Mappa del parco

Una gita a

Parco Pollino

Il Parco Nazionale del Pollino presenta un paesaggio complesso e di rara bellezza. Il Parco è dominato dai Massicci del Pollino e dell'Orsomarso, dalle cui vette lo sguardo può spaziare dalle coste tirreniche di Maratea fino al litorale ionico, da Sibari a Metaponto.

di Redazione

24 settembre 2014

Caratteristiche del parco

ll Parco Nazionale del Pollino è una delle più grandi aree protette italiane. Uno dei tratti più salienti di questo ambiente è il rapido passaggio, nel raggio di pochi chilometri, dai paesaggi costieri a quelli montani. Ne consegue una varietà ambientale ricchissima, dove si possono ammirare rocce dolomitiche, bastioni calcarei, depositi morenici, pareti di faglia di origine tettonica e massi erratici, eredità delle ultime glaciazioni. Il paesaggio si arricchisce inoltre di numerose sorgenti naturali, fiumi sotterranei, piccoli torrenti e cascate. Tra i luoghi più suggestivi si annoverano le gole del Raganello, un profondo canyon originato da movimenti tettonici ed erosioni fluviali. La parte lucana del Parco Pollino, nel settore meridionale della regione, comprende il bacino del Sinni ed è formata da estese foreste, pascoli ed aree coltivabili. Il versante calabro è solcato dal torrente Raganello, con le sue suggestive gole. Come per la parte lucana, è presente una vegetazione molto varia, è non è infrequente osservare specie mediterranee frammiste ad alberi d'alta montagna.

La flora

La complessità morfologica che caratterizza il parco del Pollino ha determinato la presenza di circa 1700 specie vegetali, tra cui sono state catalogate 366 piante officinali. Tra la vegetazione del parco, che comprende roverelle, carpini, aceri, foreste di leccio, querceti, ginepri, abeti bianchi e faggete, spicca il pino loricato, divenuto il simbolo del parco. Si tratta di una conifera maestosa originaria del Balcani, molto longeva, e deve il suo nome al particolare tipo di corteccia a scaglie che la riveste, che rimanda alla "lorica", il nome latino con cui veniva designata la corazza dei guerrieri romani. Quasi un fossile vivente, il pino loricato predilige i terreni impervi delle alte quote del parco, non adatte a faggi e querce, presenti nelle zone più basse. Un'altra ricchezza è costituita dalla presenza di numerose erbe aromatiche, tra cui il cisto, il timo e il camedrio arboreo. Queste crescono sui fondi sabbiosi, adatti alla crescita di una vegetazione bassa e rada, detta "gariga", pasto prelibato delle numerose greggi al pascolo. Nei pianori di origine carsica, infine, fioriscono molte specie di orchidee, ranuncoli, narcisi e genziane.

La fauna

Anche la fauna presente nel Parco del Pollino è molto varia e spesso rara, dal momento che il territorio conserva molte specie minacciate di estinzione. Tra i volatili non è raro poter osservare l'aquila reale, il falco pellegrino, il nibbio reale e il gufo reale, così come è frequente incontrare cinghiali e caprioli, tra cui la specie autoctona Orsomarso. Vi dimorano inoltre la salamandra dagli occhiali, la lontra e il lupo appenninico. L'assoluta naturalità dell'ambiente è indicata dalla presenza di rari coleotteri, come la Rosalia alpina, la Osmoderma italica e il Buprestis splendens, tra i più rari in Europa. Tra le numerosissime farfalle, spicca la bellissima e rara Melanargia arge, dalle ali bianche segnate da nervature nere. Nel Parco vivono due specie di testuggini, entrambe protette: la testuggine comune e la testuggine palustre, di cui in Italia ne sono rimaste poche popolazioni. In ambiente marino, tra i crostacei, troviamo una specie endemica del Pollino, il Chirocephalus ruffoi.

Tra archeologia e storia

Il Parco del Pollino, oltre alle ricchezze naturali, serba sorprese anche dal punto di vista storico-archeologico, di cui conserva importantissime tracce. Tra le numerose grotte presenti nel parco ve ne sono alcune che recano i segni del passaggio di uomini preistorici, a testimonianza della presenza di stanziamenti sul territorio del Pollino già in Età Paleolitica. Uno straordinario reperto che si può ammirare è il celebre bassorilievo del riparo del Romito, raffigurante due bovidi (bos primigenius). La stratificazione storica del territorio prosegue con la presenza di necropoli preromane, tracce elleniche e romane, ruderi di laure dei monaci basiliani e monasteri benedettini, castelli, suggestivi insediamenti albanesi e antichi borghi. Tra i borghi più interessanti in cui sostare vi sono San Paolo Albanese, Rotonda, Latronico, Castelluccio, Castelsaraceno, Viggianello e San Severino Lucano.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali attrazioni naturali del Parco Nazionale del Pollino?
    Il Parco Nazionale del Pollino offre un paesaggio estremamente variegato che passa rapidamente dalle coste tirreniche e ioniche alle vette montuose. Tra le attrazioni naturali più suggestive ci sono le Gole del Raganello, un profondo canyon formato da erosione fluviale e movimenti tettonici. Il territorio è ricco di elementi geologici unici come rocce dolomitiche, bastioni calcarei, depositi morenici e massi erratici lasciati dalle glaciazioni. Inoltre, il parco ospita numerose sorgenti naturali, fiumi sotterranei, piccoli torrenti e cascate, creando un ecosistema complesso e di rara bellezza visibile sia dalla sezione lucana che da quella calabrese.
  • Perché il Pino Loricato è considerato il simbolo del Parco del Pollino?
    Il Pino Loricato (Pinus heldreichii) è il simbolo del Parco perché è una conifera maestosa, molto longeva e considerata quasi un 'fossile vivente'. Originario dei Balcani, prende il nome dalla sua corteccia a scaglie che ricorda la 'lorica', la corazza dei guerrieri romani. Questa specie predilige specificamente i terreni impervi delle alte quote del parco, ambienti inadatti ad altre essenze come faggi e querce che prosperano invece nelle zone più basse. La sua presenza rappresenta un elemento distintivo e prezioso della biodiversità vegetale locale, distinguendosi nettamente dalla vegetazione mediterranea presente a quote inferiori.
  • Che specie animali rare si possono trovare nel Parco del Pollino?
    Il Parco ospita fauna varia e spesso rara, includendo specie minacciate di estinzione. Tra i mammiferi spiccano il lupo appenninico, la lontra, la salamandra dagli occhiali, cinghiali e caprioli, inclusa la sottospecie autoctona Orsomarso. Gli uccelli rapaci più comuni da osservare sono l'aquila reale, il falco pellegrino, il nibbio reale e il gufo reale. Il parco protegge anche insetti rari in Europa come la Rosalia alpina e la Melanargia arge, una farfalla bianca con nervature nere. Sono presenti due specie di testuggini protette e, nell'ambiente marino circostante, vive un crostaceo endemico unico, il Chirocephalus ruffoi.
  • Cosa offre il Parco del Pollino sotto il profilo storico e archeologico?
    Oltre alle risorse naturali, il Parco custodisce importanti tracce storiche risalenti all'Età Paleolitica, testimoniata da grotte con segni di stanziamenti umani preistorici. Un reperto eccezionale è il bassorilievo del Riparo del Romito, che raffigura due bovidi. La stratificazione culturale continua con necropoli preromane, resti ellenici e romani, nonché ruderi di laure dei monaci basiliani e monasteri benedettini. Il territorio vanta inoltre castelli, antichi borghi e suggestivi insediamenti albanesi. Tra i borghi consigliati per una sosta vi sono San Paolo Albanese, Rotonda, Latronico, Castelluccio, Castelsaraceno, Viggianello e San Severino Lucano, che offrono un tuffo nella storia locale.