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Il mirto è un arbusto tipico della zona mediterranea che non supera il metro di altezza e che cresce spontaneamente nelle zone costiere e nel sud d'Italia. Utilizzato in alcuni casi per il particolare aroma, il mirto quando viene coltivato al nord deve essere riparato nel periodo più freddo dell'inverno.

di Redazione

07 settembre 2011

Indice:

Il mirto è una tipica pianta aromatica mediterranea; sviluppa un piccolo arbusto denso e compatto, che in genere non supera i 70-90 cm di altezza, mantenendosi spesso di dimensioni molto più contenute. Si coltiva in un luogo ben soleggiato, in un terreno fresco e molto ben drenato. Il mirto non teme il sole, il caldo estivo, la siccità; teme invece gli eccessi di acqua e il gelo molto intenso e prolungato. Se posto a dimora in un luogo con inverni molto rigidi è consigliabile coprirlo in inverno con agritessuto, e a primavera è consigliabile asportare i rami rovinati dal gelo. Con il passare degli anni gli esemplari coltivati tendono a divenire disordinati, e si spogliano di rami e foglie nella zona bassa del fusto; per questo motivo è consigliabile potare l'arbusto almeno ogni due anni, dopo la fioritura. Le annaffiature sono necessarie solo per gli esemplari da poco a dimora, negli anni successivi la pianta si accontenta delle piogge.

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Domande frequenti

  • Come devo proteggere il mirto durante l'inverno nelle zone fredde?
    Il mirto teme il gelo intenso e prolungato. Nelle zone del Nord Italia o dove le temperature scendono sotto i -5/-10°C, è fondamentale proteggere la pianta. Copri il cespuglio con agritessuto traspirante, evitando materiali plastici che possono causare condensa e marcescenza. In caso di gelate severe, rimuovi a primavera i rami secchi o danneggiati per favorire la ripresa vegetativa.
  • Quanto spesso devo innaffiare il mirto?
    Le irrigazioni sono necessarie principalmente nei primi mesi dopo la messa a dimora per permettere l'attecchimento. Una volta stabilita, la pianta adulta è molto resistente alla siccità e si accontenta quasi esclusivamente delle acque piovane. Evita assolutamente i ristagni idrici, poiché il mirto soffre moltissimo l'eccesso di umidità nel terreno, che può portare rapidamente al marciume radicale.
  • Quando e come potare il mirto?
    La potatura va effettuata preferibilmente dopo la fioritura, generalmente in tarda estate o inizio autunno. L'obiettivo è contenere la forma e ringiovanire la pianta, poiché col tempo tende a spogliarsi alla base e a diventare disordinata. Intervieni ogni due anni circa, eliminando i rami vecchi, quelli incrociati o rovinati, tagliando appena sopra una foglia sana per stimolare la nuova crescita.
  • Che tipo di terreno preferisce il mirto?
    Il mirto richiede un terreno fresco ma soprattutto molto ben drenato. Predilige substrati sciolti, ricchi di materia organica e con pH leggermente acido o neutro. Non tollera i terreni pesanti, argillosi e compatti dove l'acqua ristagna. Se il tuo suolo è troppo compatto, miglioralo aggiungendo sabbia o pomice prima della piantumazione per garantire un corretto deflusso dell'acqua.

Scheda Tecnica

Myrtus communis

Nome scientificoMyrtus communis
FamigliaMyrtaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineMediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoFresco, sciolto, molto ben drenato
IrrigazioneModerata, essenziale solo all'impianto; poi solo piogge
FiorituraEstate (bianca/rosea)
Altezza70-90 cm (fino a 2m in natura)
ConcimazioneLeggera, a base di organico o concime specifico per piante acidofile/maceriche
PotaturaLeggera, post-fioritura, ogni 2 anni per ringiovanimento
MoltiplicazioneSemina, talea legnosa o semilegnosa
Malattie e parassitiCocciniglie, afidi, marciumi radicali da ristagno idrico
Difficoltà di coltivazioneFacile, rustica ma sensibile al freddo intenso e ai ristagni