Mal dell'esca della vite

Malattie della vite

Mal dell'esca della vite

I viticoltori europei conoscono molto bene la malattia denominata mal dell'esca della vite, perché se non opportunamente controllata può rovinare intere annate di raccolti. Una delle più gravi malattie della vite, riguarda principalmente il legno della pianta.

di Redazione

01 luglio 2016

Cos'è il mal dell'esca della vite

E' una malattia che attacca principalmente il legno della pianta, di origine fungina, molto diffusa in Europa. I funghi interessati in questa particolare specie di patologia sono la phaeomoniella chlamydospora e la phaeoacremonium aleophilum, che si moltiplicano attraverso la produzione di spore in grado di togliere linfa dalla vite per usarla come nutrimento. Già nelle barbatelle questi due funghi iniziano la loro infezione, propagandola con la facilità attraverso i vasi linfatici. A causa della loro infestazione il legno della vite presenta venature scure che rappresentano un significativo campanello d'allarme. Nelle piante giovani invece, soprattutto quelle estere che italiane, questa patologia interessa i portainnesti riducendone la crescita. Inoltre quest'ultimi presentano una cattiva saldatura alla pianta madre e una produzione fruttifera ritardata se non addirittura scarsa. 

Sintomi e danni

I sintomi più evidenti dell'attacco di questa patologia, si manifestano prima di tutto sulle foglie. Quest'ultime infatti presentano macchie di verde più chiaro o addirittura giallastre ai bordi, mentre le venature interne restano restano verdi. Col passare del tempo le chiazze imbruniscono fino a seccare la foglia e causarne la caduta precoce. I tralci si caratterizzano per un ritardo nella lignificazione, fino ad arrivare al disseccamento come anche le gemme che rallentano la loro germinazione. Sugli acini infine si manifesta una punteggiatura violacea, sia sulla buccia che alla loro attaccatura. La formazione di puntini scuri sulla buccia non è causata dal fungo in sè ma dalla sua produzione di sostanza tossiche nel tessuto legnoso. Questa particolare malattia interessa più che altro l'uva da tavola, in quanto l'uva vinifera risulta essere più resistente ai funghi patogeni.

Sintomi nel legno della vite causati dal mal dell'esca

In quanto malattia vascolare, si evince subito quanto sia rapida la sua infezione. Il legno della vite è il primo a risentire dell'attaco del patogene e, in seguito all'ingillimento delle foglie, presenta venature scure lungo la sua corteccia. Quando si ha il sospetto d'infestazione, basta tagliare il legno in corrispondenza delle striature nere e si noterà la fuoriuscita di materia catramosa. In questo caso non ci sono più dubbi sulla presenza del mal dell'esca. Bisogna fare molta attenzione alle ferite da potatura che rappresentano la prima via d'accesso utilizzata dal fungo per attaccare i vasi linfatici. A causa di ciò il legno denota intere sezioni imbrunite invece delle sole striature, evidenziando lo stadio piuttosto avanzato dell'infezione. Con il passare delle stagioni, e l'aumento di punti d'accesso, si possono formare delle carie nel legno, sempre di origine fungina, coadiuvate dalla presenza del mal dell'esca. Quest'ultimo infatti può essere anche veicolo per altre patologie che in questo caso rendono il legno spugnoso e friabile.

Cure e prevenzione

Non esistono in commercio prodotti chimici in grado di contrastare il mal dell'esca della vite. L'unica maniera per combatterla è quella di attuare una serie di precauzioni che ne impediscano la proliferazione. Le barbatelle vanno osservate attentamente fin dall'acquisto in vivaio, in modo da accertarsi che il materiale di propagazione non arrivi alla coltivazione malato e che abbia subito trattamenti in acqua calda. Il trattamento delle barbatelle a 50 gradi infatti è l'unico sistema che previene l'insorgere della malattia. I nuovi impianti comunque non presenteranno segni d'infestazione se non dopo i primi due o tre anni, ed è importante contrassegnare le piante che si ritengono malate in modo da poter sostituire le barbatelle prima che l'infezione si diffonda a tutta la coltivazione. In autunno le viti che hanno presentato i sintomi del mal dell'esca, vanno tagliate qualche centimetro sotto il legno cariato aggiungendo un prodotto cicatrizzante in prossimità dell'apertura. I trattamenti chimici di recupero danno spesso risultati scadenti. E' quindi inutile attuare tali procedimenti.

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Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali del mal dell'esca sulla vite?
    I sintomi più evidenti compaiono inizialmente sulle foglie, che mostrano macchie verde-chiaro o giallastre ai bordi, mentre le venature centrali rimangono verdi. Col tempo, queste chiazze imbruniscono causando la secchezza e la caduta precoce delle foglie. Anche i tralci subiscono un ritardo nella lignificazione e possono disseccarsi. Sugli acini, specialmente nell'uva da tavola, si nota una punteggiatura violacea sulla buccia, causata dalle sostanze tossiche prodotte dal fungo nel tessuto legnoso.
  • Come si riconosce il mal dell'esca esaminando il legno della vite?
    Il mal dell'esca è una malattia vascolare che colpisce il legno, creando venature scure lungo la corteccia. Per confermare l'infezione, è necessario tagliare il legno in corrispondenza di queste striature nere: se si osserva la fuoriuscita di una materia catramosa, la diagnosi è certa. Nei casi avanzati, il legno presenta intere sezioni imbrunite e può diventare spugnoso e friabile a causa della carie secondaria indotta dai funghi patogeni.
  • Esistono prodotti chimici efficaci per curare il mal dell'esca?
    No, attualmente non esistono in commercio prodotti chimici capaci di contrastare efficacemente il mal dell'esca una volta che la pianta è infetta. I trattamenti di recupero danno spesso risultati scadenti e sono considerati inutili. La gestione della malattia si basa esclusivamente sulla prevenzione e sull'eliminazione delle parti infette, poiché il fungo penetra rapidamente nei vasi linfatici rendendo difficile qualsiasi intervento terapeutico diretto.
  • Come prevenire il mal dell'esca durante l'impianto della vigna?
    La prevenzione inizia con l'acquisto di barbatelle sane e trattate in acqua calda a 50 gradi, che è l'unico metodo efficace per sterilizzare il materiale di propagazione. È fondamentale osservare attentamente le piante in vivaio. Inoltre, bisogna prestare massima cura alle ferite da potatura, poiché rappresentano la principale via d'ingresso per i funghi. Contrassegnare le piante sospette permette di intervenire tempestivamente sostituendo le barbatelle prima che l'infezione si diffonda.
  • Cosa fare se si individuano sintomi di mal dell'esca su una vite adulta?
    In autunno, quando si identificano i sintomi, la vite va tagliata alcuni centimetri sotto la zona di legno cariato o imbrunito. È essenziale applicare un prodotto cicatrizzante sulla ferita aperta per proteggere la pianta da ulteriori infezioni. Poiché i trattamenti chimici sono inefficaci, l'intervento meccanico di potatura drastica è l'unica opzione pratica per contenere il danno e impedire che il patogeno si propaghi alle parti sane della pianta o alle viti vicine.

Scheda Tecnica

FamigliaVitacee
Tipo di piantaPianta arborea/rampicante
OrigineEuropa/Asia
EsposizioneSoleggiata
TerrenoBen drenato
IrrigazioneModerata
FiorituraPrimaverile
AltezzaVariabile
ConcimazioneStandard per vite
PotaturaInvernale
MoltiplicazioneBarbatelle/innesto
Malattie e parassitiMal dell'esca, funghi vascolari
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (prevenzione necessaria)