Cespuglio di rododendro

Piante da Giardino

Rododendro

La raggiante fioritura del Rododendro può durare dalla primavera a fine estate, ci vuole una particolare attenzione nella scelta del terreno per ottenere il massimo.

di Redazione

03 novembre 2016

Rododendro come e quando annaffiare

Il rododendro è chiamato anche azalea ed è originario dell'Asia. Appartiene alla famiglia delle Ericacee che comprendono più di 500 specie e numerosi ibridi. Tra queste specie vi è una grande scelta, dalle piante che raggiungono 4-5 metri di altezza, ai cespugli nani di 0,30-0,60 cm. Per ottenere buoni risultati nella coltivazione del fiore, il terreno deve conservare un adeguato grado di umidità. In estate sono necessarie regolari innaffiature che dovranno coinvolgere anche le foglie. Se la pianta è coltivata in vaso, occorre fare attenzione ai ristagni idrici con ulteriori marciumi che colpiscono l'apparato radicale. E' preferibile procedere con l'annaffiatura quando il terreno si presenta completamente asciutto. In inverno è sufficiente l'acqua piovana, se la pianta vive in appartamento le annaffiature devono effettuarsi saltuariamente.

Coltivazione e cura del Rododendro

Il rododendro si acquista in fiore dalla fine dell'autunno a metà primavera. In appartamento è generalmente considerata una pianta annuale da eliminare una volta sfiorita. Per riprodurre il rododendro il metodo migliore è il taleaggio, che consiste nel prelevare dalla pianta madre rami della lunghezza di 8-10 cm, da immergere in una soluzione di acqua e ormoni radicanti per accelerare la produzione di radici. La talea va quindi sistemata in un vaso dove è stato realizzato un substrato di torba e terriccio sabbioso, mantenuto costantemente umido. A radicazione avvenuta, si esegue il trapianto in vaso o a terra. La pianta va collocata in mezz'ombra. L'ambiente deve essere fresco con temperatura attorno ai 12 gradi. E' necessaria una buona umidità, l'ideale è collocare la pianta su uno strato di argilla espansa.

La concimazione

Il rododendro predilige terreni acidi con Ph compreso tra 4.5 e 5.5. Il terreno deve essere drenato e ricco di contenuto organico. Se la pianta è messa a dimora in una superficie con ph neutro, è fondamentale scavare una buca e riempirla con terriccio per piante acidofile, altrimenti con un miscuglio di concime universale, mischiato ad aghi di pino e terra di castagno. La medesima composizione va impiegata se si preferisce coltivare il rododendro in vaso. Per quanto riguarda le concimazioni, una volta l'anno, nel periodo della ripresa vegetativa, il terreno va arricchito di torba fresca. Da aprile a ottobre invece, occorre somministrare, ogni due o tre settimane, un fertilizzante liquido da diluire nell'acqua, altrimenti si può utilizzare un concime granulare da distribuire tre volte l'anno.

Malattie e rimedi

Il rododendro va esaminato per individuare la presenza di parassiti e malattie poiché molti insetti si riproducono con estrema rapidità. Un attacco blando consente di intervenire tempestivamente. Se l'infestazione assume proporzioni maggiori, è necessario ricorrere a insetticidi chimici. I nemici del rododendro sono i bruchi e differenti varietà di farfalle notturne e diurne. Gli afidi e le cocciniglie succhiano la linfa della pianta, indebolendone fusti, foglie e fiori. Una particolare attenzione va concessa anche al ragnetto rosso, un acaro che determina la presenza di macchie giallastre sulle foglie. Fra le malattie fungine troviamo la muffa grigia e il marciume radicale. Se le foglie del rododendro tendono a schiarirsi, bisogna intervenire ripristinando la corretta acidità del terreno.

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Domande frequenti

  • Qual è il pH ideale del terreno per il rododendro?
    Il rododendro richiede un terreno fortemente acido, con un pH compreso tra 4,5 e 5,5. È fondamentale verificare questa caratteristica prima della messa a dimora. Se il suolo naturale è neutro o alcalino, è necessario preparare una buca specifica e riempirla con terriccio speciale per acidofile. In alternativa, si può creare un mix domestico utilizzando torba, aghi di pino e terra di castagno per garantire l’acidità necessaria alla salute della pianta.
  • Come si annaffia correttamente il rododendro?
    La pianta necessita di un terreno costantemente umido ma mai zuppo. In estate, effettua annaffiature regolari assicurandoti che il terreno sia asciutto superficialmente prima di irrigare nuovamente. È consigliabile nebulizzare anche le foglie per aumentare l’umidità ambientale. Attenzione ai ristagni idrici, specialmente in vaso, che causano marciumi radicali. In inverno, se la pianta è all’esterno, spesso basta l’acqua piovana; in appartamento, riduci le annaffiature a intervalli saltuari.
  • Quali sono i principali parassiti che attaccano il rododendro?
    I nemici principali includono afidi, cocciniglie e il ragnetto rosso, che succhiano la linfa indebolendo fusti e fiori. Si manifestano spesso con macchie giallastre sulle foglie. Inoltre, bruchi e varie farfalle possono danneggiare il fogliame. Per le malattie fungine, fai attenzione alla muffa grigia e al marciume radicale. Controlla regolarmente la pianta: interventi precisi su infestazioni leggere evitano l’uso di prodotti chimici aggressivi.
  • Come si moltiplica il rododendro per talea?
    Il metodo migliore è il taleaggio. Preleva rami lunghi 8-10 cm dalla pianta madre. Immergi la base in una soluzione contenente ormoni radicanti per stimolare la crescita. Poni poi la talea in un vaso con un substrato misto a torba e terriccio sabbioso. Mantieni il terreno costantemente umido fino alla radicazione completa. Una volta sviluppate le radici, puoi trapiantare la nuova pianta in vaso o direttamente a dimora.
  • Perché le foglie del rododendro diventano gialle?
    L’ingiallimento delle foglie è spesso sintomo di clorosi ferrica, causata da un terreno non abbastanza acido. Il rododendro non riesce ad assorbire i nutrienti se il pH supera i valori ideali (sopra 5,5). Per risolvere il problema, devi ripristinare l’acidità del suolo aggiungendo torba fresca o utilizzando concimi specifici per acidofile. Assicurati inoltre che il terreno sia ben drenato per evitare stress radicali aggiuntivi.

Scheda Tecnica

FamigliaEricacee
Tipo di piantaCespuglio sempreverde o deciduo
OrigineAsia
EsposizioneMezz'ombra, ambiente fresco
TerrenoAcido (pH 4.5-5.5), drenato, ricco di organico
IrrigazioneRegolare in estate, evitare ristagni, umidificare fogliame
FiorituraPrimavera - fine estate
AltezzaDa 0,30 m a 4-5 m
ConcimazioneTorba in primavera; fertilizzante liquido ogni 2-3 settimane da aprile a ottobre
MoltiplicazioneTaleggio (rami 8-10 cm in torba e terriccio sabbioso)
Malattie e parassitiAfidi, cocciniglie, ragnetto rosso, bruchi, muffa grigia, marciume radicale, ingiallimento foglie
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede suolo acido e umidità)

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