Pitosforo nano in vaso.

Piante da Giardino

Pitosforo nano

Il pitosforo nano è una pianta originaria del Giappone, della Cina e di Taiwan. Può essere messa a dimora sia in vasi e sia in giardino, grazie alla sua resistenza sia alla siccità e sia a climi freddi. La sua moltiplicazione può avvenire mediante talea, semina o margotta.

di Redazione

19 maggio 2015

Pitosforo nano: caratteristiche generali

Il pitosforo nano, noto anche sotto il nome di Pittosporum tobira nanum, è un piccolo arbusto sempreverde dalla forma rotonda e a cespuglio. È una pianta originaria della Cina, Taiwan e del Giappone. È costituita da foglie verdi, a crescita lenta, lucide e dalla forma allungata; le infiorescenze variano dal bianco al giallo panna e profumano d’arancio. Il pitosforo nano ha bisogno di un terriccio ben drenato, si può mettere a dimora in giardini rocciosi, in vasi o in cassette. Le sue dimensioni massime raggiungono 1 metro circa d’altezza e 1,5 metri circa di larghezza. Per quanto riguarda il clima, esso può essere messo a dimora sia in zone semiombreggiate ma anche esposto ai raggi solari diretti; preferisce climi temperati, anche se resiste alla siccità e alle basse temperature (-10 °C e -5 °C).

Pitosforo nano: coltivazione

Il pitosforo nano, come affermato in precedenza, può essere messo a dimora sia in luoghi esposti alla luce diretta del sole o nella penombra. È in grado di sopportare la siccità, l’aria di mare ma, non ama il vento. Durante la primavera e l’estate, deve essere annaffiato con una certa regolarità in modo tale da avere un fogliame folto e permettere la nascita d’infiorescenze ricche. Il terriccio da utilizzare per avere delle piante sempre sane, deve essere a base di torba, terra da giardino e di sabbia, in modo tale da permettere un ottimo drenaggio ed evitare quindi il ristagno d’acqua. Il pitosforo adora gli ambienti esterni a clima mite mentre, nei luoghi con clima rigido è conveniente posizionare la pianta in una serra fredda.

Pitosforo nano: moltiplicazione e potatura

La moltiplicazione del pitosforo nano può avvenire mediante semina, talea o margotta. Per quanto riguarda la talea, occorre utilizzare rami con dimensioni di circa 8/10 centimetri tagliati tra maggio e giugno. Si prosegue con il loro posizionamento in cassette da moltiplicazione ed esposte a temperature comprese tra i 16 °C e i 18 °C. nel momento in cui si formano le radici, si procede con il mettere a dimora la pianta figlia, in vasi di 8 cm e usando lo stesso terriccio della pianta madre. In inverno si lasciano nella serra fredda e tra maggio e giugno potranno essere messi in giardino. Per quanto riguarda la semina occorre: pulire bene i semi e metterli in cassette all’interno di serre fredde; dopo 3/4 anni possono essere messi a dimora in giardino. La potatura avviene in aprile in modo da tenere una forma armoniosa e agevolare una sana crescita della pianta.

Pitosforo nano: parassiti e malattie.

Il pitosforo nano, come altre piante, può essere attaccato dagli afidi, dalle cocciniglie cotonose e da quelle brune. Le cocciniglie cotonose aggrediscono le piante dimorate in climi caldi e secchi. Dopo averle asportate manualmente, si tratta la pianta con un anticoccidico e si vaporizza la chioma con dell’acqua in modo tale da incrementare il livello di umidità. Se non si vuole utilizzare un prodotto chimico, è possibile eliminare la cocciniglia con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool e acqua. Le cocciniglie brune invece, ricoprono la pianta di escrescenze scure e di una sostanza zuccherina appiccicosa. Anche in questo caso occorre eliminarle manualmente dalla pianta, utilizzando del cotone imbevuto in acqua e alcool. Gli afidi aggrediscono i fiori e le foglie. Esse traggono nutrimento succhiando da essi la linfa e rendendo la pianta appiccicosa. Per eliminarli basta lavare la pianta e usare un insetticida specifico per gli afidi.

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Domande frequenti

  • Qual è la temperatura minima tollerata dal pitosforo nano?
    Il pitosforo nano è una pianta piuttosto rustica che riesce a resistere a temperature piuttosto basse, arrivando fino a -10 °C e -5 °C. Tuttavia, predilige i climi temperati e miti. Nelle zone dove l'inverno è particolarmente rigido, è consigliabile proteggere la pianta o collocarla in una serra fredda per garantire la sua sopravvivenza durante i mesi più freddi.
  • Come si effettua la moltiplicazione per talea?
    La moltiplicazione per talea va effettuata prelevando rametti lunghi circa 8-10 centimetri tra maggio e giugno. Questi vanno inseriti in cassette da moltiplicazione mantenute a una temperatura compresa tra 16 °C e 18 °C. Una volta sviluppate le radici, le piantine vengono trasferite in vasi di 8 cm con lo stesso terriccio della pianta madre. In inverno restano in serra fredda e possono essere messe a dimora definitiva solo tra maggio e giugno dell'anno successivo.
  • Quale terriccio è consigliato per questa pianta?
    Per garantire una crescita sana, il pitosforo nano richiede un substrato ben drenato per evitare il pericoloso ristagno idrico. La miscela ideale comprende torba, terra da giardino e sabbia. Questo mix assicura la giusta umidità necessaria alle radici, specialmente durante la stagione primaverile ed estiva quando le annaffiature devono essere regolari per favorire uno sviluppo fogliare folto e abbondanti fioriture.
  • Come si combattono le cocciniglie cotonose?
    Le cocciniglie cotonose colpiscono spesso le piante coltivate in climi caldi e secchi. Il trattamento prevede prima l'asportazione manuale dei parassiti. Successivamente, si applica un anticoccidico sulla pianta e si vaporizza la chioma con acqua per aumentare l'umidità ambientale. Chi preferisce metodi naturali può rimuovere le cocciniglie tamponandole delicatamente con un batuffolo di cotone imbevuto di una soluzione di alcol e acqua.
  • Quando e come effettuare la potatura?
    La potatura del pitosforo nano va eseguita principalmente nel mese di aprile. L'obiettivo principale è mantenere una forma armoniosa e regolare, favorendo così una crescita sana e bilanciata della pianta. Essendo un arbusto a crescita lenta, interventi mirati in questo periodo sono sufficienti per gestire la vegetazione senza stressare eccessivamente la pianta, preservandone l'estetica rotonda e cespugliosa tipica della varietà 'Nanum'.

Scheda Tecnica

Pittosporum tobira 'Nanum'

Nome scientificoPittosporum tobira 'Nanum'
FamigliaPittosporaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineGiappone, Cina, Taiwan
EsposizioneSole o mezz'ombra
TerrenoBen drenato (torba, terra, sabbia)
IrrigazioneRegolare primavera-estate, resistente alla siccità
FiorituraPrimavera-Estate (bianco/giallo panna, profumo arancia)
AltezzaMax 1 metro
PotaturaAprile, per mantenere la forma
MoltiplicazioneSemina, talea, margotta
Malattie e parassitiAfidi, cocciniglie cotonose e brune
Difficoltà di coltivazioneFacile

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