aglio di vassalico

Piante Medicinali

aglio di vessalico

Vediamo insieme come viene coltivato l'aglio di Vessalico. Tutte le proprietà che possiede e tutte le metodologie e i segreti per prendersi cura di questa varietà.

di Redazione

23 gennaio 2013

Aglio di vessalico

L’aglio di Vessalico prende il nome da una fiera – la cossiddetta “Fera” (fiera) di Vessalico – che si tiene in fondo alla valle dell’omonimo comune di Vessalico; si tratta di una fiera tradizionale, molto antica: secondo il Liber Decretorum di Vessalico, infatti, essa risalirebbe addirittura al 1760. Questa particolare varietà di aglio non viene coltivata solo a Vessalico, ma anche negli altri dieci comuni che fanno parte dell’Alta Valle Arroscia. Nell’aspetto questo tipo di aglio non si differenzia molto dagli altri: il suo bulbo, infatti, risulta naturalmente compatto ed è composto da una decina circa di spicchi la cui buccia esterna è di un bianco tendente al grigio, al rosato e al viola (soprattutto quando è fresco); gli spicchi invece (il cui nome scientifico è “bulbilli”) sono di un bianco leggermente tendente al giallo. A differenza di altre varietà di aglio, quello di Vessalico non presenta le classiche infiorescenze. L’aglio di Vessalico è una specie pregiata per via dell’aroma, deciso e più intenso dell’aglio comune, e del sapore delicato, tollerato anche da chi generalmente ha difficoltà a digerire l’aglio. Si conserva a lungo senza bisogno di accorgimenti particolari, e, pur conservando il proprio retrogusto corposo, non altera il sapore dei cibi cui viene aggiunto. È ottimo anche da consumare crudo, per condire verdure o insalate. Le proprietà aromatiche e benefiche dell’aglio di Vessalico gli sono conferite dall’ambiente in cui nasce e mature, quello cioè dell’Alta Valle Arroscia. Qui le coltivazioni di aglio possono godere di un clima temperato, privo di grossi sbalzi di temperature: la Valle Arroscia, infatti, si trova proprio ai piedi delle Alpi, non molto lontano dalle coste della Liguria, del cui clima mite risente molto; per questi motivi l’aglio qui coltivato non patisce né il freddo eccessivo in inverno né il caldo afoso in estate. Pur essendo l’unica specie coltivata, l’aglio di Vessalico non è l’unica varietà che cresce nella Valle: ve ne sono infatti altre trentanove che crescono spontaneamente tra Alpi, Appennini e costa ligure.

Come viene coltivato l’aglio di Vessalico

L’aglio di Vessalico viene coltivato sulle cosiddette “fasce” liguri, ossia lunghe terrazze caratteristiche delle zone collinari della Liguria: questi terrazzamenti vengono realizzati sfruttando le fiancate decrescenti delle colline e sono tenuti in piedi da muri a secco. Il terreno usato per la coltivazione è piuttosto leggero ma al tempo stesso estremamente fertile, ricco di componenti naturali benefiche per le piante che vi crescono. Questo perché gli appezzamenti vengono sfruttati per culture alternate, a rotazione, che prevedono periodi di riposo durante i quali i terreni non vengono coltivati per dar loro la possibilità di rigenerarsi, evitando così l’inaridimento precoce. In altri casi, invece, si effettua il cosiddetto “rovescio”, coltivando senape, rafano e altri tuberi in alternativa all’aglio. È molto importante, infatti, non sfruttare troppo la terra: solo così si possono ottenere prodotti di qualità. Gli spicchi d’aglio vanno seminati singolarmente, facendo attenzione a non interrarli troppo in profondità. I filari devono distare tra loro circa trenta centimetri, mentre per le singole piante è sufficiente una distanza di dieci centimetri circa. L’aglio di Vessalico viene seminato in autunno o durante i primi mesi invernali; da ottobre a metà gennaio, infatti, è il periodo più indicato per la semina. Non richiede grandi cure, poiché tutto ciò di cui ha bisogno è la luce del sole e talvolta anche dell’acqua, ma solo nei periodi di siccità.

La raccolta

Per la raccolta dei frutti occorre attendere giugno. Gli agli appena colti sono morbidi, molto freschi: per questo motivo vanno lasciati essiccare in luoghi asciutti ma ombrosi, evitando il più possibile la luce del sole. L’essiccamento asciuga l’aglio, facilitandone così la conservazione. Successivamente si provvede a intrecciare gli agli in quelle che vengono chiamate “reste”, ossia una sorta di treccioni ciascuno del quali è formato da un minimo di dieci a un massimo di venti bulbi (teste di aglio). Un accorgimento apparentemente strano consiste nell’effettuare questa operazione di notte oppure alle prime luci dell’alba. Alla base di questa pratica non c’è una superstizione ma la necessità di lavorare più agevolmente l’aglio; di giorno è più difficile poiché le foglie sono più asciutte e risulta difficile intrecciarle.

Proprietà e usi dell’aglio di Vessalico

L'aglio di Vessalico non è solo uno degli ingredienti più utilizzati nella tradizione culinaria ligure: è anche un ingrediente fondamentale della dieta mediterranea, che si avvale dei prodotti più genuini coltivati in Italia. Oltre al celebratissimo pesto genovese, con l’aglio di Vessalico viene realizzata l’Aiè, una crema tradizionale a base di aglio usata per condire le pietanze più diverse, o anche del semplice pane. Oltre all’aglio, gli ingredienti di questa crema sono i tuorli e dell’olio d’oliva; essi vanno pestati in un mortaio proprio come accade per il pesto di basilico: la mistura così ottenuta va versata su verdure, pane abbrustolito o patate lessate. Tuttavia, oltre al più diffuso uso culinario, l’Aglio di Vessalico è ottimo anche per le sue proprietà curative e medicamentose, di recente sfruttate anche dalla fitoterapia, ossia quella branca di medicina alternativa che sfrutta le proprietà di fiori, piante ed erbe per curare patologie più o meno serie. L’aglio di Vessalico, infatti, è ottimo per la prevenzione dei tumori e dell’ipertensione, responsabile, tra le altre cose, di ictus e infarti. Non solo: è anche un ottimo antibatterico che agisce prevalentemente sull’intestino, purificandolo e debellando i parassiti che possono attaccarlo.

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Domande frequenti

  • Quali sono le differenze principali tra l'aglio di Vessalico e l'aglio comune?
    L'aglio di Vessalico si distingue principalmente per l'assenza di infiorescenze classiche e per un aroma più intenso ma un sapore più delicato, risultando spesso meglio tollerato dai soggetti sensibili. Il bulbo è naturalmente compatto, con una buccia esterna che varia dal bianco-grigiastro al rosato-viola, e contiene circa dieci spicchi bianchi-giallastri. A differenza di molte varietà commerciali, mantiene il suo corpo e il sapore anche dopo la cottura e si conserva a lungo senza trattamenti speciali.
  • Quando e come si seminano gli spicchi di aglio di Vessalico?
    La semina avviene in autunno o nei primi mesi invernali, idealmente tra ottobre e metà gennaio. Gli spicchi vanno piantati singolarmente, senza interrarli troppo in profondità. È fondamentale rispettare spazi precisi: circa 30 cm tra i filari e 10 cm tra una pianta e l'altra. La coltivazione beneficia di terreni leggeri e fertili, tipici delle terrazze liguri, dove si praticano rotazioni colturali per evitare l'esaurimento del suolo.
  • Come si effettua correttamente la raccolta e la conservazione?
    La raccolta si svolge a giugno, quando i bulbi sono ancora morbidi e freschi. Dopo il raccolto, l'aglio deve essere essiccato in luoghi asciutti e ombreggiati, proteggendolo dalla luce diretta del sole. Una tecnica tradizionale prevede l'intreccio dei bulbi in 'reste' (treccioni da 10-20 teste) durante le ore notturne o all'alba: in questo momento le foglie sono più flessibili e facilitano l'operazione rispetto alle ore calde diurne.
  • Quali sono le proprietà medicinali e i benefici per la salute?
    Oltre all'uso culinario, l'aglio di Vessalico è apprezzato in fitoterapia per le sue proprietà preventive e curative. Contribuisce alla prevenzione di ipertensione, ictus e infarti, oltre ad avere effetti positivi nella prevenzione tumorale. È inoltre un potente antibatterico naturale, efficace soprattutto contro i parassiti intestinali, aiutando a purificare l'apparato digerente e a contrastare infezioni batteriche.
  • In quali piatti tradizionali liguri si utilizza l'aglio di Vessalico?
    È ingrediente chiave della dieta mediterranea ligure, celebre per il pesto genovese. Viene utilizzato anche per preparare l'Aiè, una crema tradizionale ottenuta pestando in mortaio aglio, tuorli d'uovo e olio d'oliva. Questa salsa si versa su verdure, pane abbrustolito o patate lesse. Grazie al suo sapore delicato, non altera gli altri ingredienti, rendendolo ideale sia crudo nelle insalate sia cotto in varie preparazioni.

Scheda Tecnica

FamigliaAmaryllidaceae
Tipo di piantaPianta erbacea bulbosa
OrigineAlta Valle Arroscia, Liguria (Italia)
EsposizionePieno sole
TerrenoLeggero, fertile, ben drenato (tipico delle fasce liguri)
IrrigazioneModerata, solo in caso di siccità estiva
FiorituraAssente (non produce infiorescenze classiche)
AltezzaVariabile (dipende dal ciclo vegetativo pre-fioritura/bulbo)
ConcimazioneNon richiesta intensamente; il terreno è già ricco di nutrienti
PotaturaNessuna
MoltiplicazionePer divisione degli spicchi (bulbilli) in autunno/inverno
Malattie e parassitiGeneralmente resistente; sensibile a marciumi se il terreno è troppo umido
Difficoltà di coltivazioneFacile

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