Siepe frangivento composta da cipressi

Siepi

Pini da siepe

I pini da siepe sono conifere appartenenti a varie specie come il larice e l'abete. Grazie alla loro chioma folta e alla loro spiccata resistenza agli agenti atmosferici, questi arbusti sono particolarmente adatti alla realizzazione di barriere frangivento.

di Redazione

05 aprile 2016

Pini da siepe: caratteristiche

I pini da siepe sono piante folte e robuste appartenenti a varie specie di conifere. Alcuni, come il larice, l'abete e il cedro, fanno parte della famiglia delle pinaceae; altri sono arbusti di cupressaceae, come il cipresso di Leyland. Questi alberi sono comunemente indicati con il termine generico di "pini da siepe", dal quale però sono esclusi i pini veri e propri; la particolare conformazione del pino, infatti, non è adatta alla creazione di siepi. I pini da siepe sono caratterizzati da una crescita veloce e da un fogliame folto e ampio che limita fortemente la visibilità; queste piante, inoltre, resistono bene a parassiti, malattie fungine, inquinamento e fattori climatici avversi. La loro chioma fitta e la loro particolare robustezza consentono di realizzare barriere molto solide che contengono vento e rumori: in tal senso, questi arbusti sono la scelta ideale per delimitare o recintare uno spazio e proteggere la privacy di casa e giardino.

Pini da siepe: le specie più diffuse

I pini da siepe possono appartenere a specie differenti: le più diffuse sono il cipresso, il larice e l'abete. Il larice appartiene alla famiglia delle pineaceae: dalla caratteristica forma " a piramide", ha un'altezza che supera i 30 metri e resiste molto bene al freddo intenso, al vento e al gelo. Per questo, le siepi di larice sono solitamente utilizzate come barriere frangivento nelle zone dal clima molto rigido. Un'altra specie molto apprezzata per la realizzazione di siepi alte e fitte è l'abete del Canada, detto anche "tsuga": questo arbusto alto circa 30 metri ha una chioma densa e folta composta da aghi dall'intensa colorazione verde scuro. Di questa specie esiste anche una variante "nana" che raggiunge un'altezza massima di due metri: molto resistente al freddo, questa tipologia di pianta trova impiego nella composizione di barriere ornamentali e divisorie. La conifera da siepe più diffusa in assoluto, però, è il cipresso di Leyland: il suo fogliame fitto e compatto, infatti, è in grado di assicurare la migliore protezione da rumori, vento e sguardi indiscreti.

Pini da siepe: coltivazione

I pini da siepe attecchiscono facilmente su qualsiasi tipo di terreno: per questo non è necessario concimarli al momento della messa a dimora. La siepe va piantata in primavera o in autunno posizionando le piante ad una distanza di circa un metro l'una dall'altra: in questo modo è possibile lasciare alle chiome e alle radici lo spazio sufficiente per espandersi in libertà. Grazie alla loro grande capacità di adattamento, i pini da siepe possono essere esposti sia all'ombra che in pieno sole. E' molto importante potare regolarmente le chiome per favorirne il rinfoltimento e mantenere sempre la siepe all'altezza desiderata. Il terreno deve avere un buon sistema di drenaggio per evitare il rischio di ristagni idrici dannosi: a tale scopo, in fase di piantumazione è utile alleggerire il substrato mescolando al terriccio una certa quantità di sabbia o altro materiale. L'irrigazione deve essere accurata e regolare solo nel primo periodo successivo alla piantumazione: nel primo anno, infatti, la siepe richiede un'innaffiatura abbondante ogni due o tre giorni. Per il fabbisogno delle conifere adulte è solitamente sufficiente l'acqua piovana.

Pini da siepe: le malattie

I pini da siepe hanno una spiccata resistenza ai parassiti e alle malattie: in presenza di alcune condizioni, però, anche questi arbusti possono rivelarsi vulnerabili. Un terreno umido, pesante e non sufficientemente drenato può dar luogo a ristagni idrici nocivi e provocare l'insorgenza di marciumi e patologie fungine. Una delle malattie più insidiose è, in questo senso, il cosiddetto "marciume basale", causato da un fungo che attacca le radici. L'azione di questo agente patogeno porta ad un graduale deperimento della pianta ed è rilevabile dall'appassimento delle foglie. Le siepi formate da cipressi di Leyland sono spesso affette da una patologia nota come "cancro del cipresso": a determinarla è un agente fungino che infesta la corteccia e i rami. Per contrastare l'insorgenza di queste affezioni, l'unica soluzione è rappresentata da una strategia preventiva che preveda innaffiature poco frequenti e una accurata disinfezione delle attrezzature vivaistiche. Le parti della siepe già colpite dall'infezione devono essere potate e poi accuratamente disinfettate.

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Domande frequenti

  • Quali sono le migliori specie di conifere per creare una siepe frangivento?
    Le specie più indicate includono il Cipresso di Leyland, noto per la sua chioma compatta e rapida crescita, ideale contro vento e rumori. Il Larice offre ottima resistenza al freddo e al gelo, perfetto per climi rigidi. L'Abete del Canada (Tsuga) garantisce una barriera fitta e alta, mentre esistono varianti nane di abete per siepi ornamentali basse. Tutte queste conifere, pur non essendo pini veri e propri, rispondono bene al termine generico 'pini da siepe' grazie alla loro adattabilità.
  • Come si effettua la messa a dimora di una siepe di conifere?
    La piantumazione va eseguita in primavera o in autunno. È fondamentale preparare il terreno assicurandosi un ottimo drenaggio; si consiglia di mescolare sabbia al terriccio per evitare ristagni. Le piante vanno posizionate a circa un metro di distanza l'una dall'altra, lasciando spazio sufficiente per lo sviluppo di radici e chiome. Non è necessaria una concimazione specifica al momento della messa a dimora, poiché queste piante attecchiscono facilmente su vari tipi di suolo.
  • Quanto spesso bisogna irrigare una siepe di conifere appena piantata?
    Nel primo anno successivo alla piantumazione, l'irrigazione deve essere accurata e regolare. Si consiglia di somministrare acqua abbondante ogni due o tre giorni per favorire l'attecchimento delle radici. Una volta che la siepe è adulta, il fabbisogno idrico diminuisce notevolmente: generalmente, l'acqua piovana è sufficiente per mantenerla in salute, rendendo le conifere adulte molto resilienti alla siccità.
  • Quali sono le principali malattie che colpiscono le siepi di conifere?
    Le conifere da siepe sono generalmente resistenti, ma soffrono di ristagni idrici. Il principale pericolo è il 'marciume basale', un fungo radicale che causa appassimento e deperimento. Nei cipressi di Leyland è frequente il 'cancro del cipresso', che attacca corteccia e rami. Entrambe le patologie sono prevenibili evitando terreni pesanti e umidi, garantendo un buon drenaggio e disinfettando gli attrezzi da potatura per evitare contaminazioni incrociate.
  • È necessario potare le conifere usate come siepe?
    Sì, la potatura è essenziale per mantenere la forma e la densità della sieve. Bisogna intervenire regolarmente per favorire il rinfoltimento interno e controllare l'altezza desiderata. Inoltre, in caso di infezioni fungine come il cancro del cipresso, è cruciale rimuovere e disinfettare immediatamente le parti colpite per limitare la diffusione del patogeno. La potatura corretta aiuta anche a prevenire problemi legati alla scarsa circolazione dell'aria all'interno della chioma.

Scheda Tecnica

FamigliaPinaceae, Cupressaceae
Tipo di piantaConifera/Arbusto sempreverde
OrigineMisto (Nord America, Asia, Europa)
EsposizionePieno sole o ombra parziale
TerrenoQualsiasi, ben drenato, preferibilmente misto a sabbia
IrrigazioneRegolare nei primi anni; adulta sopporta pioggia naturale
FiorituraAssente (conifere); coni maschili/femminili piccoli
AltezzaDa 2 m (varianti nane) a oltre 30 m
ConcimazioneNon necessaria in fase di messa a dimora
PotaturaFrequente per rinfoltimento e mantenimento altezza
Malattie e parassitiMarciume basale, cancro del cipresso, funghi da ristagno idrico
Difficoltà di coltivazioneFacile

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