Dichondra

Domande e Risposte Giardinaggio

quale prato?

La dichondra è un'essenza che sta divenendo sempre più diffusa nei tappeti erbosi italiani, soprattutto quelli soleggiati e posti in luoghi dove gli inverni sono miti

di Redazione

23 maggio 2013

Domanda : quale prato?

Gentile staff, vivo al mare e sono il fortunato possessore di un giardino di 100mq circa esposto al sole fino alle 12.30 circa, dopodichè, il sole illumina la parte anteriore di casa ponendo in ombra il giardino. Vorrei piantare un prato di Dicondra sia per un fattore estetico sia per la scarsa manutenzione ed acqua di cui necessita. Può essere la scelta giusta o mi consigliate un'altra tipologia? Un giardiniere mi ha consigliato di piantare la dicondra su di uno strato di segatura di uno spessore di 2cm circa e coprire la semina con la torba. Che ne pensate? In attesa invio cordiali saluti.

Risposta : quale prato?

Gentile Adriano, ritengo che la dichondra sia perfetta per il tuo giardino, soprattutto per il fatto che con il passare degli anni da vita ad un tappeto erboso a bassa manutenzione, mantenendosi sufficientemente bassa da non necessitare di sfalci e sopportando molto bene la siccità; visto che la tua casa si trova in una zona con inverni miti, non avrai alcun problema, perché la dichondra non vegeta bene nei mesi invernali solo nelle zone in cui si presentano gelate intense e persistenti. Più che altro ti avviso del comportamento che ha questa pianta: quando si semina un prato con sementi comuni (le tipiche graminacee a foglia lineare) dopo pochi mesi in cui le piantine sono costituite da poche foglioline, si ottiene un tappeto erboso compatto, che tenderà a divenire sempre più pieno nel passare delle settimane e in seguito ai primi sfalci. Con la dichondra gli avvenimenti spesso non sono questi: si semina un tappeto erboso di dichondra in purezza, si ottengono minuscole piantine dall’aspetto fragile e delicato, e dopo pochi mesi si decide che il clima non è adatto alla pianta e si rinuncia al prato di dichondra, per tornare alle solite graminacee. Questo perché la dichondra impiega un poco più di tempo per colonizzare il terreno, rispetto alle solite essenze utilizzare per preparare i tappeti erbosi. Per evitare questo, si tende a seminare un miscuglio costituito da dichondra e da un'altra graminacea a vita breve, come il lolium (loietto per prati); questa graminacea, pur necessitando di sfalci, tende a non sopravvivere a lungo, e a venire sopraffatta dalla dichondra. Si ottiene così un tappeto erboso dapprima un poco sfilacciato, ma che nell’arco di un paio di anni è costituito completamente da dichondra; la supremazia della dichondra viene poi incoraggiata dalla nostra mano, che in primavera e in autunno andrà ad aggiungere un poco di semente di dichondra nei luoghi dove il prato non è ancora ben compatto. La storia della segatura la sento oggi per la prima volta e sinceramene non so quanto possa essere utile; prima di seminare dovrai invece lavorare a fondo il terreno, se è molto compatto aggiungi sabbia, o lo specifico terriccio per tappeti erbosi che si trova in vivaio, che oltre alla sabbia contiene anche fertilizzanti che fungono da starter per la germinazione dei semi. Si semina a spaglio preparando un miscuglio di dichondra, loietto e sabbia chiara, in modo da riuscire a vedere dove abbiamo già sparso la semente e dove no; se riesci copri con qualche millimetro di terriccio e quindi passa il rullo, che permette di migliorare il contatto tra i semi e il terreno. Quindi annaffia abbondantemente, con un getto molto vaporizzato, in modo da non spostare i semi. Se nei primi mesi ti sembrerà che il prato sia un poco sfilacciato non demoralizzarti, ci vogliono almeno un paio di anni per avere un bel prato vigoroso di dichondra.

Naviga per:

Domande frequenti

  • La Dichondra è adatta a chi vuole un prato a bassissima manutenzione?
    Sì, la Dichondra è ideale per chi cerca un tappeto erboso a bassa manutenzione. Una volta stabilita, non richiede sfalci regolari poiché mantiene un'altezza contenuta naturalmente. Inoltre, mostra una discreta resistenza alla siccità, riducendo le necessità idriche rispetto alle graminacee tradizionali. L'unica accortezza è la pazienza iniziale: la pianta impiegano circa due anni per formare un tappeto completamente compatto e uniforme, richiedendo solo integrazioni di seme nei punti scoperti durante la fase di assestamento.
  • Posso usare la segatura come substrato per la semina della Dichondra?
    No, l'utilizzo della segatura come strato base non è consigliato e risulta inefficace. È preferibile lavorare a fondo il terreno esistente, migliorandone la struttura se troppo compatto aggiungendo sabbia o un terriccio specifico per tappeti erbosi ricco di nutrienti starter. Questi ultimi favoriscono la germinazione dei semi. Dopo la semina a spaglio, è sufficiente coprire i semi con pochi millimetri di terriccio e compattare leggermente con un rullo per garantire un buon contatto terra-seme, evitando quindi materiali organici grossolani come la segatura.
  • Perché la Dichondra cresce lenta e come accelerarne la copertura?
    La Dichondra colonizza il terreno più lentamente rispetto alle graminacee classiche, producendo inizialmente piantine fragili e un aspetto sfilacciato. Per accelerare il processo e ottenere un tappeto compatto, si consiglia di seminare un miscuglio con una graminacea a vita breve come il Loietto (Lolium). Il Loietto fornisce subito copertura verde e protezione, venendo poi progressivamente soppiantato dalla Dichondra nel giro di un paio d'anni. Mantenere il terreno umido con irrigazione vaporizzata è cruciale nella fase iniziale.
  • La Dichondra sopravvive agli inverni rigidi?
    La Dichondra non vegeta bene in presenza di gelate intense e persistenti. È quindi adatta principalmente a zone costiere o climatiche miti dove gli inverni sono dolci. Nelle aree soggette a forti geli, la pianta potrebbe soffrire o morire, rendendola una scelta rischiosa. Se vivi in una zona con inverni freddi, valuta alternative più rustiche o proteggi il prato con teli specifici, ma la sua natura opta per ambienti privi di freddo estremo.

Scheda Tecnica

Dichondra repens

Nome scientificoDichondra repens
FamigliaConvolvulaceae
Tipo di piantaPiante tappezzanti / Erbacea perenne
OrigineNord America
EsposizionePieno sole o mezz'ombra leggera
Temperatura minimaNon tollera gelate intense e persistenti
TerrenoBen drenato, preferibilmente sabbioso o misto a terriccio specifico
IrrigazioneModerata, buona resistenza alla siccità una volta stabilita
FiorituraPiccoli fiori verdi/marroncini poco appariscenti
AltezzaBassa, forma un tappeto denso senza bisogno di sfalcio frequente
ConcimazioneFertilizzante starter durante la semina; integrazione leggera in primavera/autunno
PotaturaNecessita di poca manutenzione, nessun taglio regolare richiesto
MoltiplicazioneSemina (spesso in miscuglio con loietto/Lolium per facilitare la colonizzazione)
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, attenzione al ristagno idrico
Difficoltà di coltivazioneMedia all'inizio (colonizza lentamente), facile da gestire una volta adulto