compostaggio

Tecniche di giardinaggio

Compostaggio

Nessun bravo giardiniere, o comunque nessuno che voglia dedicarsi al giardinaggio può ritenersi bravo senza sapere l'ABC del mestiere ossia il compostaggio. Vediamo insieme in cosa consiste!

di Redazione

01 giugno 2018

Generalità

Tutti coloro che posseggono un giardino, anche piccolo, sanno bene quanti "rifiuti" verdi esso produca, soprattutto se è affiancato da un piccolo orto. E sanno anche quanto del tempo che dedicherebbero alle cure delle coltivazioni, deve essere speso invece per conferire alle isole ecologiche, o ai cassonetti, sacchi e sacchi di erba tagliata, rami, foglie, e magari anche di verdure o frutti troppo maturi, o estirpati per far posto ad altre colture. Il compostaggio ci permette di utilizzare questi rifiuti, che diventano materie prime, per produrre una discreta quantità di ottimo terriccio umifero; in questo modo il tempo impiegato per le "pulizie" del nostro giardino potrà ricompensarci, anche offrendoci del buon concime per il nostro giardino ed il nostro orto. Infatti, l'opportuno stoccaggio e trattamento di rami, foglie, erba, avanzi di cibo, bucce di frutta e verdura, permette a batteri, microrganismi e piccoli insetti di cibarsene, di svilupparsi e di decomporre le sostanze organiche presenti nei nostri rifiuti; dopo alcuni mesi il materiale organico così trattato diventerà una massa di microrganismi e di sostanze nutritive, chiamato compost, simile all'humus che possiamo trovare nel sottobosco: un terreno soffice, ben aerato e ricco di minerali, ottimo per le nostre colture.

Varianti

Prima di tutto è necessario scegliere il tipo di composter più adatto ai nostri scopi; quindi è il caso di valutare sia il tempo che solitamente dedichiamo al verde della nostra casa, sia la quantità di rifiuti che di solito il nostro giardino produce. Il cumulo: se il nostro giardino è grande avremo la possibilità di costituire un cumulo per il compostaggio, oppure una piccola zona, possibilmente rettangolare, delimitata da una rete a maglie fini o da un graticcio. E' consigliabile coprire il cumulo di compost con teli di tessuto non tessuto, o di iuta, per evitare l'incidenza diretta dei raggi del sole, e anche per limitare l'apporto di acqua dovuto alle piogge. Composter: si tratta di una campana, spesso in plastica, dotata di un'apertura superiore, per l'inserimento del materiale da compostare, e di un'apertura laterale, oppure di una saracinesca, per prelevare il compost maturo o per controllare l'andamento del compostaggio. Alcuni tipi di composter vengono distribuiti dai comuni, che garantiscono anche, a chi li utilizza, uno sconto sulle tariffe di smaltimento dei rifiuti. Bidoni: se il materiale che desideriamo compostare è poco, o se desideriamo attuare il compostaggio in uno spazio ristretto, potremo utilizzare dei bidoni, o delle cassette, opportunamente perforati, per permettere una migliore aerazione, e dotati di coperchio. In ogni caso è bene che i contenitori per il compostaggio siano privi di fondo, oppure con il fondo costituito da una grata, e che vengano posti a contatto con il terreno: in questo modo dal terreno del nostro giardino migreranno nel compost lombrichi e altri insetti che ne accelerano la decomposizione. Inoltre dovrebbero essere dotati di coperchio, in modo che la pioggia non ne alteri il contenuto. Per accelerare la decomposizione è anche meglio triturare il materiale che si desidera compostare, in modo che sia più facilmente digeribile dai batteri e dagli insetti.

compostaggio a caldo

Si intende "a caldo" il compostaggio di una grande quantità di materiale di scarto, almeno un metro cubo, che, decomponendosi, produce calore; al centro della massa di materiale organico la temperatura può raggiungere i 60° C. Posizione: per compostare al meglio grandi quantità di materiale dobbiamo seguire alcuni accorgimenti, per non rischiare che il nostro composter si riempia di materiale marcescente e maleodorante. Per evitare che il nostro compost si scaldi troppo o si secchi è opportuno posizionare il composter in un luogo semi ombreggiato, possibilmente in una zona coperta dai rami di una pianta caducifolia: in questo modo ovvieremo anche alla possibilità che in inverno il compost si raffreddi troppo. Aerazione: perché i batteri e i microrganismi si propaghino nei nostri rifiuti è bene che la presenza di ossigeno sia alta, altrimenti al loro posto si produrrebbero troppi batteri anaerobi, tipici della marcescenza, che producono nel nostro compost cattivo odore e composti tossici; per questo è opportuno che il primo strato del cumulo, o il fondo del contenitore, sia costituito da rami e foglie tritati grossolanamente, in modo che il compost resti sollevato dal terreno. Inoltre è buona norma mescolare i rifiuti più umidi, come l'erba, con altri più secchi, in modo che il materiale nel composter non si compatti troppo rapidamente, impedendo all'aria di circolare liberamente. Per migliorare l'aerazione e la miscelazione del materiale inserito nel composter si consiglia di intervenire periodicamente, almeno 2-3 volte nei primi due mesi, smovendo e rivoltando la massa di compostaggio con un forcone; se comunque dovessimo notare un rapido compattamento, almeno nelle prime settimane, è meglio praticare dei fori di aerazione nel compost per mezzo di un bastone. Umidità: per la corretta proliferazione dei batteri nel compost è necessario il giusto gradi di umidità; è bene quindi garantire una buona presenza di acqua, innaffiando il materiale inserito nel composter, oppure garantendo una buona quantità di materiale umido, come erba o scarti della pulizia di frutta e verdura. In un compost secco e in un compost zuppo di acqua i batteri muoiono e il nostro compostaggio fallisce. Per accertarsi del giusto grado di umidità del compost è sufficiente stringere in mano una manciata di materiale da compostare, questa dovrebbe soltanto inumidire il palmo della nostra mano; se sgocciola ci affretteremo ad inserire nel composter materiale secco, ad esempio segatura, se invece ci appare privo di umidità è bene annaffiarlo, oppure introdurre strisce di carta inumidite. Rapporto Carbonio/Azoto: per garantire una buona decomposizione è bene ricordare che i batteri proliferano meglio in un substrato molto ricco di Carbonio, presente nel legno, nella paglia, nella carta; è comunque necessario il giusto tenore di Azoto, presente ad esempio negli scarti di cucina, che deve essere presente in quantità assai minore rispetto al Carbonio. Il modo migliore per essere sicuri di mantenere il giusto rapporto Carbonio/Azoto consiste nel fare attenzione a mescolare il maggior numero di materiali di scarto, evitando la preponderanza di uno sugli altri. Enzimi: per assicurarci che la decomposizione avvenga nel mogliore dei modi possiamo anche aggiungere nel composter degli enzimi, dispinibili in commercio, che accelerano la maturazione del compost migliorandone la "digestione" da parte dei batteri ed eliminando nel contempo eventuali odori sgradevoli.

compostaggio a freddo

Se disponiamo di poco spazio, ma vogliamo cimentarci nel compostaggio, possiamo farlo anche su un balcone o in cantina, in piccoli contenitori, avverrà il compostaggio a freddo, per il quale è utile seguire tutti gli accorgimenti di quello a caldo, ricordandoci di stare molto attenti all'umidità, ma anche a non introdurre semi di piante infestanti o malate, per evitare poi di spargere con il nostro compost malattie e semi. Possiamo anche avvalerci dell'aiuto prezioso dei lombrichi: è sufficiente porli in un contenitore ben aerato e coperto, con fogli di carta inumiditi, avanzi di cucina e un po' di terra; posizionare il contenitore in un luogo ombreggiato e ci aiuteranno a decomporre il materiale organico, generando un ottimo humus per i nostri vasi.

Tipi di composter

Materiali che si possono inserire in un composter - Rami e foglie, opportunamente triturati. - Erba, possibilmente secca, per evitare che compatti troppo il materiale nel composter. - Gusci d'uova, possibilmente tritati, in modo che vengano decomposti più facilmente. - Avanzi di cibo cotto; è bene aggiungerne in quantità esigua, per evitare che attirino topolini o mosche. - Avanzi di frutta e verdura, bucce, scarti. - Fiori secchi. - Erbacce estirpate dal giardino; per evitare che i semi rimangano vivi nel compost è bene inserirli al centro della massa da compostare, in modo che raggiungano le temperature maggiori. - Fondi ti caffè e tè. - Carta, possibilmente non stampata. - Cenere di legna, in piccola quantità. - Aghi di pino, ricordandoci che abbassano il ph del compost. Materiale da non mettere nel composter - Qualsiasi tipo di materiale plastico. - Cenere di carbone. - Contenitori in tetrapak. - Carta stampata, anche se a volte alcuni fogli di giornale possono essere utili. - Vetro. - Ceramica. - Alluminio e metalli in genere. - Ossa; il tempo necessario a decomporle è troppo alto. - Tessuti sintetici o comunque tinti.

Come utilizzare il composter

Dopo 6-9 mesi il nostro compost è maturo e può essere utilizzato togliendolo dal lato del contenitore, che continueremo a riempire, ricordandoci di rimescolare ogni tanto il nuovo materiale inserito. Il terriccio che otterremo è fertile e profuma di sottobosco (se è maleodorante qualcosa è andato storto nel compostaggio!), possiamo utilizzarlo come concime per le piante del giardino, per i vasi, nelle buche delle nuove piante da mettere a dimora. Se siamo particolarmente frettolosi potremo cominciare ad utilizzare il compost quando è ancora fresco, dopo 2-3 mesi, anche se la sua qualità è sicuramente inferiore a quella del compost maturo. Prima di utilizzare il compost per lo scopo che preferiamo è bene setacciarlo, con un vaglio a maglie abbastanza larghe, in modo da evitare di distribuire per il nostro giardino pezzetti di legno o grumi di compost non ancora perfettamente decomposto.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra compostaggio a caldo e a freddo?
    Il compostaggio a caldo richiede volumi superiori a un metro cubo, generando temperature fino a 60°C che sterilizzano il materiale e accelerano la decomposizione grazie ai batteri termofili. È ideale per grandi quantità di scarti di giardino. Al contrario, il compostaggio a freddo avviene in spazi ridotti (balconi, cantine) o con pochi rifiuti, mantenendo temperature ambientali più basse. Richiede tempi più lunghi e attenzione costante all'umidità, permettendo spesso l'utilizzo dei lombrichi per la degradazione della materia organica.
  • Come capire se il compost ha raggiunto il giusto livello di umidità?
    Per verificare l'equilibrio idrico, prendi una manciata di materiale dal centro del cumulo e stringila nel pugno. La consistenza ideale è quella in cui il composto forma un grumo compatto ma, aprendo la mano, non gocciola acqua e inumidisce solo leggermente il palmo. Se fuoriescono gocce, il compost è troppo bagnato: aggiungi materiali secchi come foglie morte, cartone o segatura. Se si sbriciola immediatamente, è troppo secco: annaffialo o incorpora scarti verdi umidi.
  • Cosa non bisogna assolutamente mettere nel compost domestico?
    Sono vietati materiali sintetici e non biodegradabili come plastica, vetro, ceramica, metalli e tessuti tinti. Evita anche cenere di carbone (può contenere sostanze nocive), carta stampata colorata (inchiostri tossici) e ossa (decompongono troppo lentamente). Non inserire mai piante malate, semi di infestanti freschi o avanzi di carne e latticini, poiché attirano animali indesiderati e favoriscono odori sgradevoli e batteri patogeni. I rifiuti di cucina cotti vanno usati con estrema moderazione.
  • Quanto tempo serve per ottenere un compost maturo e pronto all'uso?
    I tempi variano in base al metodo scelto. Con il compostaggio a caldo, gestito correttamente con rivoltamenti periodici, il processo richiede generalmente da 6 a 9 mesi per arrivare a completa maturazione. È possibile anticiparne l'uso dopo 2-3 mesi, ottenendo un compost 'fresco' meno stabile. Nel compostaggio a freddo, i tempi sono significativamente più lunghi, potendo richiedere anche oltre un anno. Un compost maturo ha colore scuro, odore di sottobosco e struttura omogenea.
  • Qual è il corretto rapporto Carbonio/Azoto per un compostaggio efficace?
    I microrganismi necessitano di un equilibrio tra Carbonio (fonte energetica) e Azoto (nutriente per la crescita batterica). Materiali ricchi di Carbonio includono foglie secche, rami, carta non stampata e paglia. Materiali azotati sono erba fresca, scarti di frutta/verdura e fondi di caffè. Il rapporto ideale tende verso un maggiore apporto di Carbonio. Mescola sempre materiali 'verdi' (umidi/azotati) con materiali 'marroni' (secchi/carboniosi) per evitare compattazione, cattivi odori e arresto del processo fermentativo.