Abete bianco

Alberi

Abete bianco

Abete diffuso nell'Europa centrale e meridionale, produce un grande albero dalla forma conica, ben ramificato,con tipici aghi lineari.

di Redazione

11 novembre 2015

Abete bianco

L’abete bianco fa parte delle poche specie di abete diffuse in natura anche nel nostro paese; si tratta di una conifera sempreverde molto longeva e di grandi dimensioni, gli esemplari adulti possono raggiungere i 40 metri di altezza, nell’arco però di alcune decine di anni. Hanno chioma dalla forma tipica, conica negli esemplari “giovani”, con il tempo tende ad ingrossarsi nella parte alta della pianta. I rami hanno disposizione tipica, e rendono facile distinguere la pianta dalle altre conifere, infatti i rami principali sono sempre orizzontali rispetto al terreno, mentre i rami secondati hanno disposizione a spirale; non sono presenti rami penduli. Anche gli aghi hanno forma tipica, infatti sono appiattiti, lineari, di colore verde-grigio, che danno una tonalità cupa all’insieme della chioma. Gli abeti bianchi sono alberi maestosi, di grandi dimensioni, adatti ai parchi delle cittadine dei luoghi di montagna, non esistono varietà nane o di dimensioni contenute. In natura questi alberi difficilmente si sviluppano gli uni vicino agli altri, più spesso si trovano in boschi costituiti da abeti rossi (picea abies) e da faggi (fagus silvatica); questo avviene perché il terreno costituito dalle foglie dell’abete bianco è poco favorevole allo sviluppo delle giovani piante appena germogliate. Quindi spesso capita di trovare nei boschi esemplari singoli di abies alba. Questi abeti vengono scarsamente coltivati in Italia, la gran parte degli esemplari coltivati viene utilizzata per produrre alberi di Natale; di alcuni abeti bianchi si utilizza anche il legno, che ha la caratteristica di essere quasi privo di resina, contrariamente a qualsiasi altra conifera.

Come si coltiva

L’abete bianco è una piata che ama l’ombra, il terreno fresco e umido, un clima freddo; si tratta di un vero e proprio albero di montagna, quindi non è assolutamente indicato per i giardini in pianura, dove tende a crescere troppo rapidamente e ad essere facile preda di parassiti e malattie. Quindi si pone a dimora in luoghi ombreggiati, o con poche ore di sole al giorno; sopporta brevi periodi di siccità, ma ,predilige luoghi con una buona piovosità, pur non amando ristagni idrici prolungati. Come tutte le piante di montagna, sopporta benissimo il freddo, e non teme gelate intense e prolungate, con temperature vicine ai -25°C. Gli aghi lineari e il portamento elegante dei giovani esemplari, lo rendono una pianta ideale da utilizzare come albero di Natale; ricordiamo però che gli abeti bianchi vengono difficilmente coltivati in Italia, e questi alberi non sono adatti ad essere coltivati in giardino in città, per questo motivo, volendo scegliere di preparare un albero di Natale vivo, è forse consigliabile evitare un abete bianco, se non per color che hanno la fortuna di vivere nelle zone montuose della nostra penisola. Se ci siamo procurati un albero di Natale vivo di abete bianco, evitiamo di portarlo in casa per le feste, e addobbiamolo in giardino, o sul terrazzo, tenendolo in un luogo in cui non riceva i raggi solari direttamente. Se invece decidiamo di porre a dimora una conifera in giardino, in una zona con inverni miti, evitiamo di scegliere un abete bianco; queste piante nel corso dei decenni crescono molto, e la potatura della cima porta inesorabilmente a produrre piante sgraziate e dalla chioma malformata.

Le pigne

Le conifere formano una grande famiglia di piante, che si caratterizzano per avere fogliame lineare e ceroso, per produrre una resina aromatica, ma soprattutto, e da questo deriva il loro nome, perché producono coni; i frutti che derivano da tali infiorescenze vengono detti strobili; comunemente gli strobili delle conifere vengono chiamati pigne. Le piante più antiche ancora presenti sulla terra, dette gimnosperme, non producono i fiori a cui siamo abituati, colorati e con petali delicati: producono invece particolari infiorescenze maschili e femminili. I coni maschili si chiamano microsporofilli, e sono costituiti da foglie pollinifere (dette anche squame) disposte in formazioni tondeggianti o cilindriche. I coni femminili vengono detti macrosporofilli, e sono costituite da foglie fertili.

Riproduzione dell'arbusto

I coni vengono prodotti dalle gimnosperme in genere in primavera; alcune maturano i frutti nello stesso anno, altre impiegano svariati mesi per passare dal fiore al seme. Tipicamente gli strobili femminili a maturazione divengono legnosi, e si rompono dividendosi in foglie, tra le quali sono presenti i semi fertili, spesso alati. Non solo le conifere producono strobili, esistono infatti alcuni tipi di strobili. I più tipici e semplici sono i coni delle conifere, appunto, esistono poi gli strobili dei ginepri, che sono tondeggianti e carnosi, simili a bacche, e vengono chiamati scientificamente galbuli carnosi. Esistono poi i galbuli legnosi, i frutti del cipresso, che sono pallette verdi, che a maturazione divengono legnose. Altro tipo di strobilo è l’arillo, ovvero un seme singolo ricoperto parzialmente di una polpa morbida, come avviene per i frutti del tasso o del ginkgo. Sono gimnosperme, oltre alle conifere, anche altre piante, come il ginkgo, ma zamia, la chikas; per questo motivo anche in queste piante così diverse dalle conifere possiamo notare infiorescenze o frutti che ricordano molto le pigne.

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Domande frequenti

  • È possibile coltivare l'abete bianco in giardino in pianura?
    No, l'abete bianco non è adatto alla coltivazione in pianura o in aree urbane con inverni miti. Questa conifera di montagna richiede un clima freddo, terreni freschi e umidi, nonché esposizione a ombra o poche ore di sole diretto. Nei climi più caldi tende a crescere eccessivamente rapido ed è facilmente soggetto ad attacchi di parassiti e malattie. Inoltre, crescendo fino a 40 metri, necessita di spazi ampi e non tollera la potatura della cima, che ne altererebbe irreparabilmente la forma naturale.
  • Qual è la differenza tra abete bianco e abete rosso nel bosco?
    In natura, l'abete bianco (Abies alba) cresce raramente in purezza vicino ad altri esemplari della stessa specie. Il suo fogliame, decomponendosi, crea un terreno acido e poco favorevole alla germinazione delle sue stesse piantine. Di conseguenza, è comune trovarlo isolato o misto ad altre specie come l'abete rosso (Picea abies) e il faggio (Fagus sylvatica). A differenza di molte altre conifere, l'abete bianco non favorisce la rigenerazione spontanea immediata sotto la sua chioma densa.
  • Come riconoscere l'abete bianco dagli altri abeti?
    L'abete bianco si distingue per i suoi aghi appiattiti, lineari e di colore verde-grigiastro, che conferiscono alla chioma un aspetto cupo. La struttura dei rami è unica: i rami principali sono disposti orizzontalmente rispetto al terreno, mentre quelli secondari crescono a spirale. A differenza di altre conifere, non presenta rami penduli. Inoltre, il suo legno è quasi privo di resina, caratteristica rara tra le conifere, e le pigne rimangono erette sui rami prima di cadere intere.
  • Si può usare l'abete bianco come albero di Natale?
    Sì, l'abete bianco è tradizionalmente utilizzato come albero di Natale grazie alla sua eleganza e agli aghi lineari. Tuttavia, non va mai portato all'interno delle abitazioni durante le festività, poiché il calore secco danneggia rapidamente la pianta. Deve essere decorato in giardino, terrazzo o balcone, in una posizione riparata dai raggi solari diretti. Attenzione: in Italia è raro trovarlo in vendita per uso domestico, essendo prevalentemente destinato a rimboschimenti o produzione legnosa.
  • Che tipo di pigna produce l'abete bianco?
    L'abete bianco produce strobili femminili (comunemente chiamati pigne) che sono legnosi e si sviluppano in posizione eretta sui rami superiori. A maturazione, questi coni si frammentano, lasciando sul ramo solo l'asse centrale (rachide), a differenza di altre conifere dove la pigna cade intera. I semi contenuti sono fertili e alati, facilitando la dispersione eolica. La riproduzione avviene tramite impollinazione primaverile, con maturazione dei frutti che può richiedere diversi mesi.

Scheda Tecnica

Abies alba

Nome scientificoAbies alba
FamigliaPinaceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineEuropa centrale e meridionale
EsposizioneSole parziale o ombra; preferisce climi freschi
TerrenoFresco, umido, ben drenato (evitare ristagni)
IrrigazioneRegolare, predilige buona piovosità; tollera brevi siccità
FiorituraPrimavera (produzione di coni maschili e femminili)
AltezzaFino a 40 metri
PotaturaSconsigliata (la cimatura causa deformazioni)
MoltiplicazioneSemina (i semi sono alati)
Malattie e parassitiSusceptibile a parassiti e malattie in climi caldi/piatti
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede condizioni specifiche di temperatura e umidità)

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