Olivo itrana

Olivo

Olivo itrana

In Italia esistono moltissime varietà d'olivo, differenti a seconda del clima e del terreno. L'Olivo itrana rappresenta proprio una di queste cultivar, utilizzata principalmente per la produzione di olive da tavola.

di Redazione

29 settembre 2016

La cultivar d'Olivo itrana

La cultivar d'Olivo itrana è una varietà tipica della provincia di Latina, dove il clima temperato e il ph del terreno ne permettono lo sviluppo ottimale. Viene particolarmente apprezzata per via del frutto generalmente utilizzato per la produzione di olive da tavola, ma anche di olio extravergine di oliva. La bacca infatti arriva al peso massimo di 8 grammi, motivo per cui assume diversi nomi territoriali come Oliva Grossa, o Trana ed Esperia. Come tutte le varietà regionali, ogni specie si diversifica a seconda delle condizioni ambientali e degl'impollinatori che vengono utilizzati. Nel caso di questa varietà, la cultivar preferisce zone collinari, possibilmente in pendenza, ed in quanto sterile sono gli impollinatori a dare differenti aromi alla produzione d'olio, diversi colori alla bacca, diverse dimensioni.

Caratteristiche botaniche

Per quanto riguarda le caratteristiche botaniche, il primo elemento da sottolineare riguarda il livello di crescita della pianta. La specie infatti ha uno sviluppo vigoroso, soprattutto con terreni particolarmente fertili, che dona alla pianta una chioma folta e rami fruttiferi penduli. Gli internodi presentano lunghezze diverse, mentre le foglie denotano una forma lanceolata di dimensione compresa tra 5 e 6 centimetri. Le mignole sono caratterizzate da una lunghezza che va dai 2 e 2,5 centimetri, si sviluppano all'interno di un numero di fiori compreso tra 10-15, e l'epoca di fioritura occupa un periodo di circa 20 giorni. La sua vicinanza alla macchia mediterranea e ai boschi misti di leccio, influisce sulla produzione dell'olio che conserva gli aromi tipici delle specie erbacee più comuni.

Varietà dell'Olivo itrana

Questa varietàcaratterizza per la sua proprietà di specie autoincompatibile. Grazie alla sua libera impollinazione, ed ai i forti venti che spirano sulle Colline Pontine, luogo di coltivazione, la pianta sviluppa un'alta allegagione successiva alla fioritura. La drupa si presenta in forma sferica, di media dimensione e può contare su un apice leggermente conico. Nel momento in cui la drupa raggiunge la massima maturazione, assume una colorazione rosso intenso. Le drupe inoltre, si caratterizzano per una maturazione tardiva e con la modalità che si può definire a scalare. Questo permette agli olivicoltori di prolungare l'attività di raccolta e preservare le caratteristiche organolettiche dell'olio prodotto. Le olive raccolte che confluiscono nella produzione di olive da tavola, vengono conservate mediante il processo della fermentazione naturale nella salamoia. Questa lavorazione viene appunto detta sistema all'itrana. La raccolta avviene in genere nei mesi compresi tra novembre e dicembre.

La coltivazione

La coltivazione delle olive da tavola e la trasformazione della bacca in olio, assumono un aspetto commerciale molto importante per il territorio nel quale si sviluppa la lavorazione. Nel corso degli ultimi anni infatti, è in atto un continuo incremento di diverse aziende agricole, che non si limitano alla produzione di queste olive, ma operano anche la trasformazione, il confezionamento ed il rilascio sul mercato delle olive stesse. Questo sviluppo commerciale ha portato dunque un deciso aumento di manodopera specializzata, in grado di operare severi controlli sul prodotto finale e quindi una più alta qualità della produzione. La più importante coltivazione delle olive appartenenti a questa varietà, si può certamente ricollegare alla zona compresa tra i comuni di Itri, Cori, Rocca Massima e Sonnino. Inoltre, molti dei soggetti che operano in queste zone, sono organizzati o in una serie di ditte individuali, oppure hanno formato delle cooperative.

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Domande frequenti

  • Qual è l'utilizzo principale delle olive Itrana?
    L'Olivo Itrana è una cultivar versatile, ma è prevalentemente coltivata per la produzione di olive da tavola. Le sue drupe, che possono raggiungere gli 8 grammi di peso, sono ideali per la conservazione in salamoia tramite il tradizionale 'sistema all'itrana'. Tuttavia, il frutto viene utilizzato anche per la produzione di olio extravergine di oliva, specialmente nelle zone collinari dove il clima e il terreno favoriscono uno sviluppo ottimale.
  • Perché l'Olivo Itrana necessita di alberi impollinatori?
    La cultivar Itrana è autoincompatibile, il che significa che non può fecondarsi da sola. Per garantire un'alta allegagione e una buona produzione di frutti, è necessario piantare accanto ad essa varietà di olivo diverse che fungano da impollinatori. Questi impollinatori esterni influenzano positivamente gli aromi dell'olio, il colore della bacca e le dimensioni del frutto, sfruttando anche i venti locali come quello delle Colline Pontine.
  • Come si riconosce botanicamente la foglia e il fiore dell'Itrana?
    Botanicamente, la pianta presenta foglie di forma lanceolata, lunghe tra i 5 e i 6 centimetri. I fiori si raggruppano in mignole lunghe 2-2,5 cm, contenenti solitamente da 10 a 15 fiori ciascuna. L'intera fase di fioritura dura circa 20 giorni. La pianta mostra uno sviluppo vigoroso, specialmente in terreni fertili, generando una chioma fitta con rami fruttiferi tendenzialmente penduli.
  • Quando avviene la raccolta e qual è la caratteristica della maturazione?
    La maturazione dell'Olivo Itrana è definita tardiva e avviene in modo scalare, permettendo agli agricoltori di prolungare le operazioni di raccolta, generalmente tra novembre e dicembre. Quando raggiungono la piena maturazione, le drupe assumono una colorazione rosso intenso e presentano una forma sferica di media grandezza con un apice leggermente conico. Questa maturazione graduale aiuta a preservare le migliori qualità organolettiche.
  • In quali aree geografiche italiane si coltiva principalmente?
    L'Olivo Itrana è tipica della provincia di Latina, nel Lazio. Le coltivazioni più importanti si concentrano nelle zone comprese tra i comuni di Itri, Cori, Rocca Massima e Sonnino. Queste aree, caratterizzate da un clima temperato e terreni adatti, offrono le condizioni ottimali per lo sviluppo della varietà, spesso vicino a macchie mediterranee e boschi misti di leccio che influenzano gli aromi finali.

Scheda Tecnica

FamigliaOleaceae
Tipo di piantaAlbero da frutto
OrigineProvincia di Latina, Italia (Colline Pontine)
EsposizioneSoleggiata, zone collinari in pendenza
TerrenoFertile, pH adatto allo sviluppo ottimale
IrrigazioneRegolare, tollerante alla siccità una volta adulta
FiorituraPeriodo di circa 20 giorni
AltezzaSviluppo vigoroso, chioma folta
ConcimazioneTerreni fertili favoriscono la crescita
PotaturaFormazione e mantenimento chioma pendula
MoltiplicazioneImpianto di talee innestate (autoincompatibile)
Malattie e parassitiResistente alle principali patologie, sensibilità variabile in base al clima
Difficoltà di coltivazioneMedia, richiede impollinatori esterni per l'allegagione