piante grasse

Domande e Risposte piante Grasse

Terriccio piante grasse

Il terriccio è molto importante per la coltivazione di piante, in quanto è la prima cosa da sapere quando si decide di prendersi cura di loro; scopriamo insieme le varie tipologie.

di Redazione

29 maggio 2018

Habitat e caratteristiche specifiche

Il mondo delle “piante grasse” è vasto e vario: provengono da ambienti simili, anche se in zone lontane geograficamente. Nonostante ognuna abbia esigenze diverse, che andrebbero approfondite singolarmente per ottenere i migliori risultati, per il neofita possiamo impostare un discorso più generale in maniera che prenda confidenza senza causare troppi danni. Le succulente, come bisognerebbe chiamarle, crescono in ambienti aridi sia dal punto di vista climatico sia per quanto riguarda il suolo. Si sono adattate alla vita su terreni sassosi, pareti rocciose oppure su suoli particolarmente sabbiosi e drenanti e, in ogni caso, poveri di nutrienti. Hanno sviluppato un metabolismo che permette loro di immagazzinare acqua nei tessuti. Questi sono diventati particolarmente coriacei per evitare un’eccessiva traspirazione.

Indicazioni generali per il substrato

Per ottenere ottimi risultati dovremo simulare il più possibile quelle condizioni. Le temperature non dovranno mai essere troppo basse e l’esposizione soleggiata. Per quanto riguarda il substrato è importante che sia composto da elementi di grande granulometria, molto ben aerato e che quindi garantisca un ottimo drenaggio. Bisogna evitare assolutamente che vi sia una forte concentrazione di argille: sono la causa principale di ristagno idrico, cui sono legati i marciumi. Evitiamo anche i terricciati troppo ricchi in materia organica o in concimi sintetici: le succulente sono a crescita lenta e non ne hanno bisogno. Al contrario potrebbero favorire l’insorgere di patologie o attirare maggiormente parassiti (come le cocciniglie).

Componenti “base”

Analizziamo però con più attenzione i singoli componenti e introduciamone alcuni più particolari, disponibili di solito nei vivai specializzati o nei magazzini edili. Prima di tutto c’è la terra da giardino: è senz’altro migliore del terriccio che si trova in commercio perché è strutturata e ricca di microorganismi che vivono in simbiosi con le radici. Una piccola parte andrebbe sempre aggiunta ai vasi: in questo caso però, per deciderne la percentuale, è importante valutare quanto sia argillosa (bagniamola e vediamo se diventa simile a “plastilina”). A seconda di questo parametro mescoliamola con del terriccio acquistato: di solito si ottiene da compost vegetale e una percentuale di torba. Evitiamo quelli dove quest’ultima componente è predominante: a lungo andare diventa un materiale inerte, simile al feltro, che si riscalda troppo facilmente.

Elementi “drenanti”

Sotto questo aspetto è fondamentale la sabbia: favorisce il drenaggio e aiuta allo stesso tempo a mantenere fresche le radici. Scegliamo sempre quella di fiume, di grossa granulometria: presso i rivenditori di materiale edile troveremo grandi sacchi a prezzi abbordabili. La pozzolana è il materiale ideale per aerare il substrato e favorire ancor di più il drenaggio. Si tratta di una roccia vulcanica simile a ghiaietto. Nei magazzini edili si trova facilmente: scegliamo quella di piccola granulometria. La perlite è anch’essa una roccia vulcanica, ma ha subito un processo di “soffiatura” : è inerte e molto leggera. Anch’essa può essere usata per rendere il substrato fresco, ma drenante. Si acquista nei vivai.

Come comporre un substrato “base”per succulente

Nei vivai è facile trovare un prodotto specifico che si adatterà discretamente alle nostre esigenze. È però vero che volendosi cimentare con questo tipo di coltura è bene prendere da subito confidenza con i singoli componenti: il vantaggio è l’esperienza, ma non dimentichiamo che acquistando singolarmente le parti spesso si ha un risparmio economico e risultati migliori. Le prime volte sarà sufficiente mescolare il 75% di terriccio universale (e poca terra da giardino) e il 25% di sabbia, cui aggiungeremo un po’ di pozzolana o perlite. Importante è la stratificazione del vaso: sul fondo ci vuole uno strato drenante di pozzolana e poi la pianta con il terriccio preparato in precedenza. Intorno al colletto creiamo uno strato da almeno 5 mm di sabbia: eviteremo marciumi. Scegliamo sempre contenitori in terracotta perché garantiscono la traspirazione.

Altre formulazioni

Si possono fare però anche mix diversi. Una formula rapida che funziona abbastanza bene consiste nel mescolare terriccio universale e sabbia in ugual misura: è adatta soprattutto nelle regioni più umide. Con parti uguali di terra da giardino, sabbia o pozzolana e terriccio universale si ottengono buoni risultati su quasi tutte le succulente, a patto che la prima sia di buona qualità e non troppo argillosa. Infine, appassionandoci ulteriormente, potremo creare mescole ad hoc, informandoci prima sulle specifiche esigenze delle nostre succulente o cactacee. In particolare andremo a modulare meglio la presenza delle componenti che abbiamo già citato, ma potremo prendere in considerazione anche materiali più specifici quali torba scura, bionda o vermiculite.

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Domande frequenti

  • Qual è la composizione ideale del terriccio per le piante grasse?
    Un buon substrato deve essere altamente drenante e povero di nutrienti. Una miscela base efficace prevede il 75% di terriccio universale (con poca terra da giardino) e il 25% di materiale drenante come sabbia di fiume, pozzolana o perlite. In alternativa, per regioni umide, si può usare una mistura 50/50 di terriccio universale e sabbia. L'importante è evitare l'eccesso di torba e argilla, preferendo invece terra da giardino non argillosa e materiali inerti leggeri.
  • Perché le piante grasse temono l'argilla nel terreno?
    L'argilla trattiene fortemente l'acqua, creando un ambiente saturo che impedisce il drenaggio. Questo provoca ristagni idrici radicali, portando inevitabilmente a marciumi e morte della pianta. Le succulente provengono da ambienti aridi e si sono adattate a terreni sassosi o sabbiosi; pertanto, qualsiasi componente del substrato deve garantire massima aerazione e rapido smaltimento dell'umidità in eccesso.
  • Come preparare il vaso per prevenire i marciumi?
    La stratificazione è fondamentale. Sul fondo del vaso, preferibilmente in terracotta per la sua traspirabilità, va inserito uno strato drenante di pozzolana. Successivamente si inserisce la pianta con il substrato preparato. Infine, intorno al colletto della pianta, si crea uno strato superficiale di almeno 5 mm di sabbia. Questo strato protegge la base della pianta dall'umidità residua e previene i marciumi.
  • È meglio usare terriccio commerciale o terra da giardino?
    La terra da giardino è generalmente superiore perché strutturata e ricca di microorganismi benefici, a patto che non sia troppo argillosa. Se si usa terra da giardino, va mescolata con terriccio universale e materiali drenanti. I terricci commerciali vanno scelti con cautela: evitare quelli con predominanza di torba, che diventa inerte e trattien troppa acqua. Meglio optare per miscele leggere e ben aerate.
  • Quali materiali drenanti sono consigliati per le succulente?
    I materiali ideali sono la sabbia di fiume (di grossa granulometria), la pozzolana (roccia vulcanica simile a ghiaietto) e la perlite (roccia vulcanica sofffiata, leggera e inerte). Tutti questi elementi favoriscono il drenaggio, mantengono le radici fresche e migliorano l'aerazione del substrato. La pozzolana e la perlite sono particolarmente efficaci per evitare il compattamento del terreno nel tempo.