Parco dell'Adamello

Generalità

Il Parco Naturale Adamello – Brenta è la maggiore area protetta del Trentino e una delle più vaste delle Alpi. Occupa un territorio montuoso di 620,5 kmq, posto tra 477 e 3558 m. di altitudine.

Verso ovest comprende la parte trentina dell’imponente gruppo montuoso dell’Adamello – Presanella, ricchissimo di acque superficiali che, alimentate dai ghiacciai, formano suggestive cascate e numerosi laghi alpini. Le sue cime, tra le quali la Presanella che con i suoi 3558 m slm è la cima più elevata di tutta la regione, il Carè Alto, il Monte Fumo e il Corno di Cavento, fanno da corona alla Val Genova. A sud-est la Val di Fumo, modellata dal passaggio dei ghiacciai, custodisce tra i suoi pascoli alcune piante secolari, considerate dei veri e propri monumenti vegetali.

A est il Parco comprende le Dolomiti di Brenta: un fiabesco susseguirsi di guglie, torrioni e immani pareti strapiombanti. Vi si insinuano a raggiera molte suggestive valli, ciascuna con una propria particolare identità; tra tutte spicca la straordinaria Val di Tovel, gemma tra le valli alpine, che custodisce il famoso “lago rosso”, un tempo protagonista dello spettacolare arrossamento dovuto ad una microscopica alga. Tra le cime spiccano la Cima Tosa, la Cima Brenta e il Campanil Basso.

All’impareggiabile patrimonio paesaggistico corrisponde un’eccezionale ricchezza di elementi naturalistici, primi tra tutti quelli della flora e della fauna selvatica, con la straordinaria presenza dell’orso bruno.

Ma non va dimenticato anche l’inestimabile capitale di civiltà formato dal paesaggio umano e da tutte le testimonianze storiche e artistiche tramandate dalle generazioni passate, un’eredità culturale preziosa.

Parco

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Descrizione del parco

flora e faunaLa Fauna

La ricca fauna dell’arco alpino è ben rappresentata: nel parco vivono circa 8000 camosci, 5000 caprioli, un migliaio di cervi ed alcuni esemplari di stambecchi reintrodotti nel parco grazie al Progetto Stambecco (1995/96). Ma l’animale più significativo è l’orso bruno, simbolo del Parco. Recentemente, grazie al Progetto “Life Ursus” sono stati reintrodotti, nei boschi del settore nord orientale del Gruppo di Brenta attorno alla Val di Tovel, alcuni esemplari di orso originari della Slovenia. Notevole è la presenza di ungulati, roditori come scoiattolo e marmotta, numerosi predatori terrestri come la volpe e tutti i mustelidi, senza dimenticare la ricca avifauna con ben 82 specie nidificanti all'interno del Parco.

La Flora

La presenza di due distinti settori con differenti caratteristiche geologiche, (rocce calcareo-sedimentarie del Gruppo di Brenta e rocce intrusive cristalline dell'Adamello-Presanella) ha favorito lo sviluppo naturale di endemismi e di popolamenti floristici specifici, e ciò risulta particolarmente evidente nelle fasce vegetazionali al di sopra del limite degli alberi. Il bosco è in generale misto.

La zolla fiorita si spinge oltre i 2500 m ed è caratterizzata dalle specie tipiche della flora alpina.

Secondo la legge istitutiva “scopo dei parchi è la tutela delle caratteristiche naturali e ambientali, la promozione dello studio scientifico e l’uso sociale dei beni ambientali”. Per conseguire questi obiettivi, l’amministrazione del Parco opera con un apposito Comitato di gestione, un organo nel quale sono rappresentanti in maniera maggioritaria i 39 Comuni dell’area protetta e le principali realtà locali coinvolte nella fruizione del territorio; in questo modo alle comunità locali è assicurato un ruolo da protagonista nelle scelte gestionali.

PAESAGGIO CULTURALE ED ANTROPOLOGICO

Nel territorio del Parco ricadono, con differente grado di coinvolgimento, 5 Aziende per il turismo d’ambito e 4 Consorzi; sono inoltre presenti molteplici associazioni volontarie che si occupano di turismo e non solo (Pro Loco, ecc).

Sono presenti anche moltissime valli non antropizzate.

La catena montuosa dell’Adamello-Presanella è stata teatro di battaglia tra gli eserciti italiano e austo-ungarico durante la 1^ Guerra Mondiale. In molte zone si ritrovano ancora trincee e reperti bellici di grande valore (si pensi in particolare ai cannoni di Cresta-Croce e Carè Alto e Scoda Presanella ); le vecchie vie militari sono diventate preziose reti di sentieri e percorsi.

L’intero territorio è cosparso di numerose malghe (alcune monticate) e rifugi, quali punti di appoggio per gli escursionisti. La Val di Non si caratterizza per la monocoltura della mela, in primavera il fondovalle si trasforma in un vero e proprio giardino fiorito.

STORIA ISTITUZIONALE

Già dai primi decenni del ‘900 le accorate voci di naturalisti autorevoli e di uomini di cultura si erano levate per invocare la nascita di un Parco nell’area dell’Adamello – Brenta. Seppur nella diversità di obiettivi di tutela e di delimitazioni geografiche, le proposte individuavano quali principali elementi di protezione la Val Genova, il Gruppo di Brenta e in particolare la Val di Tovel, nonché l’ultima popolazione di orso bruno delle Alpi.

Nel 1967 si giunse finalmente all’istituzione del Parco Naturale Adamello – Brenta: la Provincia Autonoma di Trento lo incluse infatti, assieme al Parco Naturale Paneveggio – Pale di S. Martino, nel suo Piano Urbanistico, creando di fatto i primi due parchi naturali d’Italia.

Ma fu necessario attendere ancora un ventennio prima che il Parco fosse messo in condizioni di “camminare con le proprie gambe”. Nel 1987 infatti i suoi confini furono ampliati, portando la superficie protetta dai 504 kmq originari a 618 kmq; inoltre l’anno successivo venne promulgata la Legge provinciale 6 maggio 1988, n. 18 “Ordinamento dei parchi naturali” che definisce le finalità l’organizzazione amministrativa e le linee generali di gestione dell’area protetta.

Nel 1999 l’Adamello Brenta si è poi dotato di uno strumento gestionale basilare: il Piano del Parco. Esso contiene in dettaglio tutti gli indirizzi per le attività e gli interventi operativi sul territorio. Il Piano suddivide l’area protetta in zone con diverse intensità di vincolo: le Riserve integrali, dove l’intervento umano è quasi escluso, quelle guidate dove vengono praticate le attività tradizionali, le Riserve controllate dove i vincoli sono meno stretti; vi sono poi le Riserve speciali finalizzate a scopi particolari.

Il Piano del Parco permette di orientare tutte le azioni al conseguimento degli scopi istitutivi. Anche per questo nel 2001 l’Adamello Brenta, primo parco in Europa, ha ottenuto la prestigiosa Certificazione Ambientale ISO 14001, un importante riconoscimento internazionale di qualità. Recentemente i confini del Parco sono stati nuovamente amplianti, portando la superficie protetta a 620,5 kmq.
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lavoro nel parco

Il Parco vuole essere un motore per lo sviluppo sostenibile e duraturo, contribuendo a riannodare l’antico legame tra uomo e natura. Cosa significa? Che le comunità locali devono poter utilizzare le risorse dell’ambiente, ma secondo modalità rispettose, che non producano impoverimento nei beni ambientali; in questo modo anche le generazioni future potranno godere di ciò che la natura offre oggi a noi. Per giungere a questo obiettivo il Parco vuole restituire dignità e opportunità economiche alle attività tradizionali, prima tra tutte l’alpicoltura. Ma intende anche definire forme innovative di sviluppo turistico basate sulla valorizzazione dell’immenso patrimonio naturalistico e culturale del territorio e sulla promozione dei prodotti locali.

Per il Parco la conservazione degli ambienti naturali e la protezione della flora e della fauna sono priorità assolute. Ma ciò non significa solo tutelare passivamente, attraverso i pur necessari vincoli e divieti, ma anche gestire con attenzione e conoscenza. In questo modo l’ambiente può essere migliorato e la biodiversità può venire incrementata. Ne sono esempi i progetti di reintroduzione dell’orso e dello stambecco oppure lo studio del fenomeno dell’arrossamento del Lago di Tovel.

La ricerca scientifica, un altro degli scopi primari del Parco, offre un formidabile aiuto alla conservazione. Grazie anche alla collaborazione con Università, Musei, altri Enti pubblici e società private di ricerca, il Parco attua un continuo monitoraggio del proprio patrimonio naturalistico: un prezioso bagaglio di informazioni che permette di gestire meglio il territorio.

Il Parco punta molto sull’educazione ambientale, ben sapendo che solo attraverso la diffusione delle conoscenze è possibile trasmettere l’amore per la natura e coinvolgere le persone nell’impegno per l’uso intelligente delle risorse. Le iniziative didattiche e divulgative sono molteplici e assai differenziate. Tra le più importanti vanno citate la realizzazione sul territorio di numerosi Centri visitatori e Punti Informativi, spazi allestiti per offrire ai visitatori le informazioni generali sul Parco e sui servizi che questo offre, e per illustrare aspetti specifici dell’area protetta. Ci sono poi l’area faunistica dell’orso, il giardino botanico, i sentieri didattici attrezzati e molte altre strutture. Vengono organizzate ogni anno attività educative per le scuole – locali o extraprovinciali – alle quali sono riservati diversi progetti didattici, ma vi sono azioni di divulgazione ambientale rivolte anche agli ospiti, con serate, mostre, visite guidate, ecc. Per consentire soggiorni a scolaresche o gruppi che partecipano alle attività didattiche ed escursionistiche del Parco, alcuni edifici in posizione geografica “strategica” sono stati adibiti a foresterie.

Il Parco svolge un’intensa attività editoriale. Pubblica una sua rivista e cura la realizzazione di depliant, opuscoli, guide naturalistiche e libri. Le pubblicazioni, organizzate in collane diverse a seconda dei contenuti, hanno lo scopo di far conoscere i molteplici aspetti della realtà ambientale del territorio. Nel 2005, una delle guide edite dal Parco, “Il Parco Naturale Adamello Brenta – Lo spettacolo della natura e i segni dell’uomo” (di Sandro Zanghellini) è stato segnalato al Premio ITAS del libro di montagna.


Informazioni utili

Spormaggiore

Centro Visitatori “Orso: il signore dei boschi” e Area faunistica.

Il centro propone un viaggio emozionante e divertente, con l’uso di sofisticate tecniche comunicative, alla scoperta dell’orso bruno, per conoscere i segreti della vita del misterioso plantigrado, di cui il Parco conserva l’ultima preziosa popolazione alpina. Nella vicina area faunistica, è possibile avvistare tre orsi in semilibertà.

Tovel

Centro visitatori “Lago di Tovel”. Il Centro, rinnovato nel 2004, si trova sulle rive del Lago di Tovel ed è dedicato al lago e alla natura delle sue acque e dei boschi circostanti. Grande attenzione è data alla spiegazione del “mistero” dell’arrossamento, che ha reso famoso il lago.

Daone

Centro visitatori “Fauna: liberi tra cielo e terra”. Regala un’esperienza “a tu per tu” con l’aquila reale, il cervo, il gallo cedrone, il camoscio, i picchi, la pernice bianca e i molti altri abitanti della montagna. Da non perdere è la “stanza dei suoni”, per immergersi in una dimensione insolita e riscoprire sensazioni dimenticate: le mille voci della natura nel bosco in primavera.

Stenico

Da non perdere il Giardino Botanico “Rio Bianco”, vicino all’antico, bellissimo castello. Lungo un percorso di grande suggestione, che tocca le cascate del Rio Bianco e scavalca la forra del torrente, un’occasione per approfondire il tema dell’acqua, elemento modellatore del paesaggio e risorsa indispensabile per l’uomo.

Punti info

Nel parco sono presenti inoltre 7 punti info, dislocati su tutto il territorio, e 2 foresterie per ospitare attività didattiche rivolte a scolaresche e gruppi organizzati.

TEMATICHE SPECIFICHE

Una delle più grandi sfide del Parco è quella della creazione di una nuova cultura ambientale, di un nuovo modo di intendere la fruizione del territorio. Nell’area protetta, il turismo rappresenta uno dei settori economici e sociali più importanti. Per questo, il Parco si è impegnato in numerosi progetti volti al miglioramento della qualità ambientale ed alla creazione di un innovativo sistema di mobilità; grandi energie vengono spese per la realizzazione di una strategia di sviluppo sostenibile che sia condivisa da parte del tessuto sociale, amministrativo ed economico del territorio. Per questo, il Parco ha promosso quattro importanti progetti: Qualità Parco, Mobilità sostenibile, Parco Card e Carta Europea del Turismo Sostenibile.

Qualita’ Parco

Il progetto Qualità Parco nasce con l’obiettivo di coinvolgere nella filosofia della qualità anche gli operatori turistici ed i loro ospiti, le aziende agro alimentari e gli altri enti di gestione del territorio.

Le strutture che aderiscono si impegnano a mantenere intatto il paesaggio, a prevenire l’inquinamento e ad attenuare continuamente i propri impatti ambientali. Queste strutture sono riconoscibili dal marchio Qualità Parco e sono state sottoposte ad una accurata analisi volta a valutare il rispetto delle leggi in materia ambientale e la presenza di precisi requisiti di qualità del servizio e di rispetto della natura. Le aziende che aderiscono a Qualità Parco sono impegnate nella diffusione di una nuova cultura, volta ad incentivare il rispetto di un territorio tanto straordinario quanto delicato.