quantità di stallatico stagionato o compost. Una volta posizionato l’esemplare riempiamo con il terriccio e compattiamo. Copriamo poi il colletto con altra terra creando una montagnola e, ai fianchi, un avvallamento. In questa maniera potremo irrigare abbondantemente evitando che l’acqua defluisca altrove. Inoltre il tronco sarà protetto dall’eccessiva evaporazione e calore. Rinvaso Il rinvaso di piccoli esemplari, utilizzati magari come piante d’appartamento, si effettua quando tutto lo spazio disponibile è stato occupato dalle radici. Si procede tra aprile e maggio, all’inizio della ripresa vegetativa. Si andrà verso un contenitore di poco più grande (al massimo 3-4 cm di diametro in più). Curiamo particolarmente lo strato drenante sul fondo e lasciamo piuttosto libera la zona del colletto. Irrighiamo abbondantemente.

Potatura palma

Le palme non necessitano di potatura in senso stretto. Si interviene, in estate, per eliminare, o eventualmente staccare, i polloni laterali (da cui si possono ricavare nuovi esemplari) e per tagliare i racemi fiorali appassiti. È invece estremamente importante dedicarsi regolarmente alla pulizia dalle foglie secche o semisecche, rispettando però al massimo la forma semisferica naturale del pennacchio fogliare. I tagli devono sempre essere puliti, eseguiti con arnesi ben affilati. Evitiamo senza eccezione di tagliare il tronco. Le ferite, infatti, non cicatrizzano e sono una delle vie preferenziali di accesso per i patogeni.

Irrigazione palma

Determinare la quantità di acqua necessaria a mantenere le palme in salute non è semplice. Vi sono importanti variazioni che dipendono dalla specie e dai fattori ambientali. Nei periodi caldi sono consigliate somministrazioni frequenti, oltre che vaporizzazioni del fogliame. Dall’autunno alla primavera, al contrario, non è di solito necessario intervenire, se non in caso di siccità prolungata.

Concimazione

Le piante tenute in vaso come piante d’appartamento crescono in linea di massima con grande lentezza. Non necessitano quindi di grandi quantità di nutrienti . Si usa concimare con un prodotto per piante verdi prima dell’inizio del periodo vegetativo. In inverno si possono invece fare una o due somministrazioni tramite vaporizzazione fogliari, soprattutto per prevenire carenze di ferro o magnesio. In piena terra è bene somministrare mensilmente, da aprile a settembre, un concime equilibrato con microelementi.

Protezione dal freddo

Per proteggere piante delicate da eventuali anomale gelate è sempre bene, in autunno, apportare una abbondante dose di solfato di potassio e/o solfato di magnesio. In questa maniera si aiuteranno i tessuti ad indurirsi, ed essere quindi più resistenti. Si eviteranno, inoltre, possibili fatali carenze. Molto utile può anche essere una spessa pacciamatura dell’area delle radici. Gli esemplari giovani possono essere aiutati costruendo intorno una piccola serra con materiale plastico oppure coprendoli con del tessuto apposito.

Parassiti e malattie

Le palme, sia da interni che da esterni, sono purtroppo vittime di molti attacchi da parte di fitofagi e crittogame. Tra i primi segnaliamo il ragnetto rosso, le cocciniglie, i tripidi e il punteruolo rosso delle palme. Quest’ultimo, purtroppo, ha causato negli ultimi anni una grave emergenza in tutta Italia. Gli esemplari colpiti presentano gallerie che, dalle ascelle fogliari, arrivano alla corona per poi espandersi a tutto il tronco. Le foglie centrali cominciano ad ingiallire e a marcire, nel giro di poche settimane, per poi portare alla morte dell’esemplare. È importante monitorare attentamente gli individui per isolare eventuali focolai. Si dovrà intervenire appena ci si accorge del problema informandosi presso le autorità sulla strategia da attuare. Tra le crittogame segnaliamo il Fusarium oxysporum, la Phytopthora palmivora, l’ Armillaria mellea e la Graphiola phoenicis

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra la crescita delle palme e quella degli alberi comuni?
    Le palme sono monocotiledoni e, a differenza delle dicotiledoni, non possiedono un accrescimento secondario grazie ai tessuti di cambio o fellogeni. Il loro tronco non diventa più largo annualmente come quello delle querce o dei faggi, ma cresce principalmente in altezza dopo che il sistema radicale e le foglie hanno raggiunto la maturità. L'unica eccezione è la presenza di alcuni rami dicotomi in rarissimi casi. Questa struttura rende il loro legno derivante da una trasformazione del parenchima primario.
  • Come devo irrigare le palme per evitare problemi alle radici?
    Il fattore critico è il drenaggio: le palme soffrono fortemente i ristagni idrici. In generale, bisogna aspettare che il terreno si asciughi superficialmente prima di irrigare nuovamente, specialmente per le specie mediterranee o subtropicali. Durante i mesi estivi caldi, le annaffiature devono essere più frequenti, integrando spesso vaporizzazioni sulla chioma per mantenere l'umidità atmosferica richiesta (60-80%), poiché le radici assorbono meno acqua in terreni asciutti. In inverno, le irrigazioni vanno drasticamente ridotte, intervenendo solo in caso di siccità prolungata.
  • È vero che le palme non richiedono potatura? Quando e come intervenire?
    Le palme non necessitano di potatura formativa come gli alberi da frutto. L'intervento consiste principalmente nella pulizia: in estate si eliminano le foglie secche o semisecche e i racemi fiorali appassiti per estetica e igiene. Si possono rimuovere i polloni laterali se si desiderano nuovi esemplari. È fondamentale rispettare la forma semisferica del pennacchio fogliare e usare strumenti sempre ben affilati. Mai tagliare il tronco: le ferite non cicatrizzano e diventano vie di ingresso per funghi e batteri letali.
  • Quale è la palma più resistente al freddo e dove si coltiva spontaneamente in Europa?
    La Chamaerops humilis, nota come palma nana, è l'unica specie di palma a crescere spontaneamente in Europa, trovandola comunemente nel Mediterraneo. È un arbusto compatto che difficilmente supera i due metri di altezza. Tra le palme da giardino, il Trachycarpus fortunei e la Chamaerops humilis mostrano la maggiore resistenza al freddo, tollerando temperature fino a -15°C se ben acclimatate e protette dal vento secco. Altre specie come la Washingtonia robusta tollerano gelate leggere (-8°C), ma sono più sensibili.
  • Come proteggo le palme dal freddo invernale?
    La prevenzione inizia in autunno: somministrare solfato di potassio e solfato di magnesio aiuta ad indurire i tessuti contro il gelo. Una spessa pacciamatura alla base isola le radici. Per gli esemplari giovani o le specie più delicate, si consiglia di costruire una piccola serra temporanea con telo traspirante o plastica, assicurandosi però di aerare durante le giornate miti per evitare muffe. Evitare il vento secco è cruciale, poiché causa disidratazione rapida. Non avvolgere il tronco in materiali impermeabili senza ventilazione.

Scheda Tecnica

Arecaceae (famiglia)

Nome scientificoArecaceae (famiglia)
FamigliaArecaceae
Tipo di piantaMonocotiledone arboreo o arbustivo
OrigineZone tropicali e subtropicali (Asia, Africa, Americhe)
EsposizioneSole o mezz'ombra (varia in base alla specie)
Temperatura minimaVariabile da -4°C a -15°C (specie-specifico)
TerrenoBen drenato, fertile o povero, evita eccesso di calcio/sodio
IrrigazioneRegolare in estate, ridotta in inverno; attendere asciugatura terreno
FiorituraPrimavera-Estate (fiore unisessuale, infiorescenza a spadice)
AltezzaDa pochi cm a oltre 60 metri (media 25m)
ConcimazioneEquilibrato con microelementi da aprile a settembre (mensile); veleni fogliari invernali per carenze ferro/magnesio
PotaturaMinima: rimuovere foglie secche, polloni e racemi appassiti. Mai tagliare il tronco.
MoltiplicazioneSemina (sementi) o divisione dei polloni laterali
Malattie e parassitiSusceptible a parassiti specifici (testo incompleto), marciumi radicali da ristagno, carenze nutrizionali (ferro/magnesio)
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede attenzione a drenaggio e temperatura in base alla specie)

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