pianta che ha preso freddo

Malattie piante appartamento

Come far riprendere una pianta che ha sofferto il freddo

Gli sbalzi di temperatura i colpi di freddo sono dannosi per molte piante, basta un cambio d'aria in pieno inverno che le foglie delle piante iniziano ad ingiallirsi.

di Redazione

16 ottobre 2018

Pianta che ha sofferto il freddo

I danni da freddo possono essere legati a circostanze diverse. Distinguiamo innanzitutto le specie coltivate in interni (o molte succulente) da quelle più propriamente “da giardino” e quindi tenute all’esterno, magari in piena terra. Le prime sono di solito molto più delicate perché originarie delle aree tropicali o equatoriali del nostro pianeta: ciò significa che, nella maggior parte dei casi, i primi danni si evidenziano già quando si scende sotto i 10°C. Le altre, se scelte con oculatezza al momento della progettazione, dovrebbero invece essere adatte al nostro clima. In questo caso i danni sono dovuti in alcuni casi ad annate particolarmente fredde oppure a gelate tardive, quando la pianta era già in ripresa vegetativa. Ecco qualche suggerimento su come affrontare queste evenienze.

Piante da interno: solo qualche scolorimento

Molti di noi sono abituati, durante la bella stagione, a mettere all’esterno le piante d’appartamento: grazie la pioggia “naturale” e all’intensa illuminazione le spinge a crescere velocemente, donandoci grandi soddisfazioni. Può capitare però che il freddo, soprattutto notturno, arrivi improvvisamente causando bruciature fogliari e disseccamenti. In queste circostanze un errore comune consiste nello spostare repentinamente gli esemplari in un locale molto caldo: questi cambiamenti drastici per loro non sono che uno stress ulteriore. Bisogna invece agire gradualmente mettendole prima in un locale con temperatura costante sui 15 C° e, prima di ulteriori spostamenti, attendere un minimo di ripresa. Importante è irrigare spesso, ma leggermente: il freddo, specie se associato al vento, causa disidratazione. Sospendiamo invece le concimazioni.

Piante da interno: danni estesi

Danni più seri si possono evidenziare se la pianta è stata esposta a temperature notevolmente più basse rispetto a quelle che può tollerare, magari per un lungo periodo. La compromissione qui si estende anche steli o rami che appariranno molto molli o secchi. Anche in questo caso consigliamo di agire con gradualità: portiamo gli esemplari in un locale temperato (poco al di sopra della loro soglia di tolleranza), ma molto luminoso. Resistiamo alla tentazione di tagliare: potremmo compromettere i tessuti oltre a stimolare anticipatamente la ripresa vegetativa. Eliminiamo solo le foglie compromesse ed eventuali parti molli. Aspettiamo almeno un mese e mezzo, irrighiamo leggermente e monitoriamo una eventuale ricrescita. Se non dovesse esserci proviamo a tagliare fino a quando non vediamo all’interno del tessuto verde o eventualmente fino alla base, attendendo poi ancora almeno un mese.

Piante da estero: danni leggeri

Come abbiamo detto può capitare che il freddo intenso, specie se tardivo, danneggi alberi o cespugli considerati anche completamente rustici. Nei casi meno gravi risultano compromesse solo foglie e porzioni apicali dei rami: evitiamo assolutamente di tagliare precocemente. Il più delle volte la pianta si riprenderà autonomamente: elimineremo queste parti danneggiate solo quando la ripresa vegetativa sarà ben avviata e, soprattutto, quando le temperature (specialmente quelle minime) saranno ampiamente e stabilmente sopra lo zero. Anche in questo caso è fondamentale irrigare con una certa frequenza: il gelo, e soprattutto il vento freddo, debilitano moltissimo tutte le piante perché causano forte disidratazione. A primavera avviata (aprile) somministriamo un concime equilibrato (ideale un NPK 15-15-15) con una buona dotazione di microelementi.

Piante da esterno: danni gravi

Non è raro che, in inverni particolarmente rigidi, si evidenzino morie o danneggiamenti molto estesi. In alcuni casi non è che il colpo di grazia per esemplari che erano già compromessi. Sempre più spesso però si tratta di piante non totalmente acclimatate, adatte agli inverni temperati degli ultimi anni, ma non a stagioni particolarmente rigide, che periodicamente si ripresentano. Anche nel caso la pianta risultasse completamente secca non dobbiamo disperare: il più delle volte è morta solamente la parte aerea. Non ci resta che aspettare con pazienza la primavera inoltrata: in molti casi vi saranno nuovi getti dal basso. A quel punto possiamo intervenire potando anche drasticamente: eliminiamo tutto il secco o accorciamo i rami fino a quando non si evidenzi un nucleo verde. Naturalmente sono di grande aiuto le irrigazioni e, in seguito, una buona concimazione.

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Domande frequenti

  • Cosa fare subito dopo che una pianta da interno ha subito un colpo di freddo?
    Evita di spostare immediatamente la pianta in ambienti molto caldi, poiché lo shock termico aggraverebbe lo stress. Spostala gradualmente in un locale con temperatura costante intorno ai 15°C e ben illuminato. È fondamentale irrigare spesso ma in piccole quantità, dato che il freddo e il vento causano disidratazione. Sospendi temporaneamente qualsiasi concimazione fino a quando la pianta non mostra segni chiari di ripresa vegetativa.
  • Quando posso potare le parti danneggiate dal gelo sulle piante da interno?
    Non tagliare subito le parti molli o secche. Attendi almeno un mese e mezzo osservando se la pianta emette nuova crescita. Se non vedi segni di vita, prova a tagliare lentamente verso l'interno del ramo finché non trovi tessuto verde sano. Se anche la base è compromessa, aspetta ancora un mese. Tagliare prematuramente potrebbe stimolare una ripresa vegetativa anticipata che esporrebbe la pianta a nuovi rischi.
  • Devo potare subito gli arbusti da esterni danneggiati dalle gelate primaverili?
    Assolutamente no. Evita di tagliare precocemente foglie e punte dei rami danneggiate. La pianta tende a riprendersi autonomamente: elimina le parti morte solo quando la ripresa vegetativa è ben avviata e le temperature minime sono stabilmente sopra lo zero. Tagliare troppo presto potrebbe rimuovere germogli che sembrano morti ma potrebbero risvegliarsi. Irriga frequentemente per contrastare la disidratazione causata dal vento freddo.
  • Una pianta da esterno sembra completamente secca: è morta definitivamente?
    Spesso non è così. In inverni rigidi, può morire solo la parte aerea mentre le radici restano vitali. Non disperare e attendi la primavera inoltrata: spesso compaiono nuovi getti dal basso. Solo allora potrai intervenire con una potatura drastica, eliminando tutto il secco fino a trovare tessuto verde. Supporta la ripresa con irrigazioni regolari e, successivamente, con una concimazione equilibrata ricca di microelementi.