Esemplare larice

Alberi

Il larice

Il larice appartiene alla famiglia dei pini: si tratta quindi di una conifera, una specie che perde le foglie aghiformi durante autunno e inverno.

di Redazione

04 gennaio 2017

Caratteristiche principali

Il larice è il nome italiano del genere Larix, al cui interno sono comprese una decina di specie diffuse nelle regioni fredde e montuose delle zone temperate dell'emisfero boreale. I larici sono piante ornamentali dal fusto eretto e dalla chioma a forma di cono e sono la prova del fatto che non sempre le conifere sono essenze sempreverdi. Queste piante prediligono terreni drenati e aperti, sabbiosi o ghiaiosi. Crescono bene sia in climi marittimi che rocciosi, ma non sopportano un eccessivo apporto d'acqua o gelate tardive. Infatti un larice generalmente non necessita di irrigazioni, anche se ha bisogno di un buon livello di umidità dopo essere stato messo a dimora. In questo caso è opportuno irrigare regolarmente la pianta, bagnando il terreno abbondantemente, in modo che la pianta sviluppi le radici in profondità. Un larice adulto può restare per settimane senz’acqua.

Accorgimenti da seguire

Il larice viene generalmente considerato un’essenza pioniera, perché riesce a stabilirsi anche a notevoli altitudini, là dove altre conifere non arrivano. Si adatta quindi abbastanza facilmente ai rigori ambientali e deve ciò al fatto di essere caducifoglio. Il larice può essere coltivato in qualunque terreno, anche se predilige quelli ghiaiosi o sabbiosi; inoltre necessita di posizioni aperte proprio per il fatto che si sviluppa notevolmente in altezza. Le condizioni ottimali prevedono anche un'esposizione a mezz'ombra e lontana dallo smog. Il larice può crescere anche in ambienti vicini al mare e tollera molto bene gli inverni freddi e asciutti e le nevicate. Tuttavia è bene tenere a mente che gli esemplari più giovani possono essere danneggiati da venti gelidi fuori stagione oppure da gelate tardive: di conseguenza si consiglia di proteggerli adeguatamente.

Come coltivarne uno in giardino

La specie di larice più diffusa al mondo è quella decidua: viene detta anche Larix europaea e gli alberi si caratterizzano per raggiungere un'altezza anche di 40 metri. Questa varietà è molto diffusa come pianta ornamentale proprio a causa del suo portamento: di conseguenza non è raro trovarla nei giardini. Generalmente attecchisce in qualunque tipo di terreno, anche poco fertile, purché soleggiato e lontano da fonti inquinanti. La concimazione del larice avviene soltanto quando la pianta viene messa a dimora; questa operazione viene eseguita in genere durante il periodo primaverile. In questo caso occorre dello stallatico maturo da interrare ai piedi dell'esemplare così che raggiunga le radici. La concimazione può essere ripetuta ogni anno durante la primavera per aumentare il livello di sostanze nutritive nel terreno. Se è già sciolto e fertile, si tende a evitare la concimazione.

Parassiti e malattie

Un'eccessiva irrigazione oppure condizioni ambientali troppo disagevoli possono rendere il larice estremamente sensibile all'attacco di funghi e parassiti. Ad esempio, se il livello di umidità è troppo alto oppure se il clima è troppo caldo, non è raro che la pianta sia interessata da malattie fungine. Queste, però, non si limitano a una sola parte dell'albero, ma si propagano su tutta la pianta e successivamente colpiscono anche gli esemplari vicini. A questo punto bisogna sradicare l’albero infetto perché i funghi non attacchino anche gli altri. Altre patologie che possono colpire la specie sono le infestazioni dei pidocchi del larice (caratteristici di climi secchi e caldi e simili per aspetto agli afidi del cedro) e degli afidi. Nelle zone di alta montagna è presente un parassita che provoca la perdita delle foglie: si tratta della Zeiraphera diniana, però il larice tende generalmente a recuperare la sua chioma in breve tempo.

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Domande frequenti

  • Il larice è una conifera sempreverde?
    No, il larice è una conifera decidua, unica tra le principali conifere europee a perdere gli aghi durante l'autunno e l'inverno. Questo adattamento lo rende particolarmente resistente alle condizioni climatiche rigide delle zone montane e fredde. Durante la bella stagione presenta una chioma verde chiaro, mentre in inverno rimane nudo, assumendo un aspetto diverso rispetto alle solite abeti o pini sempreverdi.
  • Come si cura il larice dopo il trapianto?
    Nel primo anno dopo il trapianto, il larice richiede annaffiature regolari e abbondanti per favorire lo sviluppo radicale in profondità. Una volta stabilito, diventa molto resistente alla siccità e può rimanere settimane senza acqua. È consigliabile somministrare stallatico maturo interrato ai piedi della pianta in primavera, soprattutto se il terreno è povero, per supportare la crescita iniziale.
  • Quali problemi fitosanitari può avere il larice?
    Le cause principali di malattia sono l'eccesso di umidità nel suolo e il caldo intenso, che favoriscono attacchi fungini letali che richiedono spesso l'eliminazione dell'albero infetto. Altri nemici comuni includono pidocchi del larice e afidi, tipici di climi secchi e caldi. In alta montagna è presente la tignola Zeiraphera diniana, che causa defogliazione ma da cui la pianta recupera rapidamente.
  • È adatto alla coltivazione in vaso o in piccoli giardini?
    Il larice è un grande albero che può raggiungere i 40 metri di altezza, rendendolo inadatto a vasi o piccoli spazi residenziali standard. Predilige posizioni ampie e aperte per svilupparsi correttamente in altezza. Non è consigliato per giardini piccoli, poiché le sue dimensioni mature richiederebbero molto spazio e la sua radicazione potrebbe disturbare strutture vicine.
  • Quale esposizione e tipo di terreno preferisce?
    Il larice ama il pieno sole e i terreni ben drenati, ideali quelli sabbiosi o ghiaiosi. Tollera bene il mare e il freddo intenso, ma soffre i ristagni idrici e le gelate tardime, specialmente sugli esemplari giovani. Meglio evitarlo in zone molto ventilate e fredde in inverno per i giovani impianti, e lontano da fonti di smog urbano.

Scheda Tecnica

Larix spp.

Nome scientificoLarix spp.
FamigliaPinaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineEmisfero boreale (zone fredde e montuose)
EsposizionePieno sole, preferibilmente aperta e lontana da smog
TerrenoDrenato, sabbioso, ghiaioso, anche povero; mal sopporta ristagni idrici
IrrigazioneRegolare solo al trapianto; adulta resistente alla siccità
FiorituraNon applicabile (conifera)
AltezzaFino a 40 metri
ConcimazioneStallatico maturo in primavera al trapianto; opzionale annuale successiva
PotaturaNecessaria
Malattie e parassitiFunghi da eccesso umidità, pidocchi, afidi, Zeiraphera diniana
Difficoltà di coltivazioneMedia (sensibile a ristagni e gelate tardive sui giovani)

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