terriccio per bonsai

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preparare il terriccio per i bonsai

Il terriccio ideale per i bonsai è un mix di sostanze nutrienti sali minerali e piccole pietre che devono impedire un compattamento del terreno, permettendo sempre un certo drenaggio dell'acqua. L'akadama è una tradizione dei bonsai e deve sempre essere utilizzata, oltre che per motivi di tradizione anche per favorire il drenaggio.

di Redazione

07 settembre 2011

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Le piante coltivate come bonsai sono spesso poste in vasi molto ristretti, il loro apparato radicale deve avere a disposizione un ottimo terriccio ricco di Sali minerali, per garantire lo sviluppo sano e rigoglioso della pianta. Per i bonsai in generale si prediligono terricci ricchi di sostanza organica e di Sali minerali, molto ben drenati ed aerati, per permettere all’acqua ed all’aria di attraversale il terreno; un terriccio eccessivamente compatto porta ad uno scarso sviluppo dell’apparato radicale. Per i bonsai si utilizzano terriccio composti di torba sminuzzata, mescolata con alcuni materiali che ne favoriscono la permeabilità; si utilizza di preferenza lapillo o pietra pomice, possibilmente di granulometria abbastanza fine. All’interno del terriccio per bonsai viene sempre posta una buona quantità di akadama, si tratta di una speciale terra, originario del Giappone; si tratta di un terreno di origine vulcanica, argilloso, che viene cotto più volte e ridotto in granuli; tale terriccio garantisce ai bonsai un buon tenore di Sali minerali, inoltre favorisce il passaggio dell’aria e dell’acqua all’interno del substrato, grazie alla sua struttura in granuli; inoltre l’akadama ha anche un bellissimo colore ed aspetto, sicuramente molto gradevole nei vasi delle piante bonsai. Per garantire alla pianta un terreno sempre sano e quindi uno sviluppo ottimale dell’apparato radicale, é consigliabile intervenire rinvasandola, e quindi cambiando tutto il substrato ogni anno, se si tratta di piante giovani, ogni 2-3 anni per i bonsai più “anziani”. Si procede estraendo la pianta dal vaso, pulendo perfettamente le radici dal terriccio; quindi si tagliano le radici più grosse e legnose, se presenti, e si accorcia tutto l’apparato radicale di circa un terzo. In questa occasione si pota anche la pianta, per evitare che l’apparato radicale rimasto non sia in grado di fornire Sali minerali ed acqua all’intera chioma. Quindi si ancora la pianta al vaso e si riempiono tutti gli spazi del contenitore con terriccio fresco, avendo cura di non compattare troppo il terreno e di non lasciare intercapedini vuote.

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Domande frequenti

  • Qual è la composizione ideale del terriccio per bonsai?
    Il substrato perfetto per i bonsai deve essere ricco di sali minerali, ben drenato e aerato per evitare il compattamento. Una miscela efficace combina torba sminuzzata con materiali permeabili come lapillo o pomice a granulometria fine. È fondamentale includere akadama, una terra vulcanica giapponese cotta e ridotta in granuli, che garantisce ottima circolazione d'aria e acqua, fornendo al contempo nutrienti essenziali alle radici.
  • Con quale frequenza bisogna rinvasare un bonsai?
    La frequenza del rinvaso dipende dall'età della pianta. I bonsai giovani richiedono un cambio completo del substrato annuale per supportare la rapida crescita. Gli esemplari adulti o 'anziani', invece, vanno rinvasati ogni due o tre anni. Questa pratica è cruciale per mantenere sano l'apparato radicale e garantire un corretto assorbimento di acqua e nutrienti.
  • Come si preparano le radici durante il rinvaso?
    Durante il rinvaso, estrai delicatamente la pianta e pulisci accuratamente le radici dalla vecchia terra. Rimuovi le radici più spesse e legnose e accorcia complessivamente l'apparato radicale di circa un terzo. Questo stimola la crescita di nuove radicette fini, essenziali per l'assorbimento, e previene il ristagno idrico che potrebbe causare marciumi radicali nel vaso ristretto.
  • Perché è necessario potare la chioma insieme al rinvaso?
    Poiché durante il rinvaso si elimina una parte significativa delle radici, la capacità della pianta di assorbire acqua e sali minerali diminuisce drasticamente. Potare la chioma riduce il fabbisogno idrico e nutritivo della parte aerea, bilanciando così il rapporto tra radici e foglie. Questo evita stress idrici e permette alla pianta di riprendersi meglio dopo l'intervento radicale.
  • Qual è il ruolo specifico dell'Akadama nel substrato?
    L'akadama è una terra argillosa vulcanica giapponese cotta e granulare. Oltre a essere una tradizione culturale, offre vantaggi tecnici: mantiene una struttura porosa che facilita il drenaggio e l'aerazione, prevenendo il compattamento. Inoltre, rilascia lentamente sali minerali necessari alla pianta e ha un'estetica gradevole, migliorando l'aspetto visivo del vaso. È un componente quasi indispensabile per bonsai sani.