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Angelica del giappone - Aralia elata

Piccolo albero di facile coltivazione, a datto al bordo misto; belissimo e delicato il fogliame, l'aralia elata produce anche infiorescenze di fiori candidi in primavera

di Redazione

30 novembre 2015

Generalità

L'angelica del giappone è un piccolo albero a foglie caduche, originario dell'Asia; può raggiungere i 6-10 metri di altezza, e talvolta viene coltivato come un grande arbusto. Ha sviluppo abbastanza rapido e vigoroso, e tende a costituire dei piccoli boschetti, producendo numerosissimi polloni radicali, che si sviluppano rapidamente. Ha portamento eretto, scarsamente ramificato; la corteccia è grigia, ruvida e ricoperta da profonde venature; i rami portano numerose spine acuminate. La chioma tende ad allargarsi ad ombrello; le foglie sono di colore verde scuro, pennate, costituite da piccole foglioline ovali o lanceolate. In estate inoltrata produce grandi pannocchie di fiori bianchi, seguite da piccoli frutti porpora o rosati, che rimangono sulla pianta per settimane. Prima di cadere le foglie si colorano di giallo o di rossastro.

Esposizione

Per quanto riguarda l'esposizione, le specie di angelica del giappone si coltivano in posizione semiombreggiata, anche se non mostrano grossi problemi in pieno sole e possono crescere senza particolari esigenze colturali; inoltre, questi alberi non temono il freddo; nelle regioni con estati molto calde è consigliabile coltivare la pianta in luogo sempre semiombreggiato per evitare che la pianta mostri segni di debolezza al momento dello sviluppo. Esistono alcune cultivar, molto eleganti, con fogliame variegato di bianco o di giallo. Questi piccoli alberi hanno un aspetto molto delicato e sono molto decorativi, purtroppo non sono molto facili da trovare in commercio, ma vengono sempre più apprezzati dagli architetti paesaggisti. Queste particolari varietà necessita di maggiori attenzioni per quanto riguarda l'esposizione: è importante farle crescere al riparo dal sole e in ambienti non troppo caldi.

Annaffiature

L'annaffiatura è una pratica di fondamentale importante per le nostre piante in quanto costituisce la principale fonte di nutrimento per le nostre specie coltivate. Ogni arbusto presenta specifiche esigenze colturali e richiede un'irrigazione specifica. Un fattore da considerare è la stagione in cui ci si trova quando si intende irrigare la pianta. Ovviamente, durante la stagione invernale l'annaffiatura dovrà essere ridotta rispetto alla stagione estiva. Per quanto riguarda l'angelica del giappone, vediamo insieme quali sono le sue specifiche esigenze. I giovani esemplari si annaffiano almeno una volta a settimana durante la stagione calda; quelli a dimora da tempo in genere si accontentano delle piogge; pur preferendo annaffiature regolari, almeno settimanali, queste piante possono sopportare periodi anche lunghi di siccità.

Terreno

Un altro fattore di fondamentale importante per le nostre coltivazioni è la tipologia di terreno in cui crescono. In base al tipo di terreno infatti, le piante potranno crescere e svilupparsi al meglio, oppure mostrare segni di debolezza e nei casi più estremi queste condizioni porteranno alla morte della nostra pianta. E' bene quindi conoscere le caratteristiche della specie che intendiamo coltivare e qual'è il terreno ideale. Le aralie amano i terreni sciolti e ricchi, leggermente acidi e umidi, ma molto ben drenati, privi di ristagno idrico. Possono però crescere in qualsiasi terreno, purché sia ben drenato. Per quanto riguarda invece la concimazione, questa deve essere realizzata durante la stagione primaverile e quella autunnale. Il concime organico servirà alla nostra pianta per svilupparsi al meglio e ad evitare almeno in parte, l'attacco di parassiti e lo sviluppo di malattia perchè una volta concimata, la pianta sarà più forte, robusta e vigorosa.

Moltiplicazione

Per gli amanti di questa specie, è bene sapere che la pianta si può riprodurre in maniera semplice ed è possibile ottenere cosi delle nuove piantine da coltivare. La aralia elata è infatti un'ottima pianta ornamentale e per chi possiede il celebre "pollice verde", moltiplicare questa particolare specie potrebbe essere un passatempo divertente e allo stesso tempo, un hobby in grado di regalare grandi soddisfazioni. La moltiplicazione della nostra aralia elata avviene per seme in autunno; visto che questi alberi producono moltissimi succhioni, è possibile asportarli, in primavera, e farli radicare singolarmente.

Parassiti e malattie

In generale, l'aralia elata non sviluppa parassiti e malattie in quanto si tratta di una specie piuttosto resistente. L'unico problema che potrebbe presentare è l'insorgenza di marciumi radicali in particolari occasioni. Questo può avvenire quando viene coltivata in ambienti che presentano acqua stagnante.

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Domande frequenti

  • L'Aralia elata teme il gelo o il caldo intenso?
    L'Angelica del Giappone è generalmente resistente alle basse temperature invernali, quindi non teme il freddo. Tuttavia, soffre il caldo eccessivo: nelle regioni con estati molto calde, è fondamentale posizionarla in semiombra per evitare stress idrico e segni di debolezza. Questa esigenza è ancora più critica per le cultivar dal fogliame variegato, che richiedono esposizione riparata dal sole diretto e ambienti non troppo caldi per mantenere il loro aspetto decorativo.
  • Come si gestisce la propagazione spontanea della pianta?
    Questa specie ha uno sviluppo vigoroso e tende a formare piccoli boschetti grazie ai numerosi polloni radicali che produce rapidamente. È possibile controllare questa espansione asportando i succhioni in primavera e mettendoli a radicare singolarmente per ottenerne di nuovi. In alternativa, la moltiplicazione può avvenire per seme, seminandolo direttamente in autunno. Questa capacità di attecchire facilmente rende la pianta adatta a chi vuole creare gruppi vegetazionali o rinnovare esemplari.
  • Quali sono le cure idriche necessarie per i diversi stadi di crescita?
    Le esigenze d'acqua variano in base all'età della pianta. Gli esemplari giovani vanno annaffiati regolarmente, almeno una volta a settimana durante la stagione calda, per favorire l'attecchimento. Una volta stabilitisi a dimora, gli adulti si accontentano spesso delle precipitazioni naturali, mostrando buona tolleranza anche a periodi di siccità prolungata. In inverno, indipendentemente dall'età, le annaffiature devono essere drasticamente ridotte o sospese, poiché la pianta è in riposo vegetativo.
  • Che tipo di terreno e concimazione richiede l'Aralia elata?
    Predilige terreni sciolti, ricchi di sostanza organica, leggermente acidi e mantenuti umidi, ma deve essere assolutamente garantita una perfetta drenatura per evitare il ristagno idrico. Sebbene possa adattarsi a molti suoli purché drenanti, le condizioni ideali ne favoriscono la salute. La concimazione va effettuata due volte l'anno, in primavera e in autunno, utilizzando concime organico per rafforzare la pianta contro patogeni e garantire uno sviluppo vigoroso.
  • La pianta è soggetta a parassiti o malattie frequenti?
    L'Aralia elata è considerata una specie piuttosto resistente e rara è l'infestazione da parassiti specifici o attacchi fungini fogliari. L'unica problematica significativa riguarda il marciume radicale, che si manifesta esclusivamente quando la pianta viene coltivata in terreni con acqua stagnante o drenaggio carente. Mantenendo il substrato ben drenato e evitando i ristagni, la pianta rimane sana e vigorosa senza bisogno di trattamenti fitosanitari particolari.

Scheda Tecnica

Aralia elata

Nome scientificoAralia elata
FamigliaAraliaceae
Tipo di piantaPiccolo albero deciduo o grande arbusto
OrigineAsia orientale
EsposizioneSemiombra (ideale), tollera il pieno sole; riparo dal caldo eccessivo per le cultivar varigate
Temperatura minimaResistente al freddo (dati generici sulla resistenza)
TerrenoScioltо, ricco, leggermente acido, umido ma ben drenato; tollera vari tipi se drenanti
IrrigazioneRegolare settimanale per i giovani; adulti tolleranti alla siccità dopo l'attecchimento; ridurre in inverno
FiorituraEstate inoltrata (grandi pannocchie di fiori bianchi)
Altezza6-10 metri
ConcimazionePrimavera e autunno con concime organico
PotaturaAsportazione polloni radicali in primavera
MoltiplicazioneSeme in autunno; divisione dei polloni/succhioni in primavera
Malattie e parassitiGeneralmente resistente; rischio marciumi radicali solo in caso di ristagni idrici
Difficoltà di coltivazioneFacile

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