aconito

Linguaggio dei fiori

Aconito

In questa rubrica stiamo trattando i fiori che possono essere coltivati all’interno dei giardini. Essi variano non solo per la forma ed il colore, ma anche per il significato, infatti descriveremo di seguito le generalità dell’aconito.

di Redazione

31 gennaio 2019

Generalità

Il loro aspetto particolare e la loro velenosità hanno dato spunto a miti e leggende, che da sempre indicano l’aconito come il fiore della vendetta e dell’amore colpevole. La mitologia greca narra che Cerbero, cane a tre teste di Ecate, regina dell’Ade, portasse nella bava i semi d’aconito. Quando Ercole rapì la bestia, trascinandola schiumante di rabbia sulla terra, favorì la diffusione dei semi lungo il tragitto; è così che i semi d’aconito arrivarono in questo mondo. Secondo la tradizione norvegese questo fiore rappresentava, per la sua particolare forma, l’Elmo di Odino, il più valoroso guerriero teutonico. Tale speciale copricapo conferiva a chiunque lo indossava il potere magico di rendersi invisibile agli uomini. La religione cristiana lo ritiene il cappuccio dei monaci. In Francia è popolarmente detto carro di Venere.

Aconito

Gli aconiti (detto anche elmo di Giove) sono piante molto semplici da coltivare che si adattano bene sia alle posizioni soleggiate, sia a quelle leggermente più ombrose. Possono essere impiegati utilmente nelle aiuole o nelle bordure miste per dare verticalità, magari alternandoli ai delphinium o ai lupini. Sono inoltre capaci di creare bei contrasti cromatici grazie all’ampia gamma di colori in cui si declinano. Bisogna solamente prestare una certa attenzione nel caso nel nostro giardino vi siano bambini o animali domestici: si tratta infatti di una erbacea particolarmente tossica (una delle piante più velenose rinvenibili allo stato spontaneo in Europa). In quei casi è bene inserire gli individui in aree difficilmente raggiungibili e evitare anche che vengano toccate, visto che l’alcaloide così pericoloso è in grado di penetrare anche attraverso la pelle.

Famiglia e genere   Ranunculaceae, gen. aconitum, più di 300 specie
Tipo di pianta  Arbacea perenne con radici tuberose
Esposizione  Mezz’ombra, sole
Rusticità  Molto rustica
Terreno  Fresco e ricco, anche leggermente calcareo
Irrigazione  Frequente, senza ristagni
Concimazione  Regolare, da marzo a ottobre
Colori  Blu, viola, lavanda, bianco, rosa, giallo, verde
Fioritura  A seconda della specie, da maggio fino a novembre
Cure colturali  Pulizia e rimozione fiori esausti
note  Attenzione, pianta molto velenosa

Descrizione e classificazione aconito

Il genere Aconitum comprende circa 300 specie provenienti dalle zone temperate dell’emisfero boreale, soprattutto dall’Asia; quelle coltivate sono però poche. Per lo più si tratta di erbacee dotate di rizomi tuberosi; le foglie sono verde intenso, più o meno arrotondate e divise in lobi, da tre a sette, ognuno dei quali può essere dentato o ulteriormente diviso in lobi più stretti che, in alcuni casi, danno all’insieme un aspetto piumoso e leggero. Col tempo le foglie basali divengono piuttosto brutte fino quasi a scomparire. È per questo che, perché l’insieme risulti decorativo, è sempre consigliato inserire l’aconito in secondo o terzo piano in modo che il piede venga nascosto da altre essenze più basse nella parte anteriore. I fiori vanno dal blu al viola, ma sono disponibili anche più rare forme in bianco, rosa o anche giallo. Si sviluppano in infiorescenze apicali a forma di spiga. In alcune specie sono già presenti a metà primavera (generalmente maggio), in altre è invece necessario aspettare per lo meno la piena estate, se non l’autunno. In realtà la parte ornamentale del fiore è rappresentata non dai petali, bensì dai tepali. Quello superiore è chiamato elmo e ha la caratteristica forma di un cappuccio. I veri petali del fiore sono in realtà di dimensioni molto minute.

Un po’ di storia

L’aconito è conosciuto già dall’antichità per l’attività tossica dei suoi alcaloidi. Veniva infatti impiegato per avvelenare i pozzi e le falde acquifere dei nemici. Inoltre era comune utilizzarlo per avvelenare le punte delle frecce. Secondo una leggenda greca era nato dalla bava di Cerbero, cane a tre teste degli inferi. Nel Medioevo cominciò ad essere considerato anche una pianta magica. Le veniva attribuita la capacità di allontanare i lupi mannari, i vampiri e altri esseri maligni. Veniva anche utilizzato nella medicina popolare, anche se non sempre con successo.

Varietà

nome fiori Periodo di fioritura altezza caratteristiche
 Blue sceptre  Blu, spighe terminali profumate  Luglio-agosto  70 cm  ibrido
 Bressingham Spire  Blu-viola  Agosto-settembre  Fino a 1 m  Foglie verde scuro, eretta, con molte spighe secondarie
 cammarum Eleanora bianchi soffusi di blu  Da giugno ad agosto  Da 60 a 150 cm  Foglie profondamente lobate
 Bicolor bianchi con margini blu  Fino a 120 cm  
 Grandiflorum album bianchi  Fino a 110 cm  Boccioli verdi
 Pink sensation rosa pallido  Fino a 100 cm  
 carmichaelii  Sp. Azzurro lavanda  autunno  Da 60 cm a 2 metri  Foglie verde scuro, fiori grandi, dalla Cina e Vietnam
 Arendsii azzurro lavanda  Settembre-ottobre  120 cm  Fioritura copiosissima
 Royal flush blu intenso  Settembre-ottobre  1,5 cm  Foglie rosso acceso in primavera
 Baker’s variety azzurro lavanda  Settembre-ottobre  1,5 cm  
 Kelmscott lavanda intenso  Settembre-ottobre  1,5 m  
 Spatlese lavanda chiaro  Settembre-ottobre  1,5 m  
 hemsleyanum  Grigio, viola, verdi, blu, vinaccia  Luglio-ottobre  2-5 metri  Rampicante con foglie simili a quelle delle viti, grappoli da 2 a 12 fiori. Dalla Cina.
 A. spark blu viola  Luglio-settembre  Fino a 1,5  Spighe corte con tantissimi fiorellini, foglie scure
 lycotonum  Viola, blu, giallastri o bianco crema  Da giugno ad agosto  Fino a 2 metri  Dall’Asia, Europa e Africa
 Subsp lycoctonum viola scuro    60-150 cm  
 Subsp. Neapolitanum giallo tenue    Fino a 120 cm  Dall’Europa meridionale
 Subsp. Vulparia giallo pallido    Fino a 120 cm  Francia, Olanda
 napellum  Viola o blu  Da maggio a giugno  Fino a 3 m  Dall’Europa, Asia e Nordamerica
 Bergfurst blu scuro    1,2 metri  
 Blue valley blu  Luglio e agosto  1 m  Molti piccoli fiorellini
 Subsp. Anglicanum lavanda  Maggio e giugno  Fino a 90 cm  
 Rubellum rosati    1,5 m  
 Albidum bianchi  Luglio-agosto  1,5 m  
 Carneum rosa carne  Luglio-agosto  1,5 m  

Rusticità

L’aconito è un’erbacea molto rustica e raramente viene danneggiata dai rigori dell’inverno. Riesce a sopportare egregiamente anche temperature intorno ai -20°C. Se effettuiamo la messa a dimora durante l’autunno può essere utile pacciamare, per il primo anno, il piede con dello stallatico molto maturo o della paglia.

Terreno

Non sono particolarmente esigenti, però, per crescere e fiorire a meglio, necessitano di un substrato il più possibile simile a quello dei suoi habitat di provenienza. In natura, infatti, possiamo rinvenire queste piante nei prati di montagna o ai confini dei boschi. Necessitano, quindi, di un terriccio ricco in materia organica, ben aerato e drenato, ma che abbia la capacità di mantenersi fresco. Sono da evitare i substrati troppo leggeri, poveri o sabbiosi, perché le radici necessitano di continua umidità.

Esposizione

L’esposizione ideale per gli aconiti è sicuramente la mezz’ombra, in un’area tendenzialmente umida. Ad ogni modo sono in grado di crescere bene anche in pieno sole, specialmente se il terreno e le irrigazioni sono adeguate.

Irrigazione

In mancanza di precipitazioni le irrigazioni devono essere sempre costanti. Se viviamo nel Centro-Sud e/o se la pianta è maggiormente esposta al sole gli interventi dovranno essere piuttosto ravvicinati, anche più volte alla settimana. Accertiamoci sempre che il terreno non si asciughi mai completamente, ma, allo stesso tempo, evitiamo ristagni idrici persistenti. Per dilazionare gli interventi è consigliabile approntare una buona pacciamatura del piede durante le stagioni calde. I material ideali sono le foglie, la paglia o il fieno. Inoltre possiamo coprire la parte bassa aiutandoci con altre erbacee che, per di più, non metteranno in evidenza il progressivo disseccamento delle foglie basali.

Concimazione

Alcune specie e alcuni ibridi sono capaci di mantenere una bella fioritura da maggio fino anche a novembre. Per avere sempre una produzione abbondante e corolle di colori vivaci è bene somministrare una volta alla settimana un prodotto liquido per piante fiorite, con un buon tenore di potassio. Un’ottima alternativa sono anche i fertilizzanti granulari a lenta cessione che, generalmente, vanno somministrati due volte all’anno, alle fine dell’inverno e all’inizio dell’estate.

Messa a dimora

Il periodo migliore per la piantumazione è senza dubbio l’autunno: in questa maniera gli esemplari avranno tutto il tempo di sviluppare in loco un buon apparato radicale e in primavera cresceranno più vigorosamente, tutto a vantaggio di una più copiosa fioritura. Ad ogni modo, specialmente dove gli inverni sono molto freddi, si può procedere anche verso la fine di febbraio. Si devono scavare delle piccole buche, con diametro e profondità circa doppi rispetto al vasetto. Poniamo una manciata di stallatico sul fondo, estraiamo la pianta, inseriamola nella buca e copriamo con il terriccio comprimendo con forza. Accertiamoci che il colletto sia allo stesso livello di quando era nel vasetto. Irrighiamo abbondantemente e continuiamo a mantenere il suolo umido fino alla fine dell’estate. Nota importante: indossiamo sempre i guanti quando maneggiamo l’aconito, perché tutte le sue parti (e in special modo le radici) sono estremamente velenose!

Propagazione

Nuove piantine possono essere ottenute tramite semina o tramite divisione del cespo. Se acquistiamo i semi possiamo procedere in primavera, ponendoli in un cassone freddo e mantenendoli sempre umidi, ad una temperatura di circa 18°C. La germinazione è piuttosto lenta. Se abbiamo raccolto personalmente i semi è invece necessario vernalizzarli, tenerli quindi in un ambiente umido e freddo per qualche mese. Possiamo quindi lasciarli all’esterno durante l’inverno oppure metterli in piccoli contenitori con sabbia umida all’interno del frigorifero. La divisione si effettua generalmente in autunno, quando la pianta entra in riposo vegetativo. Si estraggono gli esemplari dalla terra e si separano le varie piante impiegando dei piccoli forconi. Possiamo rimetterli direttamente a dimora. Questa operazione può essere ripetuta ogni tre o quattro anni.

Parassiti e Malattie

Gli aconiti sono piante molto rustiche e poco sensibili alle malattie e ai parassiti. Ciononostante, in caso di umidità troppo persistente a livello delle radici e delle foglie, può capitare che si presenti l’oidio o la verticillosi. Entrambe possono portare la pianta alla morte. Per prevenire l’insorgenza di queste problematiche bisogna sempre inserire le piante in un’area dove l’acqua non rischi di diventare stagnante. Le irrigazioni devono essere frequenti, ma vanno assolutamente evitati gli eccessi.

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Domande frequenti

  • L'aconito è una pianta velenosa? Come comportarsi?
    Sì, l'aconito è estremamente tossico e contiene alcaloidi pericolosi che possono penetrare anche attraverso la pelle. Tutte le parti della pianta, specialmente le radici, sono letali se ingerite. È fondamentale indossare sempre i guanti durante la manipolazione. Se ci sono bambini piccoli o animali domestici in giardino, posiziona le piante in aree inaccessibili o evita la coltivazione per prevenire incidenti gravi.
  • Quando e come si moltiplica l'aconito?
    La moltiplicazione avviene principalmente per divisione del cesco in autunno, quando la pianta va in riposo vegetativo. Si estraggono i tuberi e si separano le porzioni con un forcone, reimmettendole subito a dimora. Questo ciclo può ripetersi ogni 3-4 anni. La semina è possibile in primavera (semi acquistati) o in inverno (semi raccolti, dopo vernalizzazione), ma la germinazione è lenta e richiede cure specifiche.
  • Qual è il miglior terreno e esposizione per l'aconito?
    L'aconito predilige un terreno fresco, ricco di sostanza organica e ben drenato, capace di trattenere l'umidità senza creare ristagni. L'esposizione ideale è la mezz'ombra, tipica dei bordi boschivi, ma cresce bene anche in pieno sole purché il terreno sia costantemente umido e irrigato regolarmente. Evita terreni sabbiosi o troppo leggeri che si asciugano rapidamente.
  • Come si concimano e annaffiano gli aconiti?
    Le irrigazioni devono essere costanti per mantenere il terreno umido, evitando però l'asciugatura completa o i ristagni idrici. In estate o al Sud, annaffia più spesso. Per la concimazione, usa fertilizzante liquido per piante fiorite ricco di potassio settimanalmente da marzo a ottobre, oppure granulare a lenta cessione a fine inverno e inizio estate per sostenere la lunga fioritura.

Scheda Tecnica

Aconitum spp.

Nome scientificoAconitum spp.
FamigliaRanunculaceae
Tipo di piantaErbacea perenne con radici tuberose/rizomatose
OrigineZone temperate emisfero boreale, principalmente Asia
EsposizioneMezz'ombra o Sole (se terreno fresco)
TerrenoFresco, ricco, ben drenato, leggermente calcareo
IrrigazioneFrequente, mai asciutto, no ristagni
FiorituraDa maggio a novembre (varia per specie)
AltezzaDa 60 cm a oltre 2 metri
ConcimazioneRegolare da marzo a ottobre (potassio)
PotaturaRimozione fiori esausti, pulizia foglie basali secche
MoltiplicazioneDivisione del cespo (autunno) o semina (primavera/inverno)
Malattie e parassitiOidio, Verticillosi (da eccesso umidità stagnante)
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, molto rustica