Lauroceraso - Prunus laurocerasus

Il Lauroceraso

Il lauroceraso è un arbusto, o piccolo albero, originario dell’Asia e dell’Europa, molto diffuso nei giardini italiani; appartiene al genere prunus, così come molte piante da frutto molto coltivate.

Si tratta di un arbusto vigoroso e resistente, sempreverde, con vegetazione fitta e compatta; le foglie sono ovali, lanceolate, con margine dentato, leggermente coriacee e lucide, di colore verde scuro; in primavera, all’apice dei rami, sbocciano piccoli fiori a stella, di colore bianco, riuniti in pannocchie erette; hanno un profumo molto intenso, che può risultare sgradevole.

Ai fiori seguono piccole bacche nere, simili a olive opache; le bacche e le foglie contengono acido cianidrico, sono quindi decisamente molto tossiche, anche se hanno sapore disgustoso, e quindi non sono per nulla invitanti per gli esseri umani o per gli animali.

La vigoria di sviluppo, la vegetazione densa e compatta e lo sviluppo abbastanza rapido ha reso questi arbusti molto diffusi come piante da siepe, soprattutto negli anni passati. In effetti, questo abuso di laurocerasi li ha resi piante talvolta poco amate, anche se si tratta di arbusti molto interessanti, soprattutto per chi ama avere un giardino a bassa manutenzione: non si ammalano spesso, tendono a non venire colpiti da parassiti, sopportano il freddo, l’umidità e il caldo, e hanno una spetto decisamente gradevole, soprattutto se coltivati come esemplari singoli, o ad alberello, e quindi possono venire ammirati nel loro intero sviluppo, e non compressi all’interno di una siepe. In commercio esistono alcune varietà molto diffuse, tra cui alcune a foglia particolarmente scura, rossastra o bruna.

Lauroceraso

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Descrizione e origini

Famiglia e genere  Rosaceae, gen. Prunus
Tipo di pianta Arbusti o alberi
Rusticità Molto rustico
Esposizione Sole, mezz’ombra, ombra luminosa
Terreno Profondo, umido, subacido o neutro
Irrigazione media
Concimazione Fine inverno
Colori Fiori bianchi, fogli verde scuro
Fioritura Metà primavera
Propagazione Seme, talea, margotta
Parassiti e malattie Oidio, afidi, oziorrinco

Il lauroceraso è un arbusto o piccolo albero appartenente alla famiglia delle rosaceae e al vastissimo genere dei prunus. Può raggiungere l’altezza di 10 metri e, in natura, ha una forma espansa.

Ha foglie da ellittiche ad oblunghe o obovate, lunghe fino a 20 cm e larghe 6, appuntite all’apice e in genere poco dentate. La parte superiore va dal giallognolo lucido al verde molto scuro. La parte inferiore, invece, è verde pallido.

La corteccia è grigio-marrone, liscia e i fiori sono larghi 8 mm, bianchi, a 5 petali e profumati. Sono raccolti in racemi eretti, lunghi 12 cm, all’ascella delle foglie a metà primavera. Capita che rifioriscano in autunno. I frutti sono a bacca, rotondi e larghi 1,2 cm prima verdi, poi rossi e neri a maturità. È originario dell’Asia sud-occidentale, in particolare dell’Armenia, e dell’Europa orientale. Il suo habitat di origine sono le boscaglie forestali.

In natura la pianta si dissemina grazie agli animali e in particolare grazie ai merli e agli storni i quali si nutrono dei suoi frutti espellendo i semi lontano dal luogo di origine.

Proprio per questa capacità riproduttiva in tutta Europa è diventata una pianta invasiva e in molti paesi si sta cercando di ostacolarne la diffusione.
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Coltivare il lauroceraso

Lauroceraso  Questi arbusti sono molto diffusi in quanto non è necessario curarli in maniera costante e continua, una volta posti a dimora e adattatisi al luogo in cui si trovano tendono ad accontentarsi dell’acqua fornita dalle piogge, e tendono a non ammalarsi in modo eccessivo.

Prediligono posizioni soleggiate, ma sopravvivono senza problemi anche alla mezz’ombra o all’ombra completa, dove però spesso tendono a fiorire poco o per nulla; non temono il freddo, e possono sopportare temperature invernali vicine ai -10°C; temperature inferiori possono causare bruciature della vegetazione più esterna, che andrà potata a fine inverno, per stimolare lo sviluppo di nuovi germogli sani.

Prima di posizionare le giovani piante, è bene preparare una ampia buca di impianto, dove andremo a lavorare bene il terreno, arricchendolo con stallatico (o concime granulare a lenta cessione) e alleggerendolo con poca sabbia. I laurocerasi possono sopportare brevi periodi caratterizzati da ristagno idrici, ma è consigliabile evitare di lasciare il terreno costantemente inzuppato di acqua. Le annaffiature saranno abbastanza regolari, da marzo a settembre, durante il primo anno dopo l’impianto; una volta stabilizzatesi, le piante di lauroceraso tendono ad accontentarsi dell’acqua fornita dalle ,intemperie, anche se è opportuno intervenire con le annaffiature in caso di siccità prolungata, soprattutto nelle settimane più calde dell’anno.

Le potature si effettuano in genere a fine inverno, per rimuovere i rami rovinati dalle intemperie e dal gelo; successivamente è possibile ripetere la potatura, dopo la fioritura, o semplicemente quando la pianta comincia a sviluppare ramificazioni che vanno molto al di fuori della chioma originaria.

Il lauroceraso si coltiva tipicamente in piena terra, ma può venire allevato anche in vaso; a parte alcune varietà nane, particolarmente compatte, si tratta di arbusti molto vigorosi, e dalla crescita abbastanza rapida, per questo motivo è bene ricordare di provvedere ogni arbusto di una ampia quantità di terra, posizionandoli in contenitori capienti, e non in piccoli vasetti, dove potrebbero soffrire eccessivamente.


Propagare il lauroceraso

lauroceraso I prunus laurocerasus si propagano con facilità per talea; si prelevano in primavera inoltrata, o in estate, anche volendo dai rami risultanti da una potatura; le talee si preparano porzionando i rami in rametti lunghi circa 7-10 cm, ed asportando le foglie nella parte bassa, tagliando a metà quelle superiori.

Si immergono le talee nell’ormone radicante e quindi si inseriscono in un buon composto di coltivazione, costituito da torba, o terriccio universale, mescolati a pari quantità di sabbia, per mantenere un buon drenaggio.

I vassoi di taleaggio vanno conservati in luogo semi-ombreggiato, protetto dal vento e abbastanza fresco, annaffiando regolarmente il terreno. In genere le talee di lauroceraso hanno un buon successo, ma per avere una pianta di buone dimensioni occorre pazientare, ed attendere alcuni anni; le talee giovani si coltivano quindi in vaso per circa 2-3 anni, prima di posizionare le piante a dimora, in giardino.

Si possono propagare anche per seme, lasciando i frutti ad essiccare al sole per qualche giorno; i semi così ottenuti vanno posti in un sacchetto o in un vassoio, completamente coperti di sabbia, e quindi inseriti in frigorifero, ad imitare la stagione invernale; dopo almeno 6-8 settimane, è possibile estrarre i semi dal contenitore e seminarli in un miscuglio di torba e sabbia, che va mantenuto umido, ma non inzuppato d’acqua; difficilmente si seminano i laurocerasi, a causa della necessità di invernalizzazione, ma anche perché impiegano mesi per germinare, e quindi risulta molto più semplice propagare queste piante per talea.