Botanica

Radice

La radice è elemento principale delle piante e la sua morfologia ha un ruolo fondamentale nelle sue caratteristiche. Scopriamo insieme le varietà e come distinguerle.

di Redazione

07 settembre 2011

Metamorfosi delle radici

In qualche caso la forma della radice, ed anche la sua funzione, differiscono dal tipo comune ora descritto. Esistono infatti alcune radici, chiamate radici aeree le quali presentano un'ampia superficie, ma sono prive di peli assorbenti. Esse non raggiungono mai il suolo ed assorbono perciò l'umidità dall'atmosfera. Radici di questo tipo si sviluppano solo in ambienti caldo-umidi come, ad esempio, la foresta equatoriale (es. le orchidee epifite). Esistono anche radici che scendono dai rami degli alberi fino al suolo ed esplicano una funzione di sostegno nei confronti degli stessi: prendono il nome di radici colonnari (es. Ficus religiosa). Alcune piante, tipiche dei terreni paludosi, presentano particolari radici che, uscendo dal terreno, crescono verso l'alto; vengono chiamate radici respiratorie poiché la loro funzione è quella di procurare ossigeno per la respirazione della pianta in parte sommersa (es. Taxodium). Nelle radici delle piante acquatiche si nota la mancanza dei peli radicali, poiché tutte le parti immerse possono compiere la funzione di assorbimento.

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Domande frequenti

  • Cosa sono le radici aeree e dove si trovano?
    Le radici aeree sono strutture vegetali che si sviluppano fuori dal suolo, spesso appese ai rami o ai fusti. A differenza delle radici tradizionali, queste non possiedono peli assorbenti e non penetrano nella terra. Il loro scopo principale è assorbire l'umidità direttamente dall'atmosfera circostante. Questo adattamento morfologico è tipico delle piante che vivono in ambienti tropicali molto caldi e umidi, come le foreste equatoriali. Un esempio classico è rappresentato dalle orchidee epifite, che utilizzano queste radici per idratarsi senza necessariamente atterrare.
  • Qual è la funzione delle radici colonnari?
    Le radici colonnari hanno una funzione prevalentemente meccanica e di sostegno. Si tratta di radici speciali che partono dai rami superiori degli alberi e scendono verticalmente fino a raggiungere il suolo. Una volta ancorate alla terra, diventano strutture robuste e spesse in grado di sostenere il peso dell'intera chioma dell'albero. Questa caratteristica è evidente in specie come il Ficus religiosa, dove tali radici formano una struttura complessa che stabilizza la pianta, permettendole di crescere in altezza e ampiezza in modo stabile.
  • Perché esistono le radici respiratorie?
    Le radici respiratorie si sviluppano in piante adattate a vivere in terreni paludosi o saturi d'acqua, dove l'ossigeno nel suolo è scarsissimo. Poiché le radici sommerse non riescono a ottenere aria sufficiente per la respirazione cellulare, la pianta genera radici specializzate che emergono dalla superficie del fango crescendo verso l'alto. Queste strutture permettono allo scambio gassoso di avvenire con l'aria atmosferica, fornendo l'ossigeno necessario alle parti della pianta rimaste sottoterra. L'esempio più noto è quello del Taxodium.
  • Come fanno le piante acquatiche ad assorbire nutrienti senza peli radicali?
    Nelle piante acquatiche, la presenza dei tipici peli radicali assenti perché non necessari. In ambiente subacqueo, l'assorbimento di acqua e sali minerali può avvenire attraverso qualsiasi superficie vegetale immersa. Le cellule della radice, del fusto e talvolta delle foglie entrano direttamente in contatto con l'acqua circostante, facilitando l'osmosi e l'assunzione diretta di sostanze nutritive disciolte. Questa efficienza rende superflui i peli assorbenti, che sono invece cruciali per le piante terrestri per aumentare la superficie di contatto con il suolo secco.