lapillo vulcanico

Vasi

Decorare i vasi con il lapillo

Il lapillo è uno strumento che si può utilizzare sia per decorare che per pacciamare ed in questo articolo vediamo dei consigli pratici per utilizzarlo nel migliore dei modi

di Redazione

03 luglio 2018

Come decorare vasi con il lapillo

Il lapillo vulcanico è un materiale molto apprezzato e che si trova sempre più facilmente nei grandi garden center e nei magazzini di materiale edile. I suoi pregi sono molti: la durabilità nel tempo, l’aspetto gradevole e la relativa leggerezza rispetto ad altri tipi di roccia o ciottoli. L’Italia è ricca di giacimenti, essendo un prodotto di origine vulcanica: si tratta infatti di “pietre” che vengono espulse dai crateri durante la fase “esplosiva” delle eruzioni. Naturalmente la loro specifica composizione, dimensione e colore dipendono strettamente dai minerali contenuti nella lava: troveremo quindi notevoli differenze tra il lapillo toscano e quello campano o delle varie aree della Sicilia. Anche le granulometrie variano e con loro l’uso. I più piccoli vengono mescolati ai substrati per migliorare il drenaggio; quelli tra 1 e 2 cm di diametro sono invece perfetti come pacciamatura. I più grandi invece possono essere usati per la costruzione di vari tipi di manufatti.

Il lapillo per pacciamare i vasi

Questo è il suo uso più classico: può infatti essere preso in considerazione come alternativa alla corteccia di conifere o ai ciottoli. Ha il vantaggio di essere molto leggero e di degradarsi pochissimo anche in caso di condizioni atmosferiche avverse. Il colore più comune in commercio è il rosso e si abbina gradevolmente ai vasi di legno o a quelli moderni. In alcune ambientazioni è però importante creare uno stacco cromatico: possiamo quindi metterci alla ricerca delle varianti nel nero o nel grigio, originarie della Sicilia, ma che purtroppo, soprattutto nel Nord Italia, non sono di semplice reperibilità. Creeranno un effetto piacevole se abbinate a contenitori di cemento, di metallo o di plastica in colori neutri. Evitiamo però le sfumature più scure se il nostro giardino o balcone sono molto assolati: nelle giornate estive il lapillo potrebbe surriscaldarsi favorendo, per esempio, la comparsa del ragnetto rosso.

Il lapillo colorato

Come accennato in commercio è molto diffusa solo la variante rossa, anche se i colori naturali vanno dal marrone al nero al grigio chiaro. Se non riusciamo a trovare una di queste varianti o vogliamo un effetto più eccentrico possiamo decidere di colorarli. Trattandosi di pietre porose otterremo un effetto omogeneo solo utilizzando vernici spray, scegliendo tra quelle che garantiscano la maggiore resistenza ad intemperie e sbalzi termici. Prima di procedere è molto importante lavare a fondo, ripetutamente le pietre: soprattutto quelle rosse sono spesso letteralmente ricoperte da una polvere finissima. Risciacquiamole quindi fino a quando l’acqua risulti pulitissima e poi lasciamole asciugare al sole per almeno un giorno. Disponiamo poi le pietre distanziate su di un telo e spruzziamole da almeno 20 cm. Possiamo poi usarle come pacciamatura oppure per gli altri usi che indicheremo nei paragrafi successivi

Vasi trasparenti e lapillo

Molti non ne sono a conoscenza, ma il lapillo è un substrato ideale per far crescere le piante in idroponica. Con le opportune precauzioni gli esemplari si svilupperanno vigorosamente e, anzi, risulteranno meno soggetti ad attacchi di parassiti e crittogame. Si prestano particolarmente a questa tecnica tutte le epifite, molte piante d’appartamento provenienti da climi tropicali e foreste pluviali. L’importante è usare acqua osmotica, batteriologicamente pura e distribuire periodicamente uno specifico concime completo. Consigliamo di usare solo lapillo nelle colorazioni naturali, magari creando degli strati in cromie diverse e, per facilitare la crescita delle radici, variare notevolmente le granulometrie. Utilizzando vasi di vetro o di plastica trasparente otterremo effetti sorprendenti. In rete non è difficile trovare piccole lampadine adatte all’immersione in acqua: potremo inserirle in profondità, tra una roccia e l’altra: grazie alla sua porosità la sera avremo un’illuminazione calda e soffusa.

Costruiamo un vaso con il lapillo

Questa roccia può essere usata anche come materiale da costruzione. Si può procedere in diverse maniere. Possiamo costruire le pareti del vaso con delle reti più o meno fini (a seconda della granulometria che useremo). Possiamo farle quadrate, ma non è difficile ottenere anche delle forme rotonde. Una volta fatto lo scheletro lo riempiremo con il lapillo, anche in questo caso monocolore o alternando le sfumature. Una volta ben assestato potremo riempire la cavità interna con del terriccio e delle piante: queste strutture si adattano perfettamente alle ambientazioni contemporanee, ma anche a quelle tipicamente mediterranee. Ottimi risultati si ottengono anche creando la struttura con delle assi di legno e riempiendola poi con i sassolini. Infine verseremo da sopra del cemento abbastanza liquido, in maniera che permei tutto il manufatto andando negli interstizi. Aspettiamo qualche giorno per essere sicuri della completa asciugatura e eliminiamo le assi. Otterremo un vaso elegante ed estremamente durevole.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali vantaggi del lapillo rispetto ad altre pacciamature?
    Il lapillo vulcanico offre diversi vantaggi pratici per il giardino. È estremamente leggero, il che facilita la movimentazione e riduce il carico sui supporti dei vasi. A differenza di materiali organici come la corteccia, si degrada molto lentamente nel tempo, mantenendo le sue proprietà per anni. Inoltre, la sua durabilità e il suo aspetto estetico naturale lo rendono una scelta durevole. La porosità della pietra aiuta anche a migliorare il drenaggio se mescolato al substrato, prevenendo ristagni idrici dannosi per le radici.
  • È sicuro usare il lapillo in giardino soleggiato durante l'estate?
    Bisogna fare attenzione, specialmente con le tonalità scure come il nero o il grigio intenso. In giornate molto calde e assolate, queste pietre tendono ad assorbire calore e surriscaldarsi significativamente. Questo aumento di temperatura può stressare le piante vicine e favorire la comparsa di parassiti come il ragnetto rosso, che prospera in ambienti caldi e secchi. Per zone molto esposte al sole, preferire le varianti chiare o monitorare attentamente l'umidità e la salute delle foglie.
  • Come si preparano correttamente le pietre prima di tingerle?
    La preparazione è fondamentale per garantire che la vernice aderisca bene e non si sfaldi. Innanzitutto, bisogna lavare accuratamente e ripetutamente le pietre sotto acqua corrente per rimuovere la polvere fine, specialmente presente sulle rocce rosse. Sciacquare finché l'acqua non risulta limpida. Successivamente, lasciare asciugare completamente le pietre al sole per almeno ventiquattr'ore. Solo quando sono totalmente asciutte, disporle distanziate su un telo e applicare vernici spray resistenti a intemperie e sbalzi termici, tenendo la bomboletta a circa venti centimetri di distanza.
  • Si può coltivare in idroponica usando il lapillo?
    Sì, il lapillo è un substrato eccellente per la coltura idroponica, specialmente per epifite e piante tropicali. Grazie alla sua struttura porosa, trattiene umidità e aria, favorendo uno sviluppo vigoroso delle radici e riducendo il rischio di attacchi fungini. Per ottenere buoni risultati, è cruciale utilizzare esclusivamente acqua osmotica o batteriologicamente pura per evitare contaminazioni. Inoltre, bisogna somministrare periodicamente un concime completo specifico, poiché il lapillo non apporta nutrienti al suolo. Variare le granulometrie aiuta a stabilizzare meglio le radici.
  • Come si costruisce un vaso strutturale con il lapillo?
    Per realizzare un vaso strutturale, si inizia creando uno scheletro con reti metalliche modellabili a forma quadrata o rotonda. Si riempie poi la struttura con lapillo, eventualmente alternando colori per un effetto estetico. Una volta assestato il materiale, si inserisce il terriccio e si piantano le specie desiderate. Un'altra tecnica prevede l'uso di assi di legno come stampo: si riempie con lapillo, si versa cemento fluido per legare il tutto negli interstizi e, dopo l'asciugatura, si rimuovono le assi. Il risultato è un manufatto elegante, resistente e adatto a stili contemporanei o mediterranei.