Piante Medicinali

Santoreggia

Pianta aromatica e medicinale, che in Italia si sviluppa allo stato selvatico

di Redazione

16 dicembre 2011

La santoreggia è una pianta aromatica e medicinale originaria dell4asia, diffusa da millenni allo stato selvatico anche in Italia; si tratta di una pianta che spesso è riscontrabile negli incolti. Pianta annuale, o biennale, produce fusti eretti, scarsamente ramificati, sottili, alti al massimo 25-35 cm, che portano lunghe foglie, quasi lineari, sottili e delicate, molto aromatiche. In estate produce piccoli fiori lilla, molto decorativi. Le foglie di santoreggia si raccolgono prima della fioritura, mantengono il loro aroma anche se disseccate, quindi possono venire raccolte in grandi quantità. In cucina si utilizzano per insaporire carni, pesci e insalate; si possono utilizzare anche con il timo, negli arrosti e nei sughi di pomodoro. In erboristeria la santoreggia viene utilizzata come digestivo, e come tonico; si aggiunge ai collutori o ai dentifrici per le sue proprietà antiinfiammatorie.

Coltivare la santoreggia

Questa pianta si sviluppa anche allo stato selvatico nella nostra penisola, anche se non è sempre consigliabile raccogliere piante medicinali dalle zone incolte, soprattutto se non si ha un a precisa conoscenza dell’aspetto che queste piante hanno. Si coltiva in una zona soleggiata del giardino, in un terreno ben lavorato; si semina direttamente dimora, a spaglio, diradando le piccole piantine, in modo da lasciare più spazio per lo sviluppo ad ogni singola pianta. La semina si effettua in primavera, o anche in autunno, nelle zone in cui il clima invernale è mite. Speso le piante tendono ad auto seminarsi, quindi capita spesso che piccole piante germoglino continuamente, di anno in anno, nello stesso appezzamento. Sono piante che ben sopportano il clima caldo ed asciutto; quindi in genere si annaffia al momento della semina, e successivamente solo in caso di siccità prolungata. Per utilizzarne le foglie le piante vanno raccolte prima della fioritura, in primavera inoltrata.

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Domande frequenti

  • Quando è il periodo migliore per raccogliere le foglie di santoreggia?
    Le foglie di santoreggia devono essere raccolte preferibilmente prima dell'inizio della fioritura, generalmente verso la fine della primavera o l'inizio dell'estate. Questo momento garantisce il massimo contenuto aromatico e delle proprietà medicinali. È possibile raccogliere le piante in grandi quantità poiché le foglie mantengono intatto il loro profumo e sapore anche dopo essere state essiccate, permettendo così di conservarle per un uso successivo in cucina o in erboristeria.
  • Come si coltiva la santoreggia in giardino?
    La santoreggia va coltivata in una posizione soleggiata e in un terreno ben lavorato. La semina si effettua direttamente in piena terra, a spaglio, durante la primavera o, nelle zone dal clima invernale mite, anche in autunno. Dopo la semina è necessario diradare le piantine per garantire spazio sufficiente allo sviluppo di ciascuna pianta. La pianta tende ad auto-seminarsi spontaneamente, quindi potresti trovare nuove germogliazioni negli anni successivi nello stesso appezzamento.
  • Quali sono le principali proprietà medicinali della santoreggia?
    In ambito erboristico, la santoreggia è nota principalmente per le sue proprietà digestive e toniche. Viene comunemente impiegata per favorire la digestione e rinvigorire l'organismo. Inoltre, grazie alle sue spiccate proprietà antiinfiammatorie, può essere utilizzata come ingrediente naturale per preparare collutori o dentifrici, aiutando a contrastare infiammazioni del cavo orale. Prima di usarla a scopo terapeutico, è comunque consigliabile consultare un professionista della salute.
  • Come si irriga la santoreggia?
    La santoreggia è una pianta che sopporta bene il clima caldo e asciutto. Generalmente, richiede irrigazioni limitate: basta annaffiare al momento della semina per favorire la germinazione. Successivamente, l'acqua dovrebbe essere fornita solo in presenza di periodi di siccità prolungata. Un eccesso di umidità potrebbe nuocere alla pianta, quindi è meglio mantenere il terreno moderatamente secco tra un'annaffiatura e l'altra, sfruttando la sua adattabilità ambientale.
  • In quali piatti culinari si usa la santoreggia?
    In cucina, la santoreggia si utilizza per insaporire diversi tipi di pietanze, in particolare carni e pesci, oltre che nelle insalate. Il suo aroma forte e caratteristico si abbina egregiamente anche ad altre erbe aromatiche come il timo. È ottima per aromatizzare arrosti e sughi di pomodoro, aggiungendo una nota distintiva ai piatti tradizionali. Può essere usata fresca o, dato che mantiene bene l'aroma, anche secca.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaAnnuale o biennale
OrigineAsia
EsposizionePieno sole
TerrenoBen lavorato, drenante
IrrigazioneModerata, solo in caso di siccità
FiorituraEstate (fiori lilla)
Altezza25-35 cm
PotaturaRaccolta foglie prima della fioritura
MoltiplicazioneSemina diretta (primavera/autunno)
Difficoltà di coltivazioneFacile

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