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talee

La vite si propaga con facilità prticando delle talee legnose; si possono utilizzare gli scarti provenienti dalle potature di fine inverno

di Redazione

10 aprile 2012

Domanda : talee

come posso fare le talee di vite

Risposta : talee

Gentile Mauro, le talee di vite si praticano prelevando dalla pianta dei rami che abbiano almeno 8-10 mesi di vita, già parzialmente o completamente lignificati, quindi il periodo migliore è in genere fine inverno, gennaio-febbraio, oppure in autunno inoltrato, settembre-ottobre. si prendono dei rami belli sani e vigorosi; volendo si possono utilizzare i rami che vengono tolti alla pianta al momento della potatura, servono dei rami di almeno 30-40 cm, con almeno tre belle gemme grosse e vigorose, o tre internodi. Si tagli il rametto alla base, dividendo a metà la gemma più bassa (o l’internodo più basso); se temi di non riuscire a tagliare a metà l’internodo, tagli il rametto appena sotto tale internodo; quindi interra il ramo, con una gemma a livello del terreno, e annaffialo ogni volta che il terreno è asciutto. Tali talee vengono spesso poste in terra già a dimora, ma ,dipende quante ne devi fare. Spesso si pratica anche una particolare operazione, ovvero si prende il rametto e lo si torce nella parte bassa, dove c’è la gemma tagliata a metà, fino a che non si sente che il legno smette di fare resistenza, e quindi si interra. Se vuoi maggiori probabilità che le tue talee attecchiscano puoi immergerle nell’ormone radicante, prima di interrarle; l’ormone radicante è una polvere che si trova facilmente nei vivai e nei garden center ben forniti, stimola la produzione di radici anche dal legno già duro e ben lignificato. Sulle viti spesso, invece delle tale, a fine estate si pratica la propagazione per margotta o per propaggine, ovvero si prende un ramo vigoroso e lo si porta verso terra, sotterrandolo in parte, e si attende che radichi. Ti ricordo che in Europa è diffuso un parassita, chiamato fillossera, molto dannoso per le viti; nei vigneti si coltivano tutte viti innestate, dove il portainnesto non viene attaccato da questo parassita, in quanto ne è praticamente immune; quando produci una talea, una margotta o una propaggine, ottiene una piata che è quasi sicuramente sensibile alla filossera, e quindi otterrai una vite che avrà vita breve. Oltre a questo, se poni una delle tue talee nei pressi di un vigneto, se la tua pianta verrà attaccata dalla filossera è probabile che il parassita si espanda anche sulle altre piante vicine, e quindi andrai a rovinare il resto del vigneto. In genere per evitare che una pianta di vite viva soltanto pochi anni, si pongono a dimora pianta già innestate, certificate, esenti da malattie di alcun tipo, che sicuramente ci doneranno i loro frutti per i lunghi decenni a venire.

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Domande frequenti

  • Quando è il periodo migliore per prelevare le talee di vite?
    Il periodo ideale per eseguire le talee di vite è durante la dormienza vegetativa. Le finestre temporali migliori sono la fine dell'inverno, tra gennaio e febbraio, oppure l'autunno inoltrato, da settembre a ottobre. In questi periodi, i rami sono parzialmente o completamente lignificati e hanno almeno 8-10 mesi di vita, garantendo una maggiore vitalità rispetto ai polloni verdi estivi.
  • Come si preparano correttamente i rami per la talea?
    Preleva rami sani e vigorosi lunghi 30-40 cm, assicurandoti che abbiano almeno tre gemme o internodi grossi. Taglia la base del ramo facendo attenzione: se riesci, dividi a metà la gemma inferiore; altrimenti, taglia appena sotto quell'internodo. Un trucco efficace è torcere leggermente la parte bassa del ramo fino a sentire il legno cedere, creando micro-fratture che favoriscono l'emissione delle radici.
  • È necessario usare ormoni radicanti per le talee di vite?
    Non è strettamente obbligatorio, ma è altamente consigliato per aumentare le probabilità di successo. Immergere la base della talea in polvere ormone radicante stimola la produzione di radici anche dal legno duro e lignificato. Questo prodotto è facilmente reperibile nei garden center e aiuta a superare le difficoltà naturali di radicamento della vite, specialmente nelle talee legnose.
  • Perché non si dovrebbero coltivare viti ottenute da talea o margotta in zone infestate da fillossera?
    Le viti europee (Vitis vinifera) sono estremamente sensibili alla fillossera, un parassita radicale devastante. Le moltiplicazioni vegetative dirette come talee, margotte o propaggini producono piante geneticamente identiche al genitore, mantenendo quindi la stessa vulnerabilità. Coltivare tali piante in aree a rischio porta quasi certamente alla morte della vite e può diffondere il parassita ad altri vigneti vicini. È fondamentale usare portinnesti americani resistenti.
  • Qual è l'alternativa sicura per avere una vite sana e longeva?
    La soluzione più sicura ed economica è acquistare piante già innestate, certificate e sane. L'innesto combina la resistenza della fillossera del portinnesto americano con la qualità produttiva della varietà europea. Queste piante, a differenza di quelle ottenute da talea, garantiscono una lunga durata vitale (decenni) e una corretta produzione di frutti, evitando i rischi sanitari legati alle moltiplicazioni dirette.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaarbusto rampicante
OrigineEuropa/Asia
Esposizionesole
Terrenoben drenato
Irrigazionemoderata
Fiorituraprimavera
Altezzavariabile
Concimazioneprimaverile
Potaturainvernale
Moltiplicazionetalea, margotta, propaggine, innesto
Malattie e parassitifillossera, oidio, peronospora
Difficoltà di coltivazionemedia