Nespolo

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Ticchiolatura del nespolo

La ticchiolatura è una malattia che colpisce molto i nespoli del giappone, soprattutto in Italia meridionale; esistono varietà resistenti alla malattia

di Redazione

28 agosto 2013

Domanda: malattia del nespolo

Ho una pianta di nespolo in zona di mare ad un'altitudine di m.300 che non ha mai portato frutti commestibili a causa di uno strato di "ruggine" che soffoca il frutto senza farlo maturare ed ingrossare. Quali accorgimenti adottare per una fruttuosa resa? Grazie

Risposta: malattia del nespolo

Gentile Antonio, i nespoli del Giappone, o Eriobotrya japonica, sono alberi originari dell’asia, di piccole dimensioni, sempreverdi, molto diffusi in coltivazione in tutta l’area mediterranea, grazie al fatto che in genere tendono a non soffrire di particolari malattie, e producono piccoli frutti dall’aspetto di albicocche, chiamati nespole giapponesi, per differenziarli dalle nespole comuni, tipici frutti invernali. Le nespole giapponesi invece maturano in primavera, e le piante fioriscono in pieno inverno. La malattia che rende non commestibili il frutto del tuo nespolo è molto diffusa nell’Italia meridionale, e si chiama ticchiolatura del nespolo, o fuscladium eriobotrye; si tratta di un fungo, che sverna sulla corteccia o nel terreno, o sulle foglie ancora verdi dell’albero; si diffonde a tutte le parti della pianta, formando maculature sulle foglie e sui frutti, che con il passare del tempo divengono grigie, e quasi vellutate; i frutti si rompono e non sono commestibili, tendono anche a disseccare. Questo tipo di patologia si sviluppa soprattutto in primavera, quando il cima è fresco e umido, e spesso viene combattuto semplicemente potando la chioma dei nespoli in modo che sia meglio arieggiata, e l’aria possa raggiungere anche le zone interne e più ombreggiate della chioma; a tale scopo si effettuano potature in primavera, ma anche in estate e in autunno, per evitare che si creino sacche di umidità tra le foglie; inoltre, la rimozione dei rami particolarmente attaccati dalla malattia durante la precedente stagione, permette di rimuovere gran parte dei funghi dalla chioma. Per uccidere i funghi già presenti sulle piante, e per evitare che la pianta ne sia nuovamente affetta, si praticano in autunno, e a fine inverno, trattamenti a base di prodotti rameici, come ossicloruro di rame o poltiglia bordolese, prima che la pianta fiorisca, e qualche mese dopo aver raccolto i frutti. Per meglio controllare la presenza di ticchiolatura nel giardino, le foglie affette dalla malattia che cadono a terra, vanno raccolte e bruciate, così come i rami risultanti dalle potature. Oltre che i nespoli, la ticchiolatura colpisce anche altri alberi da frutto oltre alle rose, che tipicamente mostrano maculature nere sulle foglie; anche le foglie cadute dalle altre piante malate vanno raccolte e bruciate per evitare che fungano da serbatoio per l’infezione.

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Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali della ticchiolatura sul nespolo?
    La ticchiolatura, causata dal fungo Fusicladium eriobotryae, si manifesta inizialmente con maculature scure sulle foglie e sui frutti. Col progredire della malattia, queste macchie diventano grigie e assumono una consistenza quasi vellutata. I frutti colpiti smettono di crescere, non maturano correttamente, tendono a rompersi e a disseccarsi, rendendoli immangiabili. È importante intervenire tempestivamente per evitare che l'infezione comprometta l'intera produzione.
  • Come prevenire la ticchiolatura attraverso la potatura?
    Una corretta potatura è fondamentale per prevenire la ticchiolatura. Si consiglia di eseguire interventi in primavera, estate e autunno per aprire la chioma e migliorare l'aerazione interna. L'obiettivo è far penetrare la luce solare e l'aria nelle zone più ombreggiate, riducendo l'umidità stagnante che favorisce lo sviluppo del fungo. Rimuovere i rami infetti durante le potature precedenti elimina inoltre gran parte delle spore presenti sulla pianta.
  • Quando effettuare i trattamenti anticrittogamici contro la ticchiolatura?
    I trattamenti a base di rame, come ossicloruro di rame o poltiglia bordolese, sono efficaci se applicati nei momenti giusti. Il primo intervento va effettuato in autunno o a fine inverno, prima della fioritura. Un secondo trattamento può essere eseguito alcuni mesi dopo la raccolta dei frutti. Questi periodi sono cruciali per proteggere la pianta dai focolai primaverili, quando clima fresco e umido favoriscono la diffusione del patogeno.
  • Cosa fare con le foglie e i rami infetti?
    Le foglie colpite da ticchiolatura, una volta cadute a terra, rappresentano un serbatoio di infezione per la stagione successiva. È essenziale raccoglierle e bruciarle, oppure smaltirle in modo da impedire al fungo di svernare nel suolo. Analogamente, i rami tagliati durante la potatura e risultati infetti devono essere eliminati tramite combustione. Questa pratica igienica riduce drasticamente la carica infettiva nel giardino.
  • Esistono varietà di nespolo resistenti alla ticchiolatura?
    Sì, la ticchiolatura colpisce prevalentemente il nespolo del Giappone (Eriobotrya japonica), specialmente nelle aree dell'Italia meridionale dove il clima è favorevole allo sviluppo del fungo. Esistono tuttavia varietà selezionate che mostrano una maggiore resistenza alla malattia. Scegliere cultivar tolleranti o resistenti è una strategia preventiva valida, da abbinare comunque a buone pratiche agronomiche come la potatura di aerazione e i trattamenti preventivi.

Scheda Tecnica

Eriobotrya japonica

Nome scientificoEriobotrya japonica
FamigliaRosaceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineAsia
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, fertile
IrrigazioneModerata, regolare
FiorituraInverno
AltezzaFino a 5-8 metri
ConcimazionePrimavera e autunno
PotaturaLeggera, post-raccolta o primavera
MoltiplicazioneSeme, margotte, innesto
Malattie e parassitiTicchiolatura (Fusicladium eriobotryae), afidi, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneMedia (sensibile a ticchiolatura in climi umidi)