Esempio di fusto canna di bambu

Piante da Giardino

Canne di bambu

Le canne di bambù, a differenza di ciò che si può pensare, sono delle magnifiche piante ornamentali che si adattano sia agli ambienti esterni e sia all’interno dell’abitazione. Diffuse in tutto il mondo, si adattano a ogni tipo di clima. Oltre che per arredare, sono utilizzate per pratiche agricole.

di Redazione

10 luglio 2015

Canne di bambù

Le canne di bambù o bamboo s’intendono tutte quelle piante sempreverdi e perenni, diffuse praticamente in tutto il mondo. Esse sono costituite da rizomi carnosi con sviluppo a cespo o strisciante, dai quali si sviluppo dei fusti denominati appunto canne. Hanno foglie che in primavera o all’inizio della stagione estiva cadono per essere sostituite con il nuovo fogliame. È possibile osservare diverse specie di canne, tra le quali: sasa, bambusa, shibatea etc. In passato, tutte queste specie, sono state definite piante infestanti e invasive, difficili da coltivare o inutili per decorare il giardino o gli interni dell’abitazione. Mentre oggi, esse sono piantate sia in giardino e sia invasi sistemati all’interno della casa perché, per opera dei colori, esse sono degli ottimi elementi decorativi. Inserire le canne di bambù nel nostro giardino o sul nostro terrazzo è sicuramente, con qualche piccolo accorgimento per limitarne l’espansione, una scelta azzeccata. Sono disponibili infatti in moltissime varietà con foglie di colori diversi e diverse dimensioni. Si adattano inoltre a diversi climi e sono di facilissima manutenzione.

Coltivazione

Per il solo fatto che queste piante sono diffuse quasi in tutto il mondo, è possibile coltivare una specie tropicale in un giardino con clima mediterraneo e, mettere a dimora una specie himalayana in un ambiente soggetto a gelo e freddi intensi. Quelle che si coltivano per la gran lunga in Italia, sono piante appartenenti alle specie rustiche. Esse sopportano sia il calore della stagione estiva e sia il gelo e i freddi intensi di quella invernale. Se si decide di mettere a dimora una specie delicata, può succedere che in inverno i fusti si secchino. Tuttavia è bene ricordare che esse non sono l’elemento principale di questa pianta, infatti, se i rizomi non subiranno danno alcuno, basterà aspettare la fine dell’inverno per sviluppare nuovi germogli. La posizione preferita è il pieno sole o semiombreggiata; se possibile utilizzare un terreno acido altrimenti, non disdegna quello alcalino. Ciò che non deve mancare è un buon drenaggio perché, i rizomi sono facilmente attaccati da muffe e funghi, nel caso in cui il terreno sia melmoso o umido.

Descrizione e origini

Il bambù appartiene alla famiglia delle Poaceae (è quindi una graminacea) ed è originario per lo più del Sud-est asiatico (in particolare della Cina, della Corea e del Giappone). Pochi sanno però che alcune specie sono invece endemiche dell’Africa, dell’America Latina e anche dell’Oceania. Sono stati classificati fino a 80 generi e 1500 specie diverse. Il loro aerale è molto ampio: crescono dal livello del mare fino a 3000 m di altitudine. Data questa grande varietà vengono generalmente suddivisi in base alla loro dimensione e alla legnosità del fusto (canna). Di solito sono caratterizzati da radici rizomatose che si allungano con estrema facilità arrivando a coprire aree estremamente ampie. Esistono però anche bambù cespitosi, molto più contenuti e dalla diffusione lenta. Le loro canne hanno però un diametro di al massimo 2 cm e sono tendenzialmente meno rustici.

Potatura

La potatura è indispensabile per consentire lo sviluppo delle foglie e la respirazione della pianta. La tipologia di potatura da eseguire dipende dalla specie di appartenenza della pianta. Quelli nani devono essere potati, ogni 2 o 3 anni circa, rasoterra, in modo tale da tenere il cespo denso e compatto nel corso degli anni. Mentre, le altre specie possono anche non essere potate ma, questa pratica avviene (tagliando le canne più grosse e resistenti) per utilizzare le canne tagliate per contenere la vegetazione, per mantenere la siepe o per usi agricoli. Anche l’innaffiatura non deve avvenire in maniera frequente anzi, è bene annaffiare piante rustiche appena messe a dimora oppure nel caso in cui il terreno sia eccessivamente asciutto.

Caratteristiche del bambu

La parte aerea comprende lo stelo (canna) e le foglie, la cui altezza può andare da qualche cm (per le varietà nane) a più di 30 metri per quelle giganti. La consistenza è al contempo dura (come il legno), ma flessibile (per piegarsi al vento, evitando così di rompersi). Aspetto e colore sono molto vari, ma sono accomunati dai nodi, dai qual si dipartono dei rami, ulteriormente suddivisi in rametti recanti poi le foglie, molto decorative. Nel nostro continente seccano e cadono in estate, ma vengono sostituite velocemente. Gli steli fuoriescono direttamente dal terreno e nel giro di poche settimane raggiungono il loro diametro definitivo. In alcune varietà giganti la crescita è davvero stupefacente: in condizioni ottimali può superare 1 metro al giorno! La fioritura avviene solamente su piante molto mature e spesso porta alla morte dell’esemplare. Bisogna però sfatare il mito della fioritura contemporanea di tutti i bambù nel mondo: è un evento che può verificarsi, ma in realtà è piuttosto raro. Il rizoma, sotterraneo, cresce quasi sempre in linea retta e, a distanza regolare, lascia fuoriuscire un nuove getto. I bambù cespitosi invece, più rari, creano dei cespi di poco distanziati uni dagli altri.

Esposizione e terreno

Il terreno ideale per il bambù deve essere ricco e capace di mantenersi umido, ma non bagnato, a lungo. Sono quindi adatti i suoli limosi o leggermente argillosi, a reazione subacida o subalcalina. Perché la pianta cresca in maniera vigorosa è necessario che risulti ben esposta, quindi in un’area ben luminosa e calda. È estremamente importante che sia anche riparata dai venti, specialmente durante il periodo invernale. Le varietà di dimensioni limitate sono anche adatte alla coltivazione in vasi più o meno grandi.

IL BAMBÙ IN BREVE
Tipo di fogliame  Persistente o semipersistente
Forma  colonnare
Altezza a maturità  Da 15 cm a più di 30 m
Coltivazione  semplice
Necessità idrica  alta
Crescita  rapida
Propagazione  divisione
Esposizione  Sole-mezz’ombra
Terreno  Ricco e leggermente umido
pH  Da subacido a subalcalino

I fiori

Anche se non tutti lo sanno, le canne di bambù creano infiorescenze dalla notevole bellezza. Esse sono simili ai fiori delle altre poacee e sono di colore giallo o verde. Anche la maggior parte degli appassionati può non aver mai visto il suo bambù fiorire; ciò è dovuto al semplice fatto che, la maggior parte delle specie fiorisce raramente e anche dopo ogni dieci anni. Le infiorescenze sono veramente casuali, non hanno stagioni precise, e neanche intervalli di tempo specifici. Ciò che rimane certo è il periodo di massima fioritura, uguali per ogni specie: massimo ogni 120 anni circa. Ad esempio, se una specie fiorisce in inverno, nell'estate dello stesso anno, un'altra specie creerà i suoi fiori. Però, dopo questa fioritura massiccia, la pianta va incontro a un pesante deperimento e talvolta ne causa anche la morte.

Utilizzi

Le canne di bambù possono essere utilizzate in giardino, in piena terra o in vaso, per creare delle barriere molto ornamentali. Molto interessante è anche il loro uso per la creazione di boschetti dall’aspetto orientale o gruppi (in abbinamento ad altre essenze provenienti dall’Asia). Hanno inoltre il valore aggiunto di fungere da riparo per un gran numero di uccelli e insetti rendendo il nostro spazio più vivo e colorato, senza contare che la decomposizione delle foglie aiuta a rendere il nostro suolo sempre più fertile e vitale. Le canne possono per di più essere utilizzate per molti scopi diversi: come tutori, per la costruzione di strutture o per la creazione di barriere ombreggianti. Si rivelano un materiale molto duraturo e decorativo.

Storia

La prima descrizione del bambù giunse in Europa già ai tempi di Alessandro Magno. I primi esemplari arrivarono però solamente alla fine del XIX secolo, in particolare in Francia, grazie ad un mercante di stoffe. Le canne, infatti, venivano impiegate per trasportare illegalmente dei bachi da seta in Occidente. La pianta gli piacque molto, se ne fece portare diversi esemplari e mise in opera il primo bambuseto del nostro continente.

Dimensioni nome Altezza e fogliame utilizzi caratteristiche
 Fino a 150 cm  Shibataea kumasaca  Da 50 a 100 cm Foglie persistenti, corte e larghe  Per bordure e siepine  Poco invasivo Rusticissimo
 Pleioblastus pumilus  Da 30 a 80 cm, fogliame verde persistente  Coprisuolo  Ottimo per terreni franosi. Sopporta l’ombra e il freddo
 Bambù medio (da 3 a 10 metri)  Sasa tessellata  Fino a 2 metri Grandi foglie allungate, verde lucido, a ciuffi, semipersistenti  Ideale per gruppi isolati  Tollera diversi tipi di suolo. Rustico fino a -18°C, sole o ombra
 Phyllostachys  Da 6 a 8 metri  Vuole molto  Vigoroso e molto rustico, fino
 bissetii  Fogliame persistente verde prima oliva e poi scuro, lucido, molto denso.  spazio  a -25°C
 Phyllostachys rubromarginata  Circa 6 metri. Fogliame persistente, abbondante e decorativo. Canne molto dure  Ottimo per siepi frangivento  Poco esigente e poco invasiva. Fino a -20°C
 Phyllostachys aurea  Da 6 a 9 metri. Canne molto dense, quasi dorate, e fogliame persistente, verde chiaro  Adattabile, ma teme il vento freddo  Poco invasivo Tollera ombra e carenze idriche. Fino a -20°C
 Semiarundinaria fastuosa  Da 5 a 9 metri, portamento colonnare. Canne verde scuro che virano al porpora in autunno. Fogliame persistente, dalla base fino alla cima  Molto adattabile  Si adatta a molte esposizioni diverse. Rusticissimo Molto invasivo
 Bambù gigante (più di 10 metri)  Phyllostachys vivax f. aureocaulis  Da 10 a 15 metri. Canne molto dritte, dorate, fogliame persistente  Ideale per siepi o per la creazione di bambuseti  Esposizione soleggiata e calda, al riparo dal vento. Teme la neve, ma resiste fino a -20°C.Crescita rapidissima
 Phyllostachys sulfurea f. viridis  Da 15 a 18 metri Canne prima verdi e poi gialle striate di verde. Fogliame persistente.  Gruppi isolati, bambuseti  Sole-mezz’ombra, fino a -20°C
 Bambù cespitosi (poco o non invasivi)  Semiarundinaria makinoi  Fino a 5 metri Canne fini, marroni, a cespuglio. Fogliame persistente  Come frangivento, siepe o in vaso  Molto tollerante, fino a -18°C
 Fargesia jiuzhaigou  Da 2 a 4 metri Foglie piccole, prima porpora, poi verde chiaro. Fogliame persistente  In vaso o come cespuglio  Sole o mezz’ombra, molto rustico
 Fargesia rufa  Da 1,50 a 3 metri. Fogliame persistente, fine e chiaro. Canne giallastre  Ideale da vaso o da cespuglio  Rusticissimo Esposizione ombreggiata e fresca.

Messa a dimora

Si può procedere in ogni periodo dell’anno, anche se l’ideale è la fine dell’estate o l’inizio dell’autunno. In questo periodo, infatti, i rizomi del bambù si sviluppano molto velocemente e l’esemplare si affrancherà molto rapidamente. In primavera, invece, la manipolazione è molto più difficile a causa della presenza di nuovi e fragili getti. Prima di tutto si dovrà scavare una buca un po’ più grande del pane di terra. Sul fondo metteremo una buona quantità di ammendante organico ben stagionato. Dopo aver estratto dal vaso l’esemplare (avendolo precedentemente irrigato per rendere l’operazione più semplice) lo inseriamo nella buca e copriamo con la rimanente terra, compattando bene e creando un piccolo avvallamento intorno al colletto, dove verseremo molta acqua. Se il nostro bambù è rizomatoso è estremamente importante inserire nel terreno delle barriere profonde almeno 30 cm per delimitare l’area entro la quale dovrà espandersi. Se non le inseriremo la pianta diventerà entro breve estremamente invasiva e quasi impossibile da contenere.

In vaso

Scegliamo una varietà non rizomatosa o comunque di dimensioni contenute. Il vaso dovrà essere di materiale molto resistente e di volume pari o superiore ai 35 litri. Scegliamo un terriccio ricco e mescoliamolo eventualmente con un po’ di terra da giardino e stallatico stagionato. Estremamente importante è anche creare sul fondo uno spesso strato drenante a base di argilla espansa o ghiaia.

Cure colturali

Per crescere bene la maggior parte delle specie necessita di molta acqua e calore. Esistono però anche varietà che si adattano bene alle aree con inverni rigidi e poche precipitazioni. Ad ogni modo è consigliato: • Irrigare abbondantemente durante l’estate o in assenza di pioggia. • In inverno è bene eliminare gli steli più vecchi, estrarre e dividere i rizomi evitando che diventino troppo densi. • Utilizziamo le sue stesse foglie e altro materiale pacciamante per proteggere le radici durante la stagione fredda. La pacciamatura è utile anche per evitare un’eccessiva evaporazione di acqua durante l’estate.

Il calendario del bambù
Messa a dimora  Da agosto a novembre
Raccolta delle canne  Da dicembre a febbraio
Divisione  Tra marzo e aprile
Pulizia dell’area, rimozione sezioni vecchie  Da dicembre a febbraio

Potatura

Questo tipo di intervento non è generalmente necessario se non per alcune specie nane che vanno tagliate raso terra ogni anno, alla fine dell’inverno.

Propagazione

Il bambù si moltiplica autonomamente allungando i propri rizomi. Per creare un nuovo bambuseto è sufficiente prelevarne, tra marzo e aprile, una sezione, aiutandosi nell’estrazione con un forcone. Le varietà cespitose si dividono come si farebbe per una pianta erbacea, lasciando per ogni sezione un sufficiente numero di radici.

Raccolta e utilizzo delle canne

Le canne di bambù hanno moltissimi impieghi: per realizzare costruzioni, oggetti vari o a scopo decorativo. Si conservano molto bene una volta tagliate ed essiccate: risultano infatti estremamente resistenti all’acqua. Possono essere prelevate tendenzialmente in ogni periodo dell’anno, anche se è preferibile procedere in inverno, utilizzando una sega in metallo (specialmente per le varietà di grandi dimensioni).

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Domande frequenti

  • Il bambù invade il giardino e diventa incontrollabile?
    Dipende dalla specie. I bambù rizomatosi striscianti hanno una forte tendenza invasiva e possono diffondersi rapidamente sottoterra. Per evitarlo, è fondamentale installare barriere antiradice profonde almeno 30 cm durante la messa a dimora. Al contrario, le varietà cespitose crescono a cespo e non si espandono aggressivamente, rendendole ideali per chi vuole evitare problemi di confinamento, pur necessitando comunque di spazio per svilupparsi.
  • Quando è il momento migliore per piantare il bambù?
    Il periodo ideale è la fine dell'estate o l'inizio dell'autunno (agosto-novembre). In questi mesi i rizomi si sviluppano velocemente e la pianta attecchisce meglio prima dell'inverno. È sconsigliato operare in primavera, quando i nuovi getti sono ancora fragili e la manipolazione potrebbe danneggiarli. La pianta può tecnicamente essere messa a dimora in qualsiasi periodo, ma i rischi aumentano fuori dalle finestre consigliate.
  • Quanto cresce realmente il bambù e quanto invecchia prima di fiorire?
    La crescita è impressionante: alcune specie giganti possono superare il metro al giorno in condizioni ottimali, raggiungendo il diametro finale delle canne in poche settimane. La fioritura è un evento raro e imprevedibile, che può avvenire dopo 10 anni o addirittura ogni 120 anni. Spesso, la fioritura segna la fine del ciclo vitale dell'esemplare, portando al suo deperimento e alla morte.
  • Posso coltivare il bambù in vaso sul balcone?
    Sì, ma solo scegliendo varietà cespitose o di piccole dimensioni (nanistiche). Il vaso deve essere capiente (almeno 35 litri), realizzato in materiale resistente e dotato di un ottimo strato drenante sul fondo (argilla espansa o ghiaia). Il substrato deve essere ricco e trattenere l'umidità senza diventare melmoso. Questa soluzione permette di avere l'effetto estetico del bambù senza il rischio di invasività nel terreno circostante.
  • Come devo irrigare e potare il bambù?
    L'irrigazione deve essere abbondante soprattutto in estate e nei primi periodi dopo la messa a dimora, mantenendo il terreno umido ma mai zuppo. La potatura è minima: generalmente serve solo per rimuovere le canne secche o vecchie. Solo le varietà nane richiedono una potatura drastica raso terra ogni 2-3 anni per mantenere la compattezza del cespo. Non è necessario intervenire sulle specie arboree rustiche se non per motivi estetici o di controllo.

Scheda Tecnica

FamigliaPoaceae
Tipo di piantaGraminacea perenne sempreverde
OrigineSud-est asiatico (Cina, Corea, Giappone), Africa, America Latina, Oceania
EsposizionePieno sole o mezz'ombra; riparata dai venti forti
Temperatura minimaVariabile: da -18°C a -25°C per le specie rustiche
TerrenoRicco, ben drenato, umido ma non bagnato; pH subacido-subalcalino
IrrigazioneAbbondante in estate e durante l'attecchimento; moderata in inverno
FiorituraRara (ogni 10-120 anni); spesso segue la morte della pianta
AltezzaDa 15 cm (nanistici) a oltre 30 metri (giganti)
PotaturaMinima; solo specie nane raso terra ogni 2-3 anni; rimozione canne vecchie/secche
MoltiplicazioneDivisione dei rizomi (marzo-aprile) o cespi (varietà cespitose)
Malattie e parassitiSusceptible a muffe e funghi in terreni melmosi/umidi; nessun parassita specifico menzionato
Difficoltà di coltivazioneFacile per specie rustiche; attenzione all'invasività delle specie rizomatose

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