Pigna

Domande e Risposte Bonsai

Pino espiantato

I pini neri sono conifere tipiche del paesaggio mediterraneo; hanno uno sviluppo abbastanza equilibrato, e danno origine ad alberi alti fino a 12-15 m

di Redazione

08 ottobre 2013

Domanda : Pino espiantato

Salve a tutti. Nel mese di novembre, previo consenso del proprietario ,ho estirpato dalla natura un alberello di pino nero avente circa 4-5anni di età ,l'ho posto in vaso non molto grande ma adatto a contenere le sue radici. Vorrei trattarlo in modo da ottenere un bonsai. Ora vorrei domandarvi se è normale che non ha emesso germogli?? Cioè è normale che a distanza di 10 mesi questo sia entrato in una sorta di dormienza??comunque vorrei specificare che gli aghi rimasti sono verdi ad esclusione di alcuni e che ho provato a scortecciare leggermente il tronco e la parte è verde quindi la pianta posso dire che è ancora viva. Come potrei stimolarla a emettere germogli?? O meglio come dovrei comportarmi? Grazie in anticipo

Risposta : Pino espiantato

Gentile Domenico, estirpare un piccolo albero dal terreno in cui è nato, o dove è a dimora da qualche anno, per porlo in vaso, è sempre un evento traumatico per una pianta: per quanto si cerchi di fare con cura, l’operazione di espianto sicuramente va a rovinare parte dell’apparato radicale; se aggiungi a questo, il fatto che un piccolo pino ancora nel pieno del suo sviluppo è stato posizionato in un vaso, puoi facilmente capire che il tuo pino non si trova nelle condizioni ideali di sviluppo. Sicuramente la pianta non sta malissimo, visto che ha ancora aghi verdi, ma il fatto che sia completamente senza alcun germoglio, significa chiaramente che non ha ancora attecchito. Il motivo potrebbe essere semplicemente l’esiguità del pane di radici estratto dal terreno: prima di germogliare e produrre nuovo fogliame, la pianta dovrà ricostituire il suo apparato radicale, o almeno una quantità accettabile di radici; considera che per una pianta produrre nuove radici è un vero e proprio lavoro, ed è possibile che lo sviluppo dei germogli rimanga fermo per tutta la stagione vegetativa, o almeno fino a quando la pianta non avrà attecchito completamente. In effetti il fatto che il tuo pino non sia completamente disseccato, di per sé è una buona notizia, perché è spesso difficile far sopravvivere questi alberi all’espianto; quindi ora come ora non ti resta che cercare di promuovere la vegetazione del pino, coltivandolo nel modo migliore possibile. Quindi posizionalo in una zona ben soleggiata, ma evitando i luoghi privi di ventilazione, e annaffialo regolarmente, evitando però di lasciare il terreno sempre inzuppato di acqua; per favorire il drenaggio del terriccio nel vaso, mescolalo con un po’ di sabbia grossolana, in modo che permetta all’acqua di scivolare via rapidamente. Controlla anche che il tuo pino non venga attaccato dagli insetti, perché un parassita, in questo momento delicato della sua vita, potrebbe causare danni ingenti, ed irrecuperabili. Quindi, prima di pensare a come bonsaizzare questo alberello, risulta fondamentale cercare di farlo riprendere dallo stress del trapianto; sicuramente anche l’utilizo di un buon fertilizzante per piante in vaso può aiutare, magari anche una dose di quei prodotti che funzionano da attivatori metabolici, che vengono utilizzati appunto in momenti di stress vegetativo.

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Domande frequenti

  • Perché il mio pino nero espiantato non emette nuovi germogli dopo mesi?
    L'espianto è un trauma grave che danneggia le radici. La pianta prioritariamente investe energie nella ricostruzione dell'apparato radicale piuttosto che nella produzione di foglie. Se il pane di radici era esiguo, la fase di recupero può durare tutta la stagione vegetativa. Il fatto che gli aghi siano ancora verdi indica che la pianta è viva ma in dormienza fisiologica dovuta allo stress, non necessariamente morta.
  • Come verificare se il pino espiantato è ancora vivo?
    Controlla lo stato degli aghi: se restano verdi (anche se alcuni secchi sono normali), c'è speranza. Un test più affidabile è grattare delicatamente la cortezza del tronco o di un ramo sottile: sotto la corteccia il tessuto deve essere verde e umido. Se è marrone e secco, quella parte è morta. Non esagerare con le verifiche per non aggiungere stress alla pianta.
  • Qual è il metodo corretto per annaffiare un pino in fase di recupero?
    Annaffia regolarmente per mantenere il substrato leggermente umido, ma mai zuppo. I pini soffrono terribilmente i ristagni idrici che causano marciume radicale. È fondamentale usare un terriccio ben drenante, eventualmente miscelato con sabbia grossolana, per garantire che l'acqua in eccesso defuisca rapidamente. Lasciare asciugare leggermente la superficie tra un'annaffiatura e l'altra aiuta a prevenire patologie fungine.
  • Posso concimare subito un pino appena espiantato per stimolarlo?
    Con cautela. Una concimazione bilanciata per piante in vaso o specifici attivatori metabolici possono supportare la ripresa, ma solo se la pianta ha iniziato a mostrare segni di attecchimento. Evita fertilizzanti forti nelle prime settimane post-trapianto per non bruciare le radici fragili. L'obiettivo principale è stabilizzare la pianta; la crescita vigorosa arriverà solo dopo che l'apparato radicale si sarà ripristinato.

Scheda Tecnica

Pinus nigra

Nome scientificoPinus nigra
FamigliaPinaceae
Tipo di piantaConifera sempreverde
OrigineMediterranea / Europa meridionale
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, sabbioso, pH neutro-acido
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni idrici
FiorituraStrobili maschili e femminili primaverili
AltezzaFino a 12-15 metri
ConcimazioneFertilizzante specifico per conifere/bonsai, attivatori metabolici in caso di stress
PotaturaInterventi minimi, solo per forma dopo l'attecchimento
MoltiplicazioneSeme, margotta, innesto
Malattie e parassitiCocciniglie, ragnetto rosso, funghi radicali da eccesso d'acqua
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (sensibile allo stress da trapianto/espianto)