rododendro

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Il genere rododendro è composto da un ampio numero di specie ma quelle coltivate sono principalmente piante di origine asiatica, in grado di assicurare una fioritura più prolungata rispetto a quelle europee. Piante acidofile, resistono bene alle basse temperature ma devono essere piantate in un terreno fresco nelle zone meno esposte della casa.

di Redazione

07 settembre 2011

Indice:

Al genere rododendro appartengono molte piante, di origine Europea ed Asiatica; come piante da giardino si prediligono le specie asiatiche, che presentano fioriture più ricche ed appariscenti. Si tratta di arbusti, che possono divenire anche di grandi dimensioni, è quindi consigliabile posizionarli in un luogo del giardino che possa accogliere anche un arbusto alto fino a 2-3 metri, ed altrettanto largo. Prediligono posizioni ombreggiate, o semiombreggiate, non perché temano la presenza del sole, ma piuttosto perché necessitano di un terreno costantemente fresco e umido, cosa abbastanza difficile in pieno sole in agosto. Da marzo a settembre necessitano di annaffiature molto regolari, in modo che il substrato di coltivazione rimanga sempre leggermente umido, ma non inzuppato d'acqua: ad ogni annaffiatura controlliamo con le mani che il terreno abbia avuto modo di asciugare, se lo troviamo ancora umido diradiamo le annaffiature. Come le altre acidofile, anche il rododendro va coltivato in un terreno specifico, senza calcare, costituito da torba e poca sabbia; se il terreno del nostro giardino è calcareo periodicamente forniamo al nostro rododendro del concime rinverdente, che eviterà l'insorgere della clorosi ferrica.

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Domande frequenti

  • Qual è il terreno ideale per coltivare il rododendro?
    Il rododendro è una pianta acidofila che richiede assolutamente un terreno privo di calcare. L'ideale è un substrato composto prevalentemente da torba bionda e marrone, eventualmente miscelata con poca sabbia per migliorare il drenaggio. Se il terreno del giardino è naturalmente calcareo, è necessario creare una buca ampia riempita con terriccio specifico per acidofile o utilizzare un grande vaso. In alternativa, somministrare regolarmente concimi specifici acidificanti può aiutare a prevenire la clorosi ferrica, ma la soluzione migliore rimane garantire un ambiente radicalmente acido.
  • Quanto spesso bisogna innaffiare il rododendro?
    L'irrigazione deve essere molto regolare, specialmente dal mese di marzo a settembre. Il substrato non deve mai seccare completamente, ma nemmeno rimanere zuppo d'acqua per evitare marciumi radicali. Prima di ogni annaffiatura, verifica l'umidità del terreno infilandole dita: se senti ancora umidità, aspetta qualche giorno. In estate, quando le temperature sono elevate e l'evaporazione è rapida, potresti dover irrigare più frequentemente, assicurandoti sempre che il terreno resti fresco ma non saturo.
  • Dove posizionare il rododendro in giardino?
    Scegli una posizione ombreggiata o semiombreggiata, lontano dai raggi diretti del sole pomeridiano estivo. I rododendri non temono il sole in sé, ma hanno bisogno di mantenere il terreno costantemente fresco e umido, condizione difficile da raggiungere in piena esposizione ad agosto. Inoltre, considera le dimensioni adulte della pianta: molti rododendri diventano arbusti di grandi dimensioni, alti e larghi fino a 2-3 metri, quindi assicurati di avere spazio sufficiente per evitarne il soffocamento o tagli drastici.
  • Come si previene la clorosi ferrica nei rododendri?
    La clorosi ferrica, caratterizzata dall'ingiallimento delle foglie con nervature verdi, è causata dalla presenza di calcare nel terreno che impedisce l'assorbimento del ferro. Per prevenirla, evita di piantare il rododendro in terreni alcalini. Se ciò non è possibile, utilizza concimi specifici 'rinverdenti' o chelati di ferro durante la stagione vegetativa. Questi prodotti acidificano localmente il terreno e forniscono il ferro in forma assimilabile, mantenendo il fogliame sano e verde scuro.
  • Le specie asiatiche sono migliori di quelle europee?
    Per l'uso ornamentale in giardino, le specie ibride e quelle di origine asiatica sono generalmente preferite. Presentano fioriture più ricche, abbondanti e appariscenti rispetto alla maggior parte delle specie europee native. Sebbene entrambe le origini siano valide, gli ibridi asiatici offrono una gamma cromatica più vasta e una maggiore longevità della fioritura, rendendoli la scelta ottimale per chi cerca un impatto visivo forte nel proprio giardino.

Scheda Tecnica

FamigliaEricaceae
Tipo di piantaArbusto
OrigineAsia, Europa
EsposizioneSemiombreggiata / Ombra leggera
TerrenoAcido, ricco di torba, ben drenato, mai calcareo
IrrigazioneRegolare, terreno sempre leggermente umido ma non zuppo
FiorituraPrimavera-Estate (marzo-settembre per la vegetazione attiva)
AltezzaFino a 2-3 metri
ConcimazioneConcime acido/rinverdente per evitare clorosi
PotaturaDopo la fioritura, per contenere la forma
MoltiplicazioneTalea, margotta, semina
Malattie e parassitiClorosi ferrica (da calcare), ragnetto rosso, cocciniglia
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede suolo acido e costanza nell'irrigazione)