ibisco fiore

Piante da Giardino

Ibiscus

L'ibiscus è una pianta robusta con fiori che sembrano usciti dal pennello di un abile artista, l'ideale per dare lustro al giardino o al terrazzo.

di Redazione

09 novembre 2016

La corretta annaffiatura dell'ibiscus

L'ibiscus tollera bene il caldo e anche brevi periodi di siccità, ma il suo ambiente ideale è quello umido. Il terriccio che accoglie la pianta, quindi, deve essere sempre bagnato ma senza eccessi d'acqua, perché i ristagni idrici possono danneggiare gravemente la pianta e marcirne le radici. Quelle che abbisognano di maggiori annaffiature sono le piante più giovani, aventi cioè un apparato radicale non ancora ben sviluppato. Per quelle più "datate", basta irrigare quando si nota che il terreno è troppo asciutto, mentre in inverno l'acqua piovana è, di solito, più che sufficiente a soddisfare i bisogni della pianta. L'ibiscus può stare sempre all'aperto ma, se la temperatura scende al di sotto dei 12° C, dovrebbe essere riparato da un "telo da giardinaggio in tessuto non tessuto".

Coltivare l'ibiscus

Il metodo migliore per iniziare la coltivazione dell'ibiscus è quello del "taleaggio", ossia dell'impianto di una talea prelevata dalla pianta madre. Da quest'utlima, si recide un ramo semi-legnoso della lunghezza di circa 10 cm e lo si pone in un terriccio costituito, in parti uguali, da torba e da un substrato soffice e ricco di sostanze organiche. Dopo la radicazione, la talea deve essere reimpiantata su un recipiente più grande. Il periodo più indicato per la propagazione a mezzo del taleaggio è quello primaverile, quando la pianta riprende vigore dopo la stagione di messa a riposo. L'ibiscus, se ben curato, cresce velocemente, quindi si deve procedere al rinvaso in un contenitore adatto ma non superiore ai 30 cm di diametro. Il terreno indicato per queste piante è quello fertile e ben drenato.

Come e quando concimare l'ibiscus

Per supportare la fioritura, l'ibiscus va aiutato con un'adeguata concimazione. Se si usano i fertilizzanti granulari a lento rilascio, basta somministrarli a inizio primavera e con l'arrivo delle prime giornate autunnali. I concimi liquidi, invece, vanno diluiti con l'acqua (in dosi inferiori a quelle indicate sulla confezione del prodotto), e nebulizzati sulla pianta con cadenza bimestrale. E' importante utilizzare dei prodotti ricchi di potassio ma con basso apporto di azoto, perché questo microelemento aiuta lo sviluppo della sola parte vegetativa e, se eccedente, potrebbe privare l'ibiscus dell'energia necessaria per la fioritura. A fine inverno, dopo il riposo, la pianta ha bisogno di un ulteriore integrazione di sostanze organiche: a tal fine, al substrato di coltura va aggiunto dello stallatico o del "compost".

Ibiscus malattie e rimedi

La pianta di ibiscus è bersaglio di numerosi parassiti e funghi: tra i primi, i più usuali sono le afidi e gli acari che, succhiando la linfa, producono la "melatta", una patina zuccherina che ricopre le parti vegetative e che attira le formiche. Le malattie fungine più frequenti dell'ibiscus sono le fumaggini e l'oidio, facilmente riscontrabili dalla presenza di macchie biancastre e polverose sulle foglie e sui rami della pianta. In tutti questi casi, i rimedi sono rappresentati da antiparassitari e antifungini specifici che possono essere usati anche come valida profilassi preventiva. Per scongiurare l'attacco dell'oidio, può essere utile ricorrere a una terapia sistemica, volta a rafforzare i meccanismi di difesa della pianta: si tratta di sostanze attive, da usare seguendo le precise indicazioni del vivaista, a base di "rifloxystrobin", il "bupirimate" e "cyflufenamide".

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Domande frequenti

  • Come devo annaffiare correttamente l'ibisco?
    L'ibisco richiede un terreno costantemente umido ma mai fradicio, poiché i ristagni idrici causano rapidamente il marciume radicale. Annaffia regolarmente durante la stagione calda, assicurandoti che il terriccio sia sempre bagnato in superficie. Nelle piante adulte, attendi che il suolo si asciughi leggermente tra un'annaffiatura e l'altra. In inverno, riduci drasticamente le irrigazioni, affidandoti spesso solo alle piogge naturali, purché la pianta sia all'aperto e non gelida. Le piante giovani hanno bisogno di cure più costanti fino a quando l'apparato radicale non si è sufficientemente sviluppato.
  • Qual è il periodo migliore per fare le talee di ibisco?
    Il momento ideale per propagare l'ibisco tramite talee è la primavera, quando la pianta riprende il suo vigore vegetativo dopo il riposo invernale. Preleva rametti semilegnosi lunghi circa 10 centimetri dalla pianta madre. Pianta immediatamente le talee in un substrato misto composto da parti uguali di torba e un materiale soffice ricco di sostanza organica. Questo mix garantisce il giusto equilibrio di umidità e aerazione necessario per favorire la radicazione prima di trapiantare le nuove piantine in vasi più grandi.
  • Quale tipo di concime è consigliato per l'ibisco?
    Per favorire una fioritura abbondante, l'ibisco necessita di concimi ricchi di potassio e con un basso contenuto di azoto, poiché un eccesso di azoto stimola solo la crescita delle foglie a discapito dei fiori. In primavera e autunno, puoi somministrare fertilizzanti granulari a lento rilascio. In alternativa, usa concimi liquidi diluiti nell'acqua (con dosaggi inferiori a quelli indicati) applicandoli ogni due mesi. A fine inverno, integra il terreno con sostanza organica come stallatico maturo o compost per supportare la ripresa vegetativa.
  • Come proteggere l'ibisco dal freddo invernale?
    Sebbene alcune specie tollerino temperature miti, l'ibisco soffre se le temperature scendono stabilmente sotto i 12°C. Per proteggerlo, copri la chioma con teli in tessuto non tessuto, che isolano termicamente senza soffocare la pianta. Se coltivato in vaso, spostalo in una zona riparata o in serra fredda. Durante l'inverno, le annaffiature devono essere minime, limitandosi spesso all'acqua piovana raccolta, per evitare che le radici marciscano nel terreno freddo e umido. Una protezione adeguata garantisce la sopravvivenza della pianta per la successiva stagione.
  • quali parassiti e malattie colpiscono comunemente l'ibisco?
    L'ibisco è soggetto ad attacchi di afidi e acari, che succhiano la linfa producendo melata, una sostanza appiccicosa che attira le formiche e favorisce la fumaggine. Tra le malattie fungine, l'oidio è frequente, riconoscibile dalle macchie bianche polverose su foglie e rami. Per prevenire e curare questi problemi, utilizza specifici antiparassitari e antifungini. In caso di oidio, terapie sistemiche a base di principi attivi come rifloxsistrobin, bupirimate o cyflufenamide possono rafforzare le difese naturali della pianta, migliorandone la resistenza futura agli attacchi patogeni.

Scheda Tecnica

FamigliaMalvaceae
Tipo di piantaArbusto
OrigineAsia tropicale/subtropicale
EsposizioneSoleggiata, riparata dal vento
TerrenoFertile, ricco di sostanza organica, ben drenato
IrrigazioneRegolare, terreno sempre umido ma mai zuppo; evitare ristagni
FiorituraEstate-Autunno
AltezzaDa 0,5 m a 2+ metri (dipende dalla specie)
ConcimazioneInizio primavera e autunno; concimi liquidi bimestrali ricchi di potassio e poveri di azoto
PotaturaLeggera a fine inverno per contenere la forma e stimolare la fioritura
MoltiplicazioneTalee semilegnose in primavera
Malattie e parassitiAfidi, acari, cocciniglie, oidio, fumaggine
Difficoltà di coltivazioneFacile/Media

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