clorosi

Parassiti e Malattie

Clorosi

Alcune malattie famose per la loro diffusione come la clorosi devono essere conosciute da tutti coloro che si reputano appassionati di giardinaggio. Impariamo insieme a riconoscerle...

di Redazione

04 maggio 2018

Indice:

Generalità

Questa malattia non è causata da un agente patogeno, ma da carenze nutrizionali della pianta, in particolare si presenta quando la pianta non riesce a svolgere al meglio la fotosintesi della clorofilla a causa della scarsa o assente assimilazione di ferro e microelementi dal terreno. Questo può avvenire sia per un eccesso di calcare nel terreno, si per mancanza di ferro, potassio, zinco o azoto. I sintomi sono costituiti da un progressivo ingiallimento delle foglie, le cui nervature rimangono di un colore più scuro, e dal deperimento della pianta, che spesso non riesce a fiorire e a produrre frutti, e che comunque cresce in maniera stentata. E' utile intervenire, anche tempestivamente, somministrando ferro chelato alla pianta, in modo da favorire l'assorbimento di questo microelemento da parte delle piante; in seguito è opportuno mantenere il terreno ben arieggiato, e ricco di sostanza organica, al fine di evitare eventuali ricomparse della clorosi. Le piante più spesso colpite da clorosi ferrica sono: azalea, cotogno, fragola, glicine, lampone, lauroceraso, ortensia, pesco, rododendro, rosa. Nel caso di piante, come l'azalea, il rododendro o l'ortensia, che amano i terreni particolarmente acidi è opportuno utilizzare un terreno di questo tipo sia in giardino, interrandolo nella buca prima della messa a dimora della pianta, sia in vaso; in questo modo, e con opportune concimazioni a base di concimi specifici per piante acidofile, scongiureremo la comparsa di clorosi ferrica. Nel caso in cui le nostre piante siano già state colpite da clorosi è opportuno aggiungere all'acqua di irrigazione dei concimi cosiddetti rinverdenti, che apporteranno al terreno i microelementi di cui è carente.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra clorosi e altre malattie fogliari?
    La clorosi non è causata da un agente patogeno infettivo, ma da carenze nutrizionali. Si manifesta principalmente con un progressivo ingiallimento delle foglie mentre le nervature restano verdi. Questo sintomo indica che la pianta non riesce ad assorbire correttamente il ferro o altri microelementi essenziali per la fotosintesi, spesso a causa di un pH del terreno troppo alto o di una mancanza specifica di nutrienti.
  • Come si cura la clorosi ferrica nelle piante acidofile?
    Per piante come azalee, rododendri e ortensie, è fondamentale garantire un terreno acido. In fase di messa a dimora, usa terriccio specifico per acidofile. In seguito, applica concimi specifici per queste piante e, in caso di sintomi già visibili, aggiungi ai ferri chelati o concimi rinverdenti nell'acqua di irrigazione per ripristare rapidamente l'assorbimento del ferro.
  • Quali piante sono più soggette a sviluppare clorosi?
    Le specie più sensibili includono azalea, cotogno, fragola, glicine, lampone, lauroceraso, ortensia, pesco, rododendro e rosa. Queste piante mostrano facilmente i sintomi di carenza di ferro, specialmente se coltivate in terreni calcarei o poveri di sostanza organica. La prevenzione attraverso la corretta gestione del suolo è cruciale per queste varietà.
  • Cosa fare per prevenire la ricomparsa della clorosi?
    Per evitare recidive, mantieni il terreno sempre ben arieggiato e arricchito di sostanza organica. Una buona struttura del suolo favorisce l'assorbimento radicale. Inoltre, monitora il pH e integra regolarmente con fertilizzanti contenenti microelementi, evitando accumuli di calcare che bloccano l'assimilazione del ferro. L'intervento tempestivo con ferro chelato è essenziale quando compaiono i primi ingiallimenti.