miele tiglio

Miele Biologico

miele tiglio

Il miele di tiglio è particolarmente apprezzato per le proprietà benefiche e terapeutiche che derivano dalle proprietà dell'albero da cui esso proviene, l'albero di tiglio selvatico che cresce alle pendici delle Alpi e degli Appennini settentrionali e che è originario dell'emisfero Boreale.

di Redazione

09 gennaio 2013

miele tiglio

Il miele di tiglio è particolarmente apprezzato per le proprietà benefiche e terapeutiche che derivano dalle proprietà dell'albero da cui esso proviene, l'albero di tiglio selvatico che cresce alle pendici delle Alpi e degli Appennini settentrionali e che è originario dell'emisfero Boreale. Quando parliamo di tiglio, stiamo parlando di una trentina di specie di piante arboree appartenenti alla famiglia delle Tiliacee. Tali alberi sono molto diffusi in Italia, soprattutto nell'area settentrionale, e sono caratterizzati da un tronco alto e robusto (dai 25 ai 40 metri), da folto fogliame e da profumatissimi fiori ermafroditi di colore giallo. Il Tiglio selvatico ha foglie più piccole rispetto a quelle della specie nostrana ed è molto più utilizzato del secondo come pianta officinale, grazie alle sue numerose proprietà terapeutiche. I suoi composti attivi sono utilizzati in fitoterapia ed erboristeria per curare stati ansiosi, mal di testa, isteria, agitazione. I flavonoidi, contenuti nei fiori di tiglio, sono importanti per la loro azione anti-ossidante, anti-infiammatoria e astringente. Essi vengono quindi usati in medicina per curare le sindromi influenzali, i raffreddori, l'emicrania, l'ipertensione e le infiammazioni. Hanno inoltre proprietà diuretiche, anti-spasmodiche e sedative. Le foglie, invece, favoriscono la sudorazione e vengono dunque utilizzate per l'abbassamento della temperatura corporea in caso di febbre. Di questi alberi si utilizza anche il tronco. Il legno di tiglio può curare i disturbi al fegato e alla cistifellea, può combattere la cellulite e le infiammazioni dermatologiche. Dal legno di tiglio bruciato si ricava un carbone dalle particolari proprietà curative: tratta disturbi intestinali, infezioni, edema, cellulite e ulcere alle gambe. Il tiglio è in fiore nei mesi di giugno e luglio. In questo periodo emette un profumo irresistibile per le api e produce un nettare dall'aroma unico, abbondantemente utilizzato per la produzione di miele su tutto l'arco alpino.

CARATTERISTICHE, PROPRIETà E USI DEL MIELE DI TIGLIO

L'aromatico nettare di tiglio viene fuori assaporando il suo miele anche quei casi in cui la concentrazione di tiglio risulta piuttosto bassa ad un'eventuale esame organolettico. Il profumo è talmente forte che ricorda quello della menta e del pino. Il sapore è molto intenso, di media dolcezza, dal retrogusto medicinale e nocino. I tigli di montagna producono mieli dal'aroma più amarognolo e dalle note più fresche. La colorazione può variare a seconda delle altre essenze contenute nel miele, ma soprattutto in funzione della quantità di melata presente. Può essere dunque chiaro e ambrato se più puro e allo stato liquido o scuro e rossastro se più ricco di melata e cristallizzato. La cristallizzazione non è segno di deterioramento del miele, ma un processo naturale, segno di genuinità del prodotto. Per far tornare il miele allo stato liquido è sufficiente riscaldarlo ad una temperatura non superiore ai 45°, affinché non vengano perse le vitamine, gli enzimi e i suoi principi attivi. Alle normali proprietà balsamiche, mucolitiche, sedative e lenitive di tutti i tipi di miele, il miele di tiglio risulta particolarmente terapeutico per l'organismo umano. Innanzitutto è particolarmente indicato per curare stati nervosi, ansiosi. è ideale come dolcificante per tè, infusi e tisane espettoranti e calmanti, soprattutto se consumati prima di andare a letto, favorendo il sonno. è infatti particolarmente indicato per chi soffre di insonnia e di irritabilità. Attenzione però a non aggiungerlo a bevande troppo bollenti, se non vogliamo perdere le sue proprietà! è un anti-spasmodico naturale ed è in grado di sedare i dolori mestruali. Il miele di tiglio può essere gustato anche a colazione spalmato su una fetta di pane. Il suo gusto mentolato può aiutare chi soffre di alitosi non solo perché in grado di rinfrescare la mucosa orale, ma anche perché agisce sulla digestione (principale causa dell'alitosi), stimolandola e regolandola. Può essere inoltre utilizzato in cucina anche all'interno di gustose ricette, come le frittelle di miele di tiglio, tipiche della festa di Ognissanti, e le tortine saracene al tiglio; all'interno di frutta (pere o mele) cotta al forno, o su alcuni formaggi, come gorgonzola e caprino.

PRODUZIONE DEL MIELE DI TIGLIO

Il miele di tiglio viene prodotto in particolar modo nella zona alpina, contribuendo notevolmente all'economia agroalimentare di quelle realtà locali. Il Piemonte è la regione italiana in cui tale produzione è particolarmente fiorente, in particolare nella zona della Val d'Ossola e nelle valli intorno al novarese, dove vengono prodotti mieli di tiglio particolarmente puri e uniflorali. Anche nelle aree circostanti viene prodotto tale miele, ma è molto comune che venga miscelato a miele di castagno in quanto non è possibile separare il nettare del tiglio da quello del castagno, data la vicinanza delle due specie di alberi. Nella zona padana si producono addirittura mieli di tiglio derivanti da alberi di città, che sorgono in abbondanza nei parchi o lungo i viali della zona. Negli ultimi anni non è raro trovare mieli di tiglio "urbano", ovvero derivante da alberi di zone cittadine, in alcuni casi anche piuttosto degradate, il cui aroma risulta particolarmente influenzato dall'ambiente esterno. Mieli di tiglio vengono prodotti in abbondanza anche nell'Europa dell'Est, in Russia e in Cina. A causa del sapore così forte e caratteristico questo tipo di miele può non piacere a tutti, ma ha dei fedeli estimatori a cui è rivolta una piccola ma specifica commercializzazione.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà benefiche del miele di tiglio?
    Il miele di tiglio è rinomato per le sue spiccate proprietà sedative, antispasmodiche e balsamiche. È particolarmente indicato per alleviare stati d'ansia, irrequietezza e insonnia, favorendo un riposo sereno. Grazie alla sua azione mucolitica ed espettorante, risulta efficace contro tosse, raffreddori e sindromi influenzali. Inoltre, possiede effetti antinfiammatori e aiuta a regolare la digestione, risultando utile anche per contrastare l'alitosi e i dolori mestruali.
  • Come si presenta il miele di tiglio e qual è il suo sapore?
    Questo miele ha un aroma intenso e caratteristico, spesso descritto come simile a quello della menta e del pino. Il sapore è di media dolcezza con un retrogusto medicinale e nocino; i mieli di montagna tendono ad avere note più amarognole e fresche. La colorazione varia dal chiaro-ambrato (se puro e liquido) allo scuro-rossastro (se ricco di melata e cristallizzato). La cristallizzazione è un processo naturale che indica la genuinità del prodotto.
  • Dove viene prodotto principalmente il miele di tiglio in Italia?
    La produzione principale avviene nelle zone alpine, con il Piemonte che guida la produzione, specialmente in Val d'Ossola e nelle valli novaresi, dove si ottengono mieli puri e uniflorali. Si trova anche nelle aree padane, derivante da alberi urbani, e in Europa dell'Est, Russia e Cina. Spesso, nelle zone limitrofe, il nettare del tiglio si mescola a quello del castagno, creando miscele comuni difficili da separare.
  • In quali modi può essere consumato il miele di tiglio?
    Può essere gustato semplicemente spalmato su pane a colazione o aggiunto a tè, infusi e tisane calmanti, preferibilmente tiepidi per preservarne le proprietà. È ottimo anche in cucina: si usa per preparare frittelle tradizionali, tortine saracene, o per insaporire frutta cotta al forno (come pere e mele). Si abbenda bene con formaggi stagionati come gorgonzola e caprino, sfruttando il contrasto tra il suo gusto intenso e la sapidità del caseificio.
  • Come conservare il miele di tiglio per mantenerne le proprietà?
    Per evitare la perdita di vitamine, enzimi e principi attivi, non bisogna mai aggiungere il miele a bevande bollenti. Se il miele cristallizza, per riportarlo allo stato liquido è sufficiente riscaldarlo delicatamente a una temperatura non superiore ai 45°C. Questo metodo garantisce che il prodotto mantenga intatte tutte le sue qualità terapeutiche e organolettiche originali, senza subire alterazioni dovute al calore eccessivo.