Fogliame acero giapponese

Alberi

Acero giapponese

L'acero giapponese è una pianta molto decorativa grazie alle grandi foglie palmate, che in autunno assumono un'affascinante tonalità rossa o bruna.

di Redazione

04 gennaio 2017

L'irrigazione

L'acero giapponese (Acer palmatum o acero palmato) è un albero piccolo ma affascinante che si nota sempre più spesso nei giardini italiani. Appartiene alla famiglia delle Aceracee, e come si evince dal nome proviene dall'Estremo Oriente. Le foglie caduche sono palmate, a 5 o 7 lobi, ed elegantemente intagliate. Le varietà coltivate, che possono essere sistemate sia in terra che in vaso, sono: Ornatum, dalle sottili foglie bordeaux, Japonicum, dalle preziose foglie dorate, Linearilobum, con foglie brune filiformi, Dissectum Garnet, anche questo con con chioma rosso-bruna, e Dissectum Nigrum, dal fogliame bruno cupo. In vaso l'altezza non supera i 2 metri, in terra arriva ai 5-6. Le annaffiature dell'acero giapponese devono essere costanti lungo tutto l'arco della stagione vegetativa, specialmente se viene coltivato in vaso. Evitare però i ristagni idrici, che la pianta non tollera. Gli esemplari più vecchi che crescono in terra, invece, solitamente sono autosufficienti, grazie alle radici ben sviluppate in profondità. In inverno, irrigare nei giorni meno freddi soltanto in caso di siccità prolungata.

Come prendersene cura

Oltre ad essere decorativo, l'acero giapponese detiene anche il pregio di un'estrema facilità di coltivazione. Fra le poche cose di cui preoccuparsi quando lo si mette a dimora c'è però il tipo di terreno, che deve essere lievemente acido o al limite neutro. I terreni calcarei al contrario sono da evitare. Se si sceglie di sistemarlo in un vaso, questo dovrà essere capiente, ed ogni primavera occorrerà rinnovare gli strati più superficiali del terriccio. In giardino invece bisogna evitare di posizionarlo in un avvallamento, dato che ciò potrebbe provocare pericolosi ristagni idrici attorno alle radici. La potatura di norma non è necessaria: l'acero giapponese cresce lentamente e mantiene da solo una chioma compatta. Nel caso di esemplari molto giovani e posti a dimora in luoghi parecchio ventilati, la pianta avrà bisogno di un tutore finché non si sarà irrobustita a sufficienza. In caso contrario, il vento potrebbe piegarne il tronco sottile.

Come concimare

L'acero giapponese predilige terreni piuttosto ricchi di humus, per questo è bene aggiungerne una certa quantità al terreno, specie se coltivato in vaso, già nella messa a dimora della pianta. Dopodiché si concima all'inizio della bella stagione, sempre con fertilizzanti organici o stallatico, e in dosi molto più ridotte in autunno (altrimenti l'acero emetterebbe inutilmente nuovi germogli, destinati a cadere). Qualora l'albero cresca in un contenitore occorre maggiore costanza, concimando dall'inizio della primavera fino all'autunno ogni 4 settimane. Oppure si può optare per una concimazione con fertilizzante granulare a lenta cessione, da effettuarsi al principio della primavera. Da ricordare, però, che l'acero giapponese preferisce concimi naturali rispetto a quelli di origine chimica.

Esposizione, malattie ed rimedi

L'acero giapponese si dimostra un albero resistente al freddo, potendo tollerare senza problemi anche temperature invernali sotto allo zero, mentre si adatta meno bene a giornate intere di sole a picco. L'esposizione idonea sarà quindi a mezz'ombra, che oltre a mantenerlo in salute gli permetterà di conservare le affascinanti tonalità di colore delle sue foglie, altrimenti destinate a sbiadirsi in molte varietà, o addirittura a seccarsi. L'ideale è posizionarlo dove riceva sole all'inizio a al termine della giornata, anziché nelle ore centrali. I nemici naturali di questo albero sono alcuni insetti (ragnetto rosso, cocciniglia e afidi), le cui infestazioni di norma vengono contenute dalle piogge, specie se violente, che lavano via gli insetti. Più temibili la necrosi del legno e la famigliola, dovute a funghi. La prima provoca la morte delle parti legnose colpite, con la comparsa di pustole rossastre, brune o arancioni, dovute all'accumulo di spore. Occorre eliminare prontamente le parti infette, tagliando anche l'adiacente porzione di tessuto ancora sano, e bruciarle. La famigliola provoca marciume radicale. Si previene evitando i ristagni idrici, mentre le cure sono poco efficaci.

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Domande frequenti

  • Qual è l'esposizione ideale per l'acero giapponese?
    L'acero giapponese richiede un'esposizione a mezz'ombra. È fondamentale evitare il sole diretto nelle ore centrali della giornata, poiché il calore eccessivo causa lo sbiadimento dei colori fogliari e il seccume. La posizione ottimale prevede sole mattutino o serale, proteggendo la pianta dai raggi intensi di mezzogiorno. Questa esposizione garantisce non solo la sopravvivenza della pianta, ma preserva anche le affascinanti tonalità rosse, brune o dorate tipiche delle varie cultivar, mantenendole vive e decorative per tutta la stagione.
  • Come si gestiscono le innaffiature in vaso rispetto alla piena terra?
    La gestione dell'acqua varia significativamente in base al luogo di coltivazione. In vaso, le annaffiature devono essere costanti durante tutta la stagione vegetativa, poiché il volume limitato di terriccio si asciuga rapidamente; tuttavia, è cruciale evitare assolutamente i ristagni idrici. In piena terra, gli esemplari adulti sviluppano radici profonde e diventano generalmente autosufficienti, richiedendo irrigazioni solo in caso di siccità prolungata. In inverno, irrigare in vaso solo se necessario e mai se il terreno è già saturo.
  • Che tipo di terreno preferisce l'acero giapponese?
    Questa pianta necessita di un terreno lievemente acido o, al limite, neutro, ricco di sostanza organica come humus. I terreni calcarei sono tassativamente da evitare perché causano clorosi e stress alla pianta. Durante la messa a dimora, è consigliabile arricchire il suolo con abbondante humus. Se coltivato in vaso, ogni primavera è opportuno rinnovare gli strati superficiali del terriccio per mantenere la struttura corretta e la disponibilità di nutrienti essenziali per una crescita sana.
  • Quando e come concimare correttamente l'acero giapponese?
    La concimazione principale avviene all'inizio della primavera utilizzando fertilizzanti organici o stallatico. In autunno, le dosi devono essere drasticamente ridotte per stimolare l'indurimento dei tessuti e prevenire la nascita di germogli teneri soggetti al gelo. Per le piante in vaso, la frequenza aumenta: somministrare concime ogni quattro settimane dalla primavera all'autunno, oppure usare un granulare a lenta cessione a inizio primavera. Preferire sempre concimi naturali rispetto a quelli chimici per rispettare la sensibilità della pianta.
  • Quali sono le principali malattie fungine e come si curano?
    Le patologie più temibili sono la necrosi del legno e la famigliola. La necrosi del legno si manifesta con pustole rossastre o arancioni sulle parti legnose; va trattata eliminando prontamente i rami infetti, tagliando includendo anche una porzione di tessuto sano circostante, e bruciando il materiale asportato. La famigliola provoca il marciume radicale ed è difficile da curare una volta instaurata: la prevenzione è essenziale e consiste nell'evitare qualsiasi forma di ristagno idrico intorno alle radici, garantendo un drenaggio perfetto del substrato.

Scheda Tecnica

Acer palmatum

Nome scientificoAcer palmatum
FamigliaAceracee
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineEstremo Oriente
EsposizioneMezz'ombra (evitare sole diretto a picco)
Temperatura minimaSotto zero (resistente al freddo)
TerrenoLievemente acido o neutro, ricco di humus (evitare calcare)
IrrigazioneCostante in estate/vaso; moderata in inverno/in terra
Altezza2m in vaso; 5-6m in piena terra
ConcimazioneOrganica/stallatico in primavera; ridotta in autunno; ogni 4 settimane in vaso
PotaturaGeneralmente non necessaria; tutoraggio per giovani esemplari ventosi
Malattie e parassitiRagnetto rosso, cocciniglia, afidi, necrosi del legno, famigliola (marciume radicale)
Difficoltà di coltivazioneFacile coltivazione, attenzione a ristagni idrici e calce

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