Bruco americano

Parassiti e Malattie

Bruco americano

Il bruco americano è uno degli insetti più pericolosi al mondo per coloro che amano il giardinaggio perché potrebbe divorare le foglie del proprio giardino.

di Redazione

06 febbraio 2017

Un parassita del giardino

Il bruco americano (conosciuto anche con il nome di Infantria americana) è un lepidottero defogliatore, perché ama nutrirsi di foglie di alberi o piante, appartenente alla famiglia Erebidae, la più numerosa famiglia al mondo di lepidotteri. Questo insetto, come si deduce dal nome, proviene dai paesi dell'America settentrionale, principalmente dagli Stati Uniti e dal Canada. Si è diffuso in Italia tra il 1975 ed il 1977, infestando prima il nord Italia e poi la parte centrale della penisola. Il bruco americano è molto pericoloso per tutti gli amanti del giardinaggio; Il lepidottero, infatti, causa danni gravi alla vegetazione presente nelle grandi aree verdi urbane, lungo le strade e lungo i binari ferroviari. Durante la sua fase adulta ha la forma di una farfalla bianca con l'apertura alare di circa 25 o 30 millimetri.

Sviluppo del bruco americano

Il bruco americano, come ogni lepidottero esistente, attraversa diverse fasi durante l'arco della sua vita. Le uova vengono deposte da un esemplare adulto che abitualmente assume la forma di una farfalla bianca o con puntini neri sul dorso. Le uova sono di colore verde pallido, di forma ovale, vengono deposte congiunte in placche comunemente posizionate nella parte inferiore della pagina delle foglie. Dalle uova nascono le larve, di colore giallastro e la testa nera perlopiù ricoperti sul dorso di peli bianchi e neri. Di solito al raggiungimento della maturità le larve giungono ad una lunghezza di circa 35 centimetri. Le larve si richiudono in una crisalide, ordinariamente di colore marrone. Una volta adulto, il bruco americano erode la crisalide nella parte inferiore e per nutrirsi mangia la crisalide intera. Dopo questa evoluzione il ciclo vitale del bruco americano può ricominciare.

Metodi per combattere il bruco americano

Come detto in precedenza il bruco americano è un bel problema per chiunque ami il giardinaggio e possiede il pollice verde. Esistono però vari metodi per combattere questo vorace insetto che predilige foglie di grandi dimensioni. La prima soluzione per eliminare il lepidottero è di tipo meccanico. È consigliato tagliare e bruciare i nidi biancastri dell'insetto non appena le larve stanno iniziando la loro trasformazione in crisalidi. Normalmente bisogna rimuovere i nidi nel periodo di Maggio per eliminare la prima generazione e successivamente nel periodo di Agosto per eliminare la seconda. La seconda soluzione è di tipo chimico. Esiste infatti un batterio in natura, chiamato Kurstaki che è capace di uccidere l'intera colonia nel periodo precedente la trasformazione in crisalide. Si ricorda che questo batterio quasi sempre viene utilizzato all'imbrunire, visto che è sensibile al sole. Inoltre è un prodotto con una scarsa percentuale di acidità.

Altri metodi per eliminarlo

Ci sono anche altri modi per combattere ed eliminare questo fastidioso lepidottero. Un buon metodo per sterminare il bruco americano è di tipo chimico. Esistono infatti diversi principi attivi che contrastano la riproduzione del bruco facendolo morire non appena questi raggiunge la fase larvale. Utilizzare anche delle trappole a feromoni si può rivelare un buon metodo per scoprire il momento nel quale l'insetto è più vulnerabile. In natura, poi, si trovano diversi predatori del bruco americano. Fra questi si ricordano diverse specie di ragni ed insetti come la forbicina e le vespe. È importante inoltre prestare particolare attenzione a coloro che fanno crescere nel proprio giardino alberi come Pioppi e Salici. Per quelli che invece possiedono delle coltivazioni fruttifere è importante prestare attenzione ad alberi come meli e noci.

Domande frequenti

  • Cos'è il bruco americano e quali danni provoca?
    Il bruco americano, noto scientificamente come *Infantria americana*, è un lepidottero defogliatore originario del Nord America, arrivato in Italia tra il 1975 e il 1977. Appartiene alla famiglia Erebidae e rappresenta una seria minaccia per il giardinaggio poiché le sue larve si nutrono avidamente delle foglie di alberi e piante. Causano gravi danni alla vegetazione, specialmente nelle aree verdi urbane, lungo le strade e i binari ferroviari, portando spesso alla completa defogliazione degli ospiti preferiti.
  • Quali piante sono più colpite dal bruco americano?
    Questo parassita predilige specificamente alcune specie arboree. Tra quelle da monitorare con maggiore attenzione ci sono i pioppi e i salici, che rappresentano le sue fonti di cibo preferite. Anche le coltivazioni fruttifere non sono immuni: meli e noci sono frequentemente attaccati dalle larve. Chi possiede questi alberi nel proprio giardino deve prestare massima vigilanza durante la stagione primaverile ed estiva per individuare tempestivamente la presenza delle larve e prevenire danni diffusi.
  • Come riconoscere le larve del bruco americano?
    Le larve del bruco americano sono facilmente identificabili grazie alle loro caratteristiche fisiche distintive. Hanno un colore giallastro sul corpo e una testa nera. La caratteristica più evidente è la presenza di peli bianchi e neri che ricoprono prevalentemente il dorso. Al raggiungimento della maturità, queste larve possono raggiungere una lunghezza notevole, arrivando fino a circa 35 centimetri. La loro presenza è solitamente segnalata dalla formazione di nidi biancastri sulle foglie o sui rami.
  • Quando intervenire per eliminare i nidi del bruco?
    L'intervento meccanico consiste nel tagliare e bruciare i nidi biancastri creati dalle larve. I momenti cruciali per questa operazione sono due: a maggio, per eliminare la prima generazione di larve mentre iniziano la trasformazione in crisalidi, e ad agosto, per agire sulla seconda generazione. Rimuovere i nidi in questi periodi specifici aiuta a interrompere il ciclo riproduttivo dell'insetto e a contenere la popolazione prima che diventi numericamente ingestibile e distruttiva.
  • Esistono metodi biologici per combattere il bruco americano?
    Sì, esiste un metodo biologico efficace basato sull'uso di un batterio naturale chiamato *Kurstaki*. Questo agente biologico è capace di eliminare l'intera colonia di larve nel periodo precedente la loro trasformazione in crisalide. Poiché il batterio è sensibile ai raggi solari, l'applicazione va effettuata preferibilmente all'imbrunire per garantirne l'efficacia. Si tratta di un prodotto con scarsa acidità, ideale per un controllo mirato che rispetti l'ambiente circostante e riduca l'impatto chimico.
  • Come usare le trappole a feromoni contro il bruco?
    Le trappole a feromoni costituiscono un ottimo strumento di monitoraggio piuttosto che di eliminazione diretta. Il loro utilizzo permette di scoprire il momento esatto in cui l'insetto adulto è più attivo e vulnerabile. Identificando questo periodo critico, il giardiniere può sincronizzare perfettamente gli interventi di lotta, sia meccanici che biologici, massimizzandone l'efficacia. L'uso combinato di trappole e altri metodi, come l'impiego di predatori naturali (ragni, forbicine, vespe), offre una strategia integrata di gestione del parassita.