Maclura infiorescenza

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Arancio degli osagi

Albero di media grandezza, a foglie caduche, tipiche infruttescenze estive, l'arancio degli osagi non è fra le specie più conosciute ma ha un fascino particolare

di Redazione

12 novembre 2015

Arancio degli osagi

La Maclura pomifera, vorgalmente chiamata come arancio degli osagi, è un piccolo albero, o un grande arbusto, originario del nord America; molti esemplari di questo albero si trovano in Italia, nei giardini antichi, nelle ville, nei parchi, questo perchè verso la metà dell'800 si cercò di coltivare questa pianta per utilizzarne le foglie come cibo per i bachi da seta, visto che la maclura appartiene alla stessa famiglia del gelso, le moracee. Il progetto non ebbe successo, però le piante rimasero, ormai utilizzate solo come ornamento. Nei luoghi d'origine invece la maclura pomifera veniva utilizzata in mille modi, il suo legno come materia prima per archi e frecce, le radici per estrarne un colorante naturale. Il legno della maclura è durevole e di colore gradevole, viene tutt'ora utilizzato per produrre utensili da lavoro.

Caratteristiche della pianta

Questa pianta ha foglie caduche, di colore verde scuro, coriacee e lucide, che ricordano vagamente le foglie del limone o dell'arancio; sul tronco e all'ascella fogliare sono presenti grosse spine molto acuminate, che rendono la maclura molto utile per formare siepi invalicabili. Esistono comunque varietà cultivar di arancio degli osagi completamente prive di spine. In primavera inoltrata la pianta produce grandi infiorescenze verdastre; si tratta di una pianta dioica, quindi i fiori maschili ed i fiori femminili vengono prodotti su esemplari differenti. In estate ai fiori seguono i frutti: appariscenti infruttescenze, che ricordano delle grosse rance, simili a palle da tennis, compatte, di colore verde, con la superficie esterna ricoperta da piccole protuberanze. Nonostante a vedersi i grossi frutti siano molto invitanti, ed emanino un delicato profumo aranciato, in realtà non sono commestibili, soltanto i piccoli semi contenuti all'interno vengono mangiati dagli scoiattoli.

Coltivazione dell'arancio degli osagi

Per quanto riguarda la coltivazione, la Maclura è un albero vigoroso e resistente al freddo ed al caldo; nei secoli passati la coltivazione di questo albero venne introdotta in gran parte d'Italia, dalla Sicilia alla pianura Padana. Essendo un albero molto adattabile, la maclura si dimostrò in grado di vegetare senza problemi ovunque venne posta a dimora. L'arancio degli osagi predilige sicuramente un posto ben soleggiato, con un terreno ricco, fertile e molto ben drenato; in realtà si adatta praticamente a qualsiasi terreno ed anche alla coltivazione a mezz'ombra. In Italia la maclura è puramente un albero ornamentale, utilizzato come esemplare singolo, in modo che dispieghi la sua chioma, oppure come pianta per produrre alte siepi.

Macloro in giardino

Generalmente per produrre siepi si pongono a dimora esemplari maschili, in modo da non dover poi raccogliere e compostare i grossi frutti; anche se in effetti la pianta è abbastanza vigorosa, quindi per mantenere una siepe è necessario potarla spesso, asportando generalmente la maggior parte dei fiori, evitando quindi anche la presenza dei frutti. Se intendiamo coltivarne un esemplare in giardino ricordiamo che può raggiungere i 10-12 metri in altezza, con una chioma larga fino a 6-7 metri, quindi dovremo disporre dello spazio necessario per lasciare che l'albero si dispieghi senza intoppi. Solo nei primi 2-4 anni dopo aver posto a dimora il giovano albero dovremo controllare che il terreno non rimanga asciutto per periodi di tempo molto prolungati, o fornire periodicamente del concime alla pianta. In seguito la maclura si accontenterà dell'acqua delle intemperie. Se possibile evitiamo di potare i rami degli esemplari piantati singolarmente, ricordiamo però di asportare tutti i succhioni basali, che la pianta produce in grande quantità.

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Domande frequenti

  • L'arancio degli Osagi produce frutti commestibili?
    No, nonostante il nome e l'aspetto simile a un'arancia gigante, i frutti della Maclura pomifera non sono commestibili per l'uomo. Sono infruttescenze compatte, verdi e protuberanti, che emanano un leggero profumo ma hanno consistenza dura e sapore sgradevole. All'interno contengono semi che possono essere consumati da alcuni animali selvatici, come gli scoiattoli, ma per l'uomo rappresentano solo un elemento ornamentale da non assaggiare.
  • È necessario avere sia piante maschili che femminili per la coltivazione?
    La Maclura pomifera è una pianta dioica, il che significa che i fiori maschili e femminili si trovano su esemplari diversi. Tuttavia, per la coltivazione ornamentale in giardino o per la formazione di siepi, si consiglia vivamente di acquistare esclusivamente esemplari maschili. Questo evita la produzione dei grossi frutti, che richiedono raccolta e smaltimento, semplificando notevolmente la gestione della pianta e mantenendo il giardino più pulito e ordinato.
  • Quanto cresce in altezza e larghezza l'arancio degli Osagi?
    Si tratta di un albero vigoroso che può raggiungere dimensioni imponenti, arrivando fino a 10-12 metri di altezza. La chioma è ampia e si espande lateralmente per circa 6-7 metri. Per questo motivo, richiede molto spazio per svilupparsi correttamente se piantato come esemplare isolato. Se destinato a formare siepi, potrà essere contenuto artificialmente attraverso potature regolari, ma va tenuto presente il suo potenziale dimensionale massimo.
  • Come si gestisce la potatura e le spine?
    Il tronco e i rami sono dotati di grosse spine acuminate, rendendo la manutenzione delicata, a meno di scegliere cultivar spinose. Per le siepi, è necessaria una potatura frequente per contenere la crescita vigorosa e asportare la maggior parte dei fiori, prevenendo così la fruttificazione. Per alberi singoli, si sconsiglia la potatura strutturale pesante, limitandosi ad eliminare i succhioni basali che la pianta produce in abbondanza per mantenere una forma naturale.
  • Quali cure richiede durante i primi anni?
    Nei primi 2-4 anni dopo la messa a dimora, la giovane Maclura necessita di cure specifiche per stabilizzarsi. È fondamentale evitare che il terreno rimanga asciutto per periodi prolungati, garantendo irrigazioni regolari. Inoltre, può essere utile somministrare periodicamente del concime per supportare lo sviluppo iniziale. Una volta stabilita, la pianta diventa estremamente resistente e si accontenta delle acque piovane, richiedendo pochissima assistenza.

Scheda Tecnica

Maclura pomifera

Nome scientificoMaclura pomifera
FamigliaMoraceae
Tipo di piantaAlbero deciduo o grande arbusto
OrigineNord America
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
Temperatura minimaResistente al freddo
TerrenoRicco, fertile e ben drenato (si adatta a quasi tutti)
IrrigazioneRegolare nei primi 2-4 anni, poi autonoma
FiorituraPrimavera inoltrata (infiorescenze verdastre)
AltezzaFino a 10-12 metri
ConcimazionePeriodica nei primi anni, poi necessaria solo se necessario
PotaturaPotatura di mantenimento per siepi; eliminare succhioni basali
Difficoltà di coltivazioneFacile

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