Frutteto

Potatura kiwi

Il kiwi è un frutto che si trova in tutto il mondo e presenta due varietà, gold e verde. E' bene conoscere le tecniche di potatura kiwi per mantenere al meglio le proprie piante.

di Redazione

21 giugno 2016

Kiwi

Il frutto conosciuto col nome di kiwi non è altro che una bacca. Deriva dalle liane rampicanti di una pianta molto resistente chiamata Actinidia deliciosa, che rientra nella famiglia delle Actinidiaceae. Di questo frutto assai nutriente, che sta diffondendosi sempre più sulla tavola degli italiani ed è ormai facilmente reperibile nei supermercati a prezzi vantaggiosi, esistono due varietà e cioè il tipo gold e il tipo verde. Il gold si può riconoscere facilmente, dato che presenta una forma più allungata, senza i classici pilucchi sopra la buccia del frutto medesimo. Il kiwi verde ha invece la buccia di colore marroncino. La sua polpa è verde, mente quella della varietà gold è gialla. Non tutti sanno che anche la buccia può essere mangiata. Non è assolutamente nociva, a patto che venga lavata con cura.

Diffusione kiwi

Le origini del kiwi - e quindi della pianta che lo produce - vanno ricercate nella zona sud della Cina. E proprio in questo Paese si hanno le prime notizie sulla sua coltivazione, che risalgono addirittura a 700 anni fa. In Europa è giunto in tempi relativamente recenti e cioè verso la fine del 20° secolo, facendosi subito apprezzare per il sapore dolciastro e insolito, che ne ha fatto una prelibatezza che aggiunge qualcosa di esotico al pranzo o alla cena. Il successo fatto registrare da questo frutto nel nostro Paese è stato davvero sorprendente, se si pensa che oggi l'Italia è diventato uno dei maggiori produttori di questi frutti in ambito mondiale. In particolare viene coltivato nelle seguenti regioni: Piemonte, Fiuli, Veneto, Lazio (specie nella provincia di Latina) e Campania.

Potatura kiwi

Diciamo subito che la potatura della pianta di kiwi è molto simile a quella che si effettua sulle viti, sia per tecnica in senso stretto, sia per quanto riguarda il periodo più idoneo. Bisogna tuttavia tenere ben presente il fatto che l'Actinidia può sopportare più rami ed anche più frutti rispetto a quanto accade per le viti e dunque è opportuno lasciare i suoi rami un po' più lunghi. Il periodo giusto per attuare la potatura è quindi a inverno terminato, cioè a febbraio o addirittura a marzo e comunque quando non esiste più pericolo di gelate che possano recare nocumento alle piante stesse, compromettendone lo sviluppo. Bisogna quindi potare i rami che hanno dato dei frutti durante la precedente stagione. Questi rami devono essere potati alla base. Sugli altri bisogna lasciare solo 6-7 gemme. Poi bisogna esaminare la base della pianta. Se si rileva la formazione dei caratteristici "succhioni", questi ultimi vanno eliminati. Naturalmente bisogna procedere alla banalissima eliminazione di quei rami che si presentano troppo fitti o addirittura intrecciati, poiché limitano la necessaria penetrazione della luce, coi suoi benefici effetti. Se su alcuni rami sono già presenti dei frutti, si devono accorciare quelli dove i frutti non sono ancora nati. La concimazione deve essere a base di stallatico, da somministrare una volta l'anno.

Varietà Actinidia e qualche curiosità

La principale pianta che genera questo frutto è l'Actinidia deliciosa, ma va ricordato che esistono anche l'Actinidia kolomikta, l'Actinidia chinensis e l'Actinidia arguta, ognuna delle quali con peculiarità proprie. La pianta è molto diffusa in Paesi come l'Australia e la Nuova Zelanda. Ha la peculiarità di essere una pianta cosiddetta dioica, vale a dire che presenta fiori maschili e femminili su piante differenti. Quindi per ogni 4-5 piante con fiori femminili è necessaria la vicinanza di almeno una pianta con fiori maschili. Generalmente il frutto viene raccolto nel mese di settembre e nella prima metà di ottobre. Per crescere bene ha necessità di ricevere sempre molta acqua. Da notare che le piante di kiwi, che devono essere tenute in un luogo fresco e asciutto, dato che un caldo eccessivo le danneggia facilmente, non vanno mai lasciate in luoghi nei quali è presente l'etilene, poiché questo gas ha l'effetto di accelerarne in modo sensibile i processi di maturazione. Per quanto riguarda le qualità di questo frutto, va detto che risulta molto ricco di vitamina C, vitamina E, potassio, magnesio, rame e ferro. Una vera e propria bomba di elementi nutritivi, al punto che ci sono medici che consigliano di mangiarne uno al giorno (una volta si diceva altrettanto per le mele, ma i tempi cambiano). L'assunzione regolare di questo frutto limita il rischio di crampi e dunque il kiwi va benissimo nella dieta degli atleti. L'alta quantità di potassio ha poi l'effetto di rendere la pelle più luminosa ed elastica e dovrebbe ridurre la presenza di rughe evidenti. Questo frutto inoltre rafforza le gengive e di riflesso i denti ed è consigliabile per coloro i quali accusano problemi di digestione. Un vero e proprio toccasana o, se preferite, un elisir di lunga vita. Da ultimo, una curiosità: in natura esistono anche varietà di kiwi con la buccia color mattone e la polpa rossa, ma non sono facili da reperire sul mercato.

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Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per potare il kiwi?
    La potatura del kiwi va effettuata quando il pericolo di gelate è scongiurato, generalmente tra febbraio e marzo, dopo la fine dell'inverno. È fondamentale evitare di potare in autunno o inverno rigido perché la linfa tende a fuoriuscire abbondantemente ('pianto'), indebolendo la pianta. Si tagliano i rami che hanno fruttificato nell'anno precedente alla base, mentre sui nuovi rami vegetativi si lasciano circa 6-7 gemme. Vanno eliminati anche i 'succhioni' (rami vigorosi verticali) e la vegetazione troppo fitta per favorire la penetrazione della luce.
  • È necessario piantare sia maschio che femmina per avere frutti?
    Sì, quasi tutte le varietà commerciali di kiwi (come l'Actinidia deliciosa) sono piante dioiche, il che significa che i fiori maschili e femminili si trovano su piante diverse. Per ottenere la fecondazione e quindi i frutti, è indispensabile avere una pianta maschile vicino a quelle femminili. Il rapporto consigliato è di circa un maschio ogni quattro o cinque piante femminili. Senza l'impollinazione incrociata fornita dal polline maschile, le piante femmine non produrranno frutti.
  • Come si conservano correttamente i kiwi raccolti?
    I kiwi vanno conservati in un luogo fresco e asciutto. Attenzione a non esporli a fonti di etilene, un gas naturale prodotto da molti frutti maturi (come mele e banane) e da alcune verdure: l'etilene accelera notevolmente il processo di maturazione del kiwi, portandolo rapidamente a un'eccessiva morbidezza e potenzialmente al deterioramento. Se i frutti sono ancora duri, possono essere lasciati maturare a temperatura ambiente per pochi giorni, ma una volta raggiunta la giusta consistenza, il frigorifero aiuta a mantenerli freschi più a lungo.
  • Quali sono le principali varietà di kiwi disponibili?
    Esistono diverse specie di Actinidia, ma le più comuni in commercio sono due: il kiwi verde (Actinidia deliciosa), caratterizzato da buccia marrone pelosa e polpa verde, e il kiwi gold (spesso Actinidia chinensis o ibridi), che ha una buccia liscia o poco pelosa, di colore dorato/mattone, e una polpa giallo-aranciata dal sapore più dolce. Esistono anche varietà meno diffuse come l'Actinidia kolomikta e l'Actinidia arguta, quest'ultima nota per resistere a climi più freddi. Alcune varietà rare presentano persino polpa rossa.
  • Quale concime è adatto per il kiwi?
    Per nutrire adeguatamente il kiwi, si consiglia l'utilizzo di stallatico maturo. La concimazione deve avvenire una sola volta all'anno, idealmente in concomitanza con la preparazione del terreno o prima della ripresa vegetativa primaverile. Lo stallatico fornisce nutrienti organici stabili che migliorano la struttura del suolo e sostengono la forte esigenza idrica e nutritiva della pianta. Integrare con prodotti specifici per agrumi o fruttiferi può essere utile, ma la base rimane la sostanza organica.

Scheda Tecnica

Actinidia deliciosa

Nome scientificoActinidia deliciosa
FamigliaActinidiaceae
Tipo di piantaLiana rampicante decidua
OrigineCina meridionale
EsposizioneSoleggiata, luogo fresco e asciutto
TerrenoFresco, drenante, leggermente acido
IrrigazioneAbbondante e costante
FiorituraPrimavera
AltezzaVariabile, fino a diversi metri
ConcimazioneStallatico maturo, una volta l'anno
PotaturaInverno inoltrato (febbraio-marzo); eliminare succhioni, rami fruttificati alla base e lasciare 6-7 gemme sui nuovi rami
Difficoltà di coltivazioneMedia