gelsomino

Fiori di campo

Gelsomino - Jasminum polyanthum

Il gelsomino si riconosce su tutte le rampicanti perchè è una pianta con un profumo intenso e gradevole, non solo coltivata per l'abbondante fioritura bianca.

di Redazione

25 settembre 2015

Gelsomino

La parola " Gelsomino" deriva dal persiano " yasamin" con la sovrapposizione della parola " gelso ". Appartiene alla famiglia delle Oleaccee, dai fiori stellati bianchi o gialli e molto profumati. Comprende circa duecento specie arbustive. Il Gelsomino più noto è lo Jasminus officinale. Altra specie rinomata è lo Jasminum umile. In tedesco: der Jasmin. In inglese: the jasmine. Aimè-Martin dice che il Gelsomino sembra essere stato creato appositamente per servire l'emblema dell' amabilità e lo paragona alle persone di carattere perfetto, che sembrano messe nella società per arricchirla moralmente. Il Gelsomino, originario del Malabar nelle Indie Orientali, fu importato nell'Europa dai navigatori spagnoli in epoca non ben precisata fra il 1524 ed il 1528. Ma in Italia sembra però che esistesse anche prima di quel tempo, e ne fa prova una figura di tal fiore ben disegnata e colorita che si trova nel Codice lasciatoci dal Rinio " Liber de Simplicibus" scritto nel 1415. Forse il Gelsomino ebbe nei suoi primi tempi la sorte comune con tanti altri fiori, fu o poco conosciuto o poco apprezzato. Il primo ad averne qualche esemplare fu Cosimo I de' Medici, detto il "Gran diavolo": si invaghì tanto di questo fiorellino, che volendo esserne l'unicopossessore, proibì severamente ai suoi giardinieri di regalarne anche una sola pianta e di riprodurlo in molti esemplari. L'ordine granducale fu scrupolosamente rispettato per molti anni e chi sa per quanto tempo ancora il Gelsomino sarebbe rimasto proprietà esclusiva dei Medici, se un caso fortuito non ne avesse agevolata la propagazione. Un giovane giardiniere, volendo presentare un ricco e gentil dono alla propria fidanzata nel giorno del suo onomastico, pensò di offrirle un ramoscello di Gelsomino, e così fece. La giovane gradì moltissimo: dolente che un così bello e raro fiore dovesse avvizzire così presto, lo mise in terra per conservarlo fresco più lungamente. Ottenne più di quanto sperasse. Il Gelsomino restò verde per tutto l'anno e nella seguente primavera gettò nuovi germogli e nuovi fiori. Assoggettato a miglior coltura si fece più robusto e diede rigogliosi polloni che costituirono altrettante piante. Divenne il padre, se non di tutti, almeno i buona parte dei Gelsomini che possediamo! Il ricavo della vendita di queste pianticelle fu tanto cospicuo, che i poveri amanti divennero ben presto sposi doviziosi e felici. Da quel tempo le giovinette toscane usarono portare nel dì delle nozze un mazzetto di gelsomini, in memoria di tale avvenimento. In Toscana ancora oggi si dice che " ragazza degna di portare quel mazzolino è ricca abbastanza per fare la fortuna del marito". La coltivazione del Gelsomino è delle più facili. Qualunque terra gli conviene, vegeta però meglio nei terreni leggeri e freschi ingrassati con letame cavallino ben macerato. I geli, se intensi e prolungati, possono uccidere i suoi rami, ma è raro che guastino le sue radici per cui, avvenendo ciò, basta tagliare in primavera verso terra i suoi rami per ottenere getti rigogliosissimi e riparare in soli due anni il danno sofferto. In certe zone d'Italia, specialmente il Liguria, si coltiva il gelsomino per uso in profumeria.

Caratteristiche del Gelsomino

Famiglia e genere Fam. Oleaceae, gen. Jasminum (più di 200 specie)
Tipo di pianta Arbusti o rampicanti
Fogliame Sempreverde o spogliante anche a seconda del clima
Esposizione sole
Rusticità In genere poco, ma alcune sono molto resistenti
Terreno Sciolto, neutro, ben drenato
Colori Bianco, rosa, giallo, rosso
Coltura Mediamente facile
Fioritura Giugno- luglio. Alcuni alla fine dell’inverno
Altezza 30 cm-10 metri
Propagazione Talea, propaggine, seme

Pianta di gelsomino

La pianta di gelsomino fa parte della famiglia delle Oleaceae. Nel il genere Jasminum possiamo contare più di 200 specie. Il portamento può essere arbustivo o rampicante anche a seconda delle dimensioni che raggiunge la pianta. Alcune varietà sono piuttosto compatte e cespugliose ( circa 1 metro di altezza). Altre sono rampicanti o sarmentose e possono raggiungere anche i 10-15 metri. Le foglie variano molto a seconda delle specie. I fiori, invece, hanno sempre forma di stella con alla base un lungo tubulo. I colori spaziano dal bianco al rosa al giallo al rosso.

Origine

Quasi tutti i gelsomini sono stati importati dall’Asia Centrale, ma alcuni provengono anche dall’Africa e dall’Australia. Il Jasminum Fruticans è l’unico originario dell’Europa. Il gelsomino officinale era già conosciuto dai greci e dai romani, ma andò perduto. Venne poi reintrodotto alla metà del 1400. Il Jasminum Sambac era coltivato in Inghilterra già nel 1600 mentre gli oggi popolarissimi Nudiflorum, mesnyi e polyanthum arrivarono nel tardo 1800. Singolare e curiosa è la storia del gelsomino Sambac in Italia: il granduca Cosimo de’ Medici fu il primo a possederne uno. Ne era molto geloso e vietò ce ne fosse tagliata anche solo una foglia (per paura che si cercasse di riprodurlo). La leggenda narra che un giovane giardiniere invece fece dono di un ramoscello alla sua fidanzata. Questa lo piantò nel suo giardino e il gelsomino radicò. Cominciarono allora a moltiplicarlo e a venderlo e con il ricavato poterono sposarsi. Da allora in Toscana tutte le spose portano un mazzetto di gelsomino.

Rusticità

Bisogna prima di tutto distinguere le varietà rustiche da quelle più sensibili al gelo. Le varietà rustiche in genere sopportano bene temperature fino a -15°C. Sono: Jasminum officinale, Jasminum nudiflorum, Jasminum mesnyi, Jasminum beesianum, Jasminum floridum, Jasminum odoratissimum, Jasminum Ozoricum, Jasminum x stephanense. Mediamente resistenti sono il jasminum polyanthum e il jasminum revolutum. Sono da considerarsi delicati invece il Jasminum Sambac e il grandiflorum.

Coltivazione e messa a dimora

La coltivazione dei gelsomini è molto semplice perché (a parte la scarsa rusticità di alcune specie) sono piante molto resitenti. Amano un terriccio sciolto, neutro e ben drenato. Prima di tutto bisogna scavare una buca che sia larga almeno il triplo del vaso e profonda circa 20-30 cm in più. L’ideale è riempirla con il 70% di terra di giardino (non troppo pesante) e un 30% di ghiaia. Sul fondo della buca è sempre ottima regola mettere un po’ di stallatico maturo

In vaso

Si può anche scegliere di coltivarli in vaso avendo cura di scegliere per questo le varietà più contenute. Per esempio l’ideale sono il Jasminum Odoratissimum, le diverse cultivar di Sambac o il polyanthum (da tenere piccolo). Coltivare in contenitore è una scelta obbligata per chi volesse possedere varietà delicate come il Sambac. Questo gli consentirebbe di ritirare in serra calda le piante durante l’inverno. I vasi devono essere larghi almeno 30 cm, ma si consiglia, se si può di dare contenitori più larghi e più profondi possibile. Il miscuglio di terra da giardino e ghiaia è indicato anche in questo caso. È fondamentale garantire un buon drenaggio creando sul fondo uno strato di ghiaia o argilla espansa.

Esposizione

L’esposizione ideale per i gelsomini è sempre il pieno sole. In queste condizioni daremo davvero alla pianta la possibilità di svilupparsi al meglio e fiorire abbondantemente. Ci sono alcune cultivar però che tollerano la mezz’ombra: il Jasminum laurifolium nitidum e il jasminum humile.

Irrigazioni e concimazioni

I gelsomini sono piante poco esigenti. È importante intervenire con le irrigazioni almeno una volta alla settimana nei primi due anni dall’impianto. Poi la pianta si potrà dire idricamente autonoma. Naturalmente se la pianta è in vaso andrà seguita più attentamente e le irrigazioni dovranno essere più frequenti, specie dove il clima è più torrido. Al momento della messa a dimora è sempre meglio aggiungere alla terra qualche buona manciata di concime organico ben stagionato. Per favorire una abbondante fioritura è opportuno somministrare nei mesi di aprile, maggio e giugno un buon concime liquido con un alto tenore in potassio. La somministrazione settimanale o quindicinale assicura ottimi risultati.

Parassiti e malattie

I gelsomini sono piante molto resistenti e raramente vengono colpite duramente. Può capitare che vengano attaccati da afidi o altri insetti fitofagi. È consigliabile combatterli con insetticidi che agiscano per contatto e ingestione.

Portamento e sviluppo

Lo sviluppo e il portamento variano molto da una cultivar all’altra. Cespugli o arbusti: hanno questo portamento in genere tutti i Sambac, . Odoratissimus, . Multipartitum, fruticans, parkeri, floridum, floridum, auriculatum. Sarmentoso: nitidum, officinal, azoricum, molle, X stephanense, nudiflorum, angulare, beesianum, mesnyi, simplicifolium, simplicifolium, polyanthum. Anche l’altezza è molto variabile. Si va dal Jasminum parkeri, 30 cm, all’officinale che può raggiungere anche i 15 metri.

Fiori di gelsomino

Per quanto riguarda i fiori, alcune varietà di gelsomino sono molto precoci, come il nudiflorum (fiorisce da novembre a marzo a seconda delle latitudini). Altri, come l’officinale, hanno una fioritura piuttosto breve che occupa in genere maggio-giugno. Il più precoce nella primavera è il polyanthum che comincia a fiorire già ad aprile. Fioritura prolungata hanno molte cultivar Sambac, il Grandiflorum e l’azoricum. I fiori hanno forme molto simili, ma varia il numero di petali e la lunghezza. I più particolari si possono trovare in alcune cultivar di Sambac. Per esempio il Sambac Maid of Orleans ha petali molto arrotondati mentre il famoso Granduca di Toscana ha una corolla molto doppia. Il colore più diffuso è il bianco spesso leggermente soffuso di rosa mentre alcune varietà come il x stephanense e il beesianum hanno infiorescenze rosa acceso o quasi rosso. Più diffuso è il giallo: odoratissimum, fruticans, parkeri, nudiflorum, humile, mesnyi.

Foglie

La forma delle foglie varia molto. Vale la pena ricordare che alcune specie hanno fogliami interessanti da inserire nel giardino. Ad esempio il Jasminum fluminense porta piccole foglie grigiastre. Interessanti anche alcune cultivar dell’officinale: l’argenteovariegatum ha foglie abbondantemente variegate di bianco. La Fiona Sunrise porta fogliame verde dorato. Il Jasminum fruticans ha particolari foglie: piccole, lucide e pennate.

Potatura gelsomino

I gelsomini non necessitano di una potatura regolare ogni anno. Sono piante che amano crescere senza essere contenute troppo. In linea generale è necessario intervenire all’inizio della primavera solo quando ci sono rami vecchi, secchi o disordinati, da eliminare alla base. Se si vuole si può, per stimolare una maggiore fioritura l’anno successivo, intervenire accorciando i rami dopo la loro fioritura (mai prima!) fino alla gemma che ha portato l’ultimo fiore. Sotto questo aspetto è importante sottolineare l’importanza di acquistare una varietà dalle giuste dimensioni. Inserire una pianta che tenderà a crescere molto in un posto angusto ci costringerà a potarla in maniera severa. Questo pregiudicherà in maniera irrimediabile le sue fioriture. Tuttavia se abbiamo un balcone e dobbiamo per forza di cose rispettare spazi e confini con degli eventuali vicini, la potatura ed il contenimento del gelsomino sono necessari. La potatura anche in questo caso andrà realizzata in due fasi, la prima di rinvigorimento e pulizia dopo l'inverno e la seconda di forma dopo la fioritura. In realtà molto spesso i due interventi si riducono ad un solo taglio di potatura estivo. Finita la bellissima fioritura di questa pianta andremo ad eliminare i rami cresciuti in eccesso cercando di contenere altezza e volume della pianta. Utilizzate un paio di forbici da potatura ben affilate e prestate attenzione al liquido bianco ed appiccicoso che uscirà dai rami tagliati.

Uso in giardino e accostamenti

I gelsomini possono trovare molti usi diversi anche a seconda del loro portamento. Le varietà rampicanti possono essere impiegate per rivestire grigliati, reti di confine, archi o fatte arrampicare sugli alberi. Bisogna, per le varietà che diventeranno imponenti, predisporre dei supporti adeguati che possano reggere il peso che raggiungeranno. È necessario anche ricordare che non tutte le varietà sarmentose hanno la capacità di aggrapparsi autonomamente ai supporti. Dovremo perciò intervenire noi stessi legando e indirizzando la pianta. Ottimi accostamenti possono essere con le rose rampicanti e con le clematis. I gelsomini con portamento arbustivo-cespuglioso possono essere inseriti negli spazi verdi sia come elementi isolati, sia accostati ad altri arbusti o erbacee perenni. Ottimo e classico è anche l’accostamento con piante di agrumi. Il profumo dei loro fiori si mescolerà e creerà una atmosfera mediterranea indimenticabile. Un consiglio spassionato è quello di coltivare i gelsomini vicino alle abitazioni o in luoghi in cui ci si intrattiene la sera. Il loro profumo si fa più penetrante durante le ore notturne e sarebbe un peccato non poterne usufruire.

Riproduzione

I metodi più semplici e più utilizzati per la riproduzione sono la talea e la propaggine. Soprattutto la seconda dà risultati soddisfacenti. Entrambe vanno eseguite in primavera. Per la talea è sufficiente prelevare un ramo e tagliarlo all’altezza di un nodo lasciando soltanto una o due foglie apicali. Bisogna inserirlo in un contenitore con terriccio molto leggero o, meglio, sabbia e agriperlite. È necessario mantenere il substrato umido e coprire il tutto con un film plastico (per non disperdere l’umidità). In genere sono sufficienti quattro-otto settimane per vedere la radicazione. La propaggine è più lenta, ma dà risultati migliori su cultivar più difficili da riprodurre. Bisogna scegliere un ramo flessibile, eliminarne le foglie basali e piegarlo fino al suolo e inserirlo all’interno di un vaso in maniera che rimangano interrati almeno due nodi fogliari per una lunghezza di almeno 10-15 cm. Le foglie apicali devono invece fuoriuscire dal vaso e essere legate ad un tutore. La porzione di ramo che emerge deve misurare circa 20 cm e portare almeno 10 foglie. La radicazione dovrebbe avvenire in circa 6-8 mesi. A quel punto si potrà staccare la porzione di ramo dalla pianta madre e continuare con la coltivazione.

Il significato del gelsomino

Anche se quasi sicuramente avrete comprato un rampicante di gelsomino per la splendida fioritura e per il profumo intenso che questa pianta emana, forse non sapete che oltre al valore ornamentale, il gelsomino ha anche un forte significato simbolico. Il gelsomino è infatti una pianta associata alla dolcezza, e alla sensualità che simboleggia la capacità delle persone di attrarre, convincere e farsi amare. Moltissime sono le leggende che sono state scritte sul gelsomino, una delle più interessanti è quella relativa a Kitza, la madre delle stelle, ma noi preferiamo limitarci a decantare le numerose qualità ornamentali di questa pianta.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra gelsomino bianco e gelsomino giallo?
    Il gelsomino bianco (come *Jasminum officinale* o *polianthum*) appartiene solitamente al gruppo delle specie rampicanti o sarmentose, caratterizzate da fiori profumatissimi e portamento che richiede supporti per arrampicarsi. Il gelsomino giallo (ad esempio *Jasminum nudiflorum* o *mesnyi*) è tipicamente arbustivo, meno vigoroso nell'arrampicata e spesso fiorisce in inverno o inizio primavera, offrendo un colore vivace quando poche altre piante sono in fiore. Mentre i bianchi sono famosi per il profumo intenso, i gialli sono apprezzati per la resistenza al freddo e la fioritura precoce.
  • Quando devo potare il gelsomino per evitare di togliere i fiori?
    La potatura dipende dalla fase di fioritura. Per le varietà primaverili/estive (che fioriscono sui rami dell'anno precedente), la potatura leggera va fatta subito DOPO la fioritura, accorciendo i rami fino alla gemma sottostante l'ultimo fiore. Non potare mai prima della fioritura, altrimenti elimineresti i boccioli. Per le varietà invernali (come il *nudiflorum*), la potatura si effettua a fine inverno, eliminando i rami vecchi e disordinati. Una potatura drastica in primavera toglierebbe i fiori dell'anno corrente.
  • Posso coltivare il gelsomino in vaso sul balcone?
    Sì, è possibile, ma con alcune accortezze. Scegli varietà compatte o cespugliose come *Jasminum odoratissimum*, *Sambac* o *polyanthum* (contenuto). Usa vasi larghi almeno 30 cm e profondi, con ottimo drenaggio (strato di ghiaia sul fondo). Il terreno deve essere sciolto e ben drenato. La coltivazione in vaso richiede cure maggiori: annaffiature più frequenti (specialmente d'estate) e concimazioni regolari, poiché le riserve nutritive si esauriscono prima rispetto alla piena terra. Le varietà delicate come il *Sambac* richiedono protezione dal gelo invernale.
  • Il gelsomino perde le foglie in inverno? È normale?
    Dipende dalla specie. Molte varietà comuni come il *Jasminum officinale* o il *Sambac* sono sempreverdi o semi-sempreverdi in climi miti, mantenendo il fogliame tutto l'anno. Altre, come il *Jasminum nudiflorum* (giallo), sono spoglianti e perdono le foglie in autunno/inverno, fiorendo nudo. Se un gelsomino sempreverde perde foglie improvvisamente, potrebbe essere stress da freddo intenso, troppa acqua o carenza luminosa. In caso di gelate forti, la pianta può sembrare morta sopra terra ma spesso ricaccia da terra in primavera.
  • Come posso far fiorire maggiormente il mio gelsomino?
    Per una fioritura abbondante, il fattore chiave è l'esposizione: il gelsomino ama il pieno sole. Assicurati che riceva almeno 6-8 ore di luce diretta giornaliera. Concimalo periodicamente (aprile-giugno) con un fertilizzante liquido ricco di potassio, che favorisce la formazione dei fiori. Evita eccessi di azoto, che stimolano solo le foglie a discapito dei fiori. Infine, una corretta potatura post-fioritura (per le varietà estive) stimola la produzione di nuovi rami che fioriranno l'anno successivo.

Scheda Tecnica

Jasminum spp.

Nome scientificoJasminum spp.
FamigliaOleaceae
Tipo di piantaArbusto o rampicante
OrigineAsia centrale, Africa, Australia (alcune specie europee)
EsposizionePieno sole (alcune varietà tollerano mezz'ombra)
TerrenoSciolto, neutro, ben drenato
IrrigazioneRegolare nei primi anni; autonoma successivamente (più frequente in vaso)
FiorituraPrimavera-Estate (variabile: da novembre ad aprile per alcune specie)
AltezzaDa 30 cm a 10-15 metri (dipende dalla varietà)
ConcimazioneConcime organico alla messa a dimora; liquido ricco di potassio in primavera/estate
PotaturaLeggera: rimuovere rami secchi/vetri in primavera; accorciare dopo la fioritura per stimolare nuovi getti
MoltiplicazioneTalea, propaggine, seme
Malattie e parassitiGeneralmente resistente; possibili attacchi di afidi
Difficoltà di coltivazioneMediamente facile

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