Innesto olivo.

Olivo

Olivo innesto

La moltiplicazione per via vegetativa dell'olivo è effettuata mediante tecniche differenti, le quali garantiscono tutte la creazione di nuovi esemplari con caratteristiche uguali alla pianta madre. Una delle più praticate è sicuramente l'innesto, specialmente per quanto riguarda l'olivo.

di Redazione

30 settembre 2016

L'innesto a occhio o scudetto

Uno dei metodi con i quali viene praticato l'innesto per quanto riguarda l'olivo è quello detto a occhio o a scudetto. Viene così definito perché è necessario prelevare una gemma della pianta, mantenendo una piccola porzione di corteccia insieme ad essa. Si può effettuare sia con una gemma dormiente, quindi in settembre circa, sia con gemma vegetante verso marzo. Viene fatta un'incisiome a T sul portainnesto, successivamente viene inserito lo scudetto che rappresenta la marza, stando attenti a lasciar fuoriuscire la gemma. Se entro due settimane la corteccia della gemma risulta verdeggiante, si può dedurre che l'attecchimento sia riuscito, qualora invece si abbia un rigetto sarà possibile ritentare l'innesto. Importante spalmare di mastice la parte interessata e legare con rafia per mantenere fermo l'innesto.

Innesto a corona

L'innesto a corna è particolarmente conosciuto perché è praticabile direttamente anche sul tronco dell'olivo o su rami di grosso calibro. Innanzitutto è necessario tagliare l'albero, il taglio deve essere preciso e bisogna evitare di rovinare i margini. Una volta effettuata questa operazione si procede ad effettuare dei tagli, solitamente dai tre ai dieci, tra la corteccia ed il legno per una lunghezza di circa dieci centimetri. In queste fessure andranno inserite le marze, una per ogni incisione, facendo combaciare i tessuti freschi dei bastoncini con quelli del portainnesto. Questa operazione è fondamentale per la buona riuscita dell'innesto. Le marze sono, in questo caso, rametti che devono essere dell'anno precedente con una coppia di foglie sull'estremità, le quali andranno poi spuntate a metà prima dell'innesto. Il tutto deve essere ovviamente ricoperto di mastice e legato con rafia.

Innesto a spacco

L'innesto a spacco non è particolarmente utilizzato, probabilmente è il meno usato. Viene effettuato tagliando il legno, in modo similare a quanto fatto per l'innesto a corona, successivamente si utilizza l'innestatoio per effettuare uno spacco longitudinale profondo circa 10 centimetri. Le marze devono essere preparate con la punta a cuneo ed inserite nel portainnesto alle due estremità dello spacco. Per questa operazione viene prima inserito nella fessura un cuneo di legno, per facilitare la manovra. Indispensabile, anche qua, è assicurarsi che i tessuti freschi delle marze combacino perfettamente con quelle della pianta ospitante, al fine di massimizzare le possibilità di riuscita. Viene ovviamente cosparsa la zona di mastice e legato il tronco. I rametti dovranno essere presi da esemplari giovani e sani ed essere innestati all'inizio dell'autunno o della primavera.

Innesto a cella

L'innesto a cella è un pochino più complicato. Deve essere effettuato un taglio obliquo sul tronco, diretto verso l'interno del fusto ed uno perpendicolare al fusto. Sono proprio questi incavi che si ottengono che vengono definiti celle e danno il nome all'operazione. La marza di olivo, in questo caso, sarà abbastanza piccola e con un paio di gemme. Dovrà essere inserita tra la corteccia del portainnesto ed il legno, in modo tale da favorire la vegetazione e dovranno essere sempre utilizzate marze di un anno di vita. Viene utilizzato questo metodo ad esempio negli esemplari di olivo adulto, per trasformare la fisionomia della pianta e creare nuove branche dove lo si desidera. Dato l'ancoraggio molto saldo della marza non vi è necessità di legatura come invece avviene in tutti gli altri tipi di innesto.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per eseguire l'innesto dell'olivo?
    Il periodo ideale dipende dalla tecnica scelta. L'innesto a occhio o scudetto si effettua con gemme dormienti intorno a settembre o con gemme vegetanti verso marzo. Gli innesti a corona, a spacco e a cella, che coinvolgono rami o tronchi di maggiore calibro, vanno eseguiti preferibilmente all'inizio della primavera o nell'inizio dell'autunno, quando la linfa è attiva ma le temperature non sono estreme, favorendo la cicatrizzazione e l'attecchimento delle marze.
  • Come si riconosce che un innesto a occhio ha attecchito?
    Dopo aver applicato l'innesto a scudetto, è necessario attendere circa due settimane. Se la foglia presente sulla gemma inserita rimane verde e turgida, oppure se la corteccia della gemma mantiene un colore verdeggiante, significa che l'attecchimento è avvenuto con successo. Al contrario, se la foglia ingiallisce, secca o cade, o se compare un nuovo rigetto dal portainnesto, l'innesto non è riuscito e bisognerà provvedere a ripetere la procedura.
  • Cosa sono le marze e come devono essere preparate?
    Le marze sono i rametti prelevati dalla pianta madre che contengono le gemme da far sviluppare. Devono provenire da esemplari sani, giovani e produttivi. Per l'innesto a corona, si usano rametti dell'anno precedente con una coppia di foglie all'estremità, che vanno spuntate a metà prima dell'applicazione. Per l'innesto a spacco, le marze devono avere la punta affilata a cuneo per inserirsi facilmente nello spacco del portainnesto, garantendo il contatto perfetto tra i tessuti cambiali.
  • Perché è fondamentale usare mastice e rafia dopo l'innesto?
    Il mastice protettivo serve a sigillare la ferita dell'innesto, proteggendo i tessuti freschi dall'ingresso di funghi, batteri e parassiti, oltre a impedire la disidratazione. La rafia, invece, serve a fissare meccanicamente la marza al portainnesto, mantenendo ferma la posizione e assicurando che i tessuti cambiali (lo strato interno sotto la corteccia) rimangano a stretto contatto. Questo contatto intimo è essenziale affinché le due piante possano fondersi e formare un'unica struttura vascolare funzionale.
  • Quando si usa l'innesto a cella e qual è il suo vantaggio?
    L'innesto a cella si utilizza principalmente sugli olivi adulti per modificare la fisionomia della chioma o creare nuove branche dove desiderato. Consiste nel creare degli incavi ('celle') nel tronco inserendo piccole marze con poche gemme. Il suo principale vantaggio è l'ancoraggio molto saldo della marza nel legno, che elimina la necessità di legature con rafia, semplificando l'operazione e riducendo i punti di lesione rispetto agli altri metodi di innesto.

Scheda Tecnica

Olea europaea

Nome scientificoOlea europaea
FamigliaOleaceae
Tipo di piantaAlbero da frutto / Ornamentale
OrigineMediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, calcareo, sabbioso o argilloso
IrrigazioneModerata, regolare ma non eccessiva
FiorituraPrimavera (maggio-giugno)
AltezzaFino a 8-10 metri
ConcimazioneOrganica in autunno/inverno, azotata in primavera
PotaturaLeggera, per formare la chioma e rimuovere rami secchi
MoltiplicazioneInnesto (a occhio, a corona, a spacco, a cella), margotta, talea
Malattie e parassitiMosca dell'olivo, rogna, verticilliosi, fumaggine
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede potatura e protezione dal freddo intenso)

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