Talee di radice

Tecniche di riproduzione

Talee di radice

Una tecnica particolare per riprodurre le piante sfruttando un pezzo di radice per dare vita ad un nuovo individuo in maniera semplice e veloce. Scopri in questo video come si effettuano le talee di radice e diventa un esperto di questa tecnica.

di Redazione

04 giugno 2014

Indice:

Talee di radice

Utilizzare pezzi di radice come talee è una tecnica che richiede prima di tutto un importante accorgimento: per ottenere buoni risultati, infatti, bisogna prestare molta attenzione al periodo in cui si effettua questa operazione. Dovrete scegliere il periodo di riposo vegetativo della pianta, altrimenti la talea non produrrà nuove radichette. Prima di tutto preparate la pianta madre nella stagione precedente, estraendola dal terreno e recidendo le radici vicino alla corona. Durante il periodo di crescita verrà così stimolata la creazione di nuove radici, maggiormente in grado di produrre gemme una volta utilizzate come talee. Una volta sopraggiunto il successivo riposo vegetativo, togliete dalla terra la pianta madre e recidete tutta la parte aerea, poi lavate le radici per eliminare ogni residuo di terra. A quel punto riconoscerete le radici più giovani adatte alla riproduzione: staccatele rasenti alla corona ed eliminate la punta con un taglio obliquo. La dimensione di una talea da radice è molto importante perchè determina la quantità di nutrimento a disposizione prima che con la talea produca anche un apparato fogliare e inizi a nutrirsi. A seconda delle specie e del terreno in cui sono poste, questo tempo è variabile: se la talea viene posta all'aperto impiegherà almeno 16 settimane per essere autosufficiente, per cui dovrà essere lunga almeno 10 cm; in un cassone colturale invece i tempi s dimezzano per cui basterà una talea di 5 cm. Piantate le talee di radice verticalmente, tenendo la punta verso il basso, non prima di averle ricoperte di un velo di polvere fungicida. Le talee vanno piantate ad una distanza di 3-4 cm l'una dall'altra, con la cima al livello del terriccio, e successivamente ricoperte di ghiaietto o pietrisco sminuzzato per favorire l'aerazione. Quando compaiono i primi steli innaffiate e fertilizzate, poi finalmente potrete rinvasarle. Questa tecnica viene solitamente utilizzata con la rose, i pioppi e l'actinidia.

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Domande frequenti

  • Qual è il momento migliore per effettuare le talee di radice?
    Le talee di radice devono essere prelevate esclusivamente durante il periodo di riposo vegetativo della pianta, ovvero quando è completamente dormiente. È fondamentale evitare il periodo di crescita attiva perché la talea non riuscirebbe a sviluppare nuove radichette. La preparazione inizia l'anno precedente: si estrae la pianta madre, si recidono le radici vicine alla corona e, durante la successiva stagione vegetativa, la pianta stimolerà la produzione di nuove radici pronte per la moltiplicazione.
  • Come si preparano le talee di radice prima della messa a dimora?
    Dopo aver tolto la pianta madre dal terreno nel periodo di riposo, recidete tutta la parte aerea e lavate accuratamente le radici per rimuovere la terra. Identificate le radici più giovani e staccatele rasenti alla corona. Eliminate la punta della radice con un taglio obliquo. È consigliabile ricoprire le talee con un velo di polvere fungicida per prevenire infezioni prima di piantarle verticalmente nel substrato.
  • Di quanto devono essere lunghe le talee di radice?
    La lunghezza dipende dal luogo di coltivazione e dai tempi necessari per l'autosufficienza. Se le talee vengono poste all'aperto, necessitano di almeno 16 settimane per diventare autosufficienti, quindi devono essere lunghe almeno 10 cm. Se coltivate in un cassone colturale protetto, i tempi si dimezzano e basta una lunghezza di 5 cm. La lunghezza garantisce le riserve nutritive necessarie fino allo sviluppo del primo apparato fogliare.
  • In quali specie si possono usare le talee di radice?
    Questa tecnica di riproduzione è comunemente applicata su diverse specie arbustive e arboree. Tra le più indicate vi sono le rose, i pioppi e l'Actinidia (kiwi). L'efficacia della tecnica varia in base alla capacità della specifica specie di rigenerarsi dalle radici durante il riposo vegetativo, rendendo queste piante esempi classici per chi desidera sperimentare la moltiplicazione tramite talee radicali.
  • Come si piantano e curano le talee dopo il trapianto?
    Piantate le talee verticalmente con la punta rivolta verso il basso, distanziandole di 3-4 cm l'una dall'altra. La cima deve restare al livello del terriccio. Ricoprite la superficie con ghiaietto o pietrisco sminuzzato per migliorare l'aerazione del suolo. Solo quando compaiono i primi steli verdi iniziate ad annaffiare e fertilizzare. Una volta stabilitisi, potrete procedere con il rinvaso definitivo delle nuove piante.

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