Ippocastano pianta

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Ippocastano

Per piantare, curare e concimare un ippocastano occorre conoscere alcune informazioni sulle sue caratteristiche e sui possibili problemi a cui è soggetto.

di Redazione

22 dicembre 2016

Irrigazione dell'ippocastano

L'ippocastano, detto anche castagno d'India, è diffuso in Europa con funzione decorativa. Appartiene alla famiglia delle sapindaceae ed è piuttosto resistente alle basse temperature e ad ogni tipo di suolo. Risente invece dell'inquinamento e di un'eccessiva salinità del terreno. Non richiede molto impegno dal punto di vista dell'irrigazione perché in luoghi in cui di tanto in tanto piove non è necessario provvedere ad un'ulteriore apporto d'acqua. É invece necessario irrigarlo in caso di siccità o di piogge insufficienti. Come per tutti gli altri alberi è necessario operare un'azione preventiva rispetto ai possibili problemi che possono sorgere. La prima cosa da fare è curare la sua corretta collocazione, che deve avvenire dove c'è abbastanza spazio, e al riparo dallo smog. Occorre inoltre curare la pulizia intorno all'ippocastano per evitare l'annidamento di parassiti.

Come coltivare e prendersi cura dell'ippocastano

Poiché l'ippocastano teme l'inquinamento, la prima cosa da fare è scegliere una collocazione che lo ripari dallo smog. Se ad esempio si dispone di un giardino è preferibile collocare l'albero in modo che affacci su un viale pedonale o comunque poco trafficato. Occorre inoltre tener presente che l'ippocastano può arrivare ad un'altezza di 25 metri e la sua chioma può ampliarsi fino a 10 metri di diametro, pertanto bisognerà lasciare intorno all'albero uno spazio adeguato alla sua potenziale massima espansione. I suoi semi devono essere piantati nella stagione autunnale. La piantagione dell'ippocastano può avvenire in vivaio. In tal caso si potrà procedere alla messa a dimora dopo due o tre anni. Reagisce male alla potatura e quindi è meglio evitarla. I suoi frutti sono molto simili alle castagne, ma occorre ricordare che non sono commestibili perché eccessivamente amari.

Come e quando concimare

La concimazione del terreno, necessaria a fertilizzare l'ambiente in cui è allocato (o si intende allocare) l'ippocastatano, è molto importante. É vitale che avvenga prima della piantagione ed è molto utile che sia ripetuta annualmente soprattutto nei primi anni di vita dell'albero. Poiché la piantagione deve avvenire nella stagione autunnale, la concimazione deve essere realizzata in tempo utile. L'ippocastano teme i terreni salini per cui in fase di concimazione si deve agire per desalinizzare il terreno. Però, qualora il terreno si rivelasse inadeguato, si suggerisce di piantare l'ippocastano altrove o di collocare sullo stesso terreno un albero diverso, per evitare che la coltivazione non vada a buon fine. Tra le tipologie di concime da scegliere si consiglia quello di tipo organico.

Esposizione, malattie e possibili rimedi

L'ipocastatano necessita di molta luce e quindi deve essere esposto al sole. Questo permette all'albero di star bene e di essere utilizzato per fare ombra. Negli ultimi anni, dato l'eccesso di smog, gli ippocastani situati nei centri urbani stanno manifestando problemi di arrossamento delle foglie soprattutto sul finire della stagione estiva. Questo problema, che si manifesta principalmente ai bordi delle foglie, non deve essere confuso con la loro chiazzatura che invece è sintomatica della presenza dalla guignardia aesculi. In questo caso occorre intervenire con anticrittogamici. Altro pericoloso nemico dell'ippocastano è cameraria ohridella, un lepidottero minatore, che infesta l'albero a partire dalla parte bassa della chioma. In tal caso occorre intervenire con appositi antiparassitari.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali problemi di salute dell'ippocastano legati all'ambiente urbano?
    L'ippocastano è particolarmente sensivo all'inquinamento atmosferico e allo smog. Nei centri urbani, questa esposizione provoca spesso un arrossamento dei margini fogliari verso la fine dell'estate, un fenomeno distinto dalle patologie fungine. Inoltre, soffre della salinità del terreno. Per prevenire questi danni, è fondamentale posizionare l'albero lontano da strade trafficate, preferendo aree pedonali o giardini spaziosi, garantendo così un ambiente meno aggressivo per la sua crescita ottimale.
  • Come si gestiscono le malattie fungine e i parassiti specifici dell'ippocastano?
    Due nemici principali colpiscono l'ippocastano: la *Guignardia aesculi*, che causa chiazze fogliari, e la *Cameraria ohridella*, una farfalla minatrice che attacca la chioma partendo dal basso. È cruciale distinguere il semplice arrossamento da smog dalle chiazze patologiche. In caso di infezioni fungine o attacchi di parassiti, è necessario intervenire tempestivamente con trattamenti specifici: anticrittogamici per i funghi e antiparassitari mirati per la *Cameraria*, mantenendo sempre pulita la base dell'albero per ridurre i focolai.
  • È possibile potare l'ippocastano per contenerne le dimensioni?
    No, la potatura dell'ippocastano è generalmente sconsigliata. Questa specie reagisce male agli interventi di taglio, mostrando scarsa capacità di cicatrizzazione e vulnerabilità a infezioni successive. Poiché l'albero può raggiungere i 25 metri di altezza e 10 metri di larghezza, la strategia migliore è scegliere fin dall'inizio una posizione ampia e adatta alla sua naturale espansione, evitando così la necessità di interventi correttivi che potrebbero compromettere la salute della pianta.
  • Quando e come concimare correttamente l'ippocastano?
    La concimazione è vitale, specialmente nei primi anni di vita e prima della messa a dimora. Si consiglia l'uso di concimi organici, applicati annualmente. Dato che la semina avviene in autunno, la preparazione del terreno e la fertilizzazione preliminare sono essenziali. Attenzione alla salinità: l'ippocastano teme i terreni salini. Se il suolo è inadeguato, è preferibile cambiare ubicazione piuttosto che tentare correzioni chimiche inefficaci, poiché la pianta potrebbe non attecchire nonostante la concimazione.
  • Si possono mangiare i frutti dell'ippocastano?
    Assolutamente no. Sebbene i frutti dell'ippocastano ricordino visivamente le castagne comuni, sono completamente diversi e non commestibili. Presentano un guscio spinoso e un sapore estremamente amaro. Il loro consumo è sconsigliato e potenzialmente nocivo. A differenza del castagno vero (*Castanea sativa*), l'ippocastano (*Aesculus hippocastanum*) non produce frutti destinati all'alimentazione umana, ma viene coltivato prevalentemente per valore ornamentale e ombreggiante.

Scheda Tecnica

Aesculus hippocastanum

Nome scientificoAesculus hippocastanum
FamigliaSapindaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineEuropa sudorientale (Balcani)
EsposizionePieno sole, riparato da smog
Temperatura minimaResistente al freddo
TerrenoFertile, drenante, non salino
IrrigazioneModerata, solo in caso di siccità
FiorituraPrimavera (infiorescenze bianche/crema)
AltezzaFino a 25 metri
ConcimazioneOrganica, annuale, pre-impianto
PotaturaEvitare, reagisce male
MoltiplicazioneSemi (autunno) o vivaio
Malattie e parassitiGuignardia aesculi, Cameraria ohridella
Difficoltà di coltivazioneMedia (sensibile a smog/salinità)

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