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pitosforo

Tra le piante utilizzabili come siepi il pittosforo ha sicuramente un posto di rilievo. Non soffre di particolari malattie e resiste bene anche ad inverni molto freddi e questa sua rusticità è la caratteristica alla base della sua grande diffusione.

di Redazione

17 luglio 2018

Indice:

Arbusto di dimensioni medie o grandi, la specie più diffusa in Italia è il pitosforo tobira; ha foglie sempreverdi, di forma spatolata, che si sviluppano a mazzetti, lucide e leggermente coriacee; si tratta di un arbusto rustico e vigoroso, che tende ad adattarsi anche in condizioni di coltivazione non ideali. In ogni caso è consigliabile posizionare il pitosforo in luogo ben soleggiato, predilige terreni ricchi e profondi, molto ben drenati, in quanto gli eccessi di acqua tendono a favorire lo sviluppo di marciumi radicali; evitiamo di annaffiare la pianta in modo eccessivo, ma in ogni caso interveniamo con le annaffiature durante i mesi più caldi dell'anno, soprattutto in caso di esemplari coltivati in vaso o durante periodi di particolare siccità. La pianta produce picccoli fiori, all'apice dei rami, delicatamente profumati; le potature si effettuano dopo la fioritura, accorciando la chioma intera di circa un terzo, in modo da rendere l'arbusto più denso e compatto

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per potare il pitosforo?
    La potatura del pitosforo deve essere eseguita rigorosamente dopo la fase di fioritura. L'intervento consiste nell'accorciare l'intera chioma di circa un terzo. Questa pratica è fondamentale per mantenere l'arbusto denso e compatto, stimolando una nuova crescita vegetativa sana e garantendo una forma ordinata, ideale se la pianta viene utilizzata come siepe ornamentale.
  • Il pitosforo tollera il freddo intenso?
    Sì, il pitosforo è un arbusto particolarmente rustico e resistente. Resiste bene anche agli inverni molto freddi, il che ne facilita la coltivazione in molte zone climatiche italiane. Questa sua capacità di sopportare basse temperature, unita alla scarsa sensibilità verso malattie specifiche, contribuisce alla sua ampia diffusione nei giardini privati e pubblici.
  • Come devono essere irrigati i pitosfori?
    È essenziale evitare l'eccesso di acqua, poiché i ristagni favoriscono pericolosi marciumi radicali. Le annaffiature vanno effettuate principalmente durante i mesi estivi più caldi, specialmente per piante in vaso o in periodi di siccità prolungata. Il terreno deve essere sempre ben drenato; in primavera ed estate, mantenere un'umidità regolare ma mai stagnante.
  • Che tipo di esposizione luminosa preferisce il pitosforo?
    Sebbene sia un arbusto adattabile, il pitosforo cresce meglio se posizionato in un luogo ben soleggiato. Predilige esposizioni che garantiscano molte ore di luce diretta. Tuttavia, grazie alla sua natura vigorosa, tende ad adattarsi anche a condizioni di coltivazione non perfettamente ideali, purché il substrato sia ricco e profondamente drenato.

Scheda Tecnica

Pittosporum tobira

Nome scientificoPittosporum tobira
FamigliaPittosporaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineAsia orientale (Cina, Giappone)
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoRicco, profondo, molto ben drenato
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate (primaverile)
AltezzaFino a 3-4 metri
PotaturaDopo la fioritura, tagliare un terzo della chioma
Malattie e parassitiResistente, soggetta a marciumi radicali solo per eccesso d'acqua
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, rustico e vigoroso